Diciotto anni compiuti da poco, David Alonso fa la storia. Ha coronato il proprio sogno nel weekend di Motegi laureandosi campione del mondo Moto 3, il primo pilota colombiano a farlo. Lo ha fatto nel modo migliore, con una vittoria, e con ben quattro gare di anticipo. E' giovane, trasuda gentilezza ed un pizzico di imbarazzo quanto parla coi giornalisti, ma in pista si trasforma in un cacciatore che quest'anno non ha risparmiato nessuno dei propri rivali. Un dominio, quello del pilota colombiano, che si riflette anche nelle 10 vittorie stagionali che lo innalzano al pari di piloti come Marc Marquez, Fausto Gresini, Joan Mir. Ne basterebbe un'altra per eguagliare il record di Rossi nel 1997, e con quattro appuntamenti rimasti sul calendario le chances che ciò accada ci sono eccome.
E' comprensibile quindi come i piloti iridati e non in MotoGP, da Bagnaia a Marquez a Quartararo, a Martin, abbiano speso solo parole di supporto per il giovane sin da inizio campionato. Gli stessi che ieri, in pitlane, lo hanno aspettato al rientro ai box per un saluto che per un giovane vale forse più di mille trofei, perchè quando i grandi dicono di aspettarti in MotoGP significa che la stoffa del campione ce l'hai. Il primo grande passo è fatto, ma come dice Marquez "non mettete pressione al ragazzo, ha bisogno di tempo e commetterà degli errori, ma spero che sarà un grande campione in futuro".
"La prima parte della gara non è stata facile - racconta il il neo eletto campione della Moto 3 David Alonso - non so perchè all'inizio ho avuto così tanta difficoltà a seguire il gruppo di testa, avevo la testa ancora rivolta alla caduta, ad ogni curva che affrontavo continuavo a pensare che avrei potuto perdere l'anteriore. Non stavo andando da nessuna parte, così a 10 giri dalla fine mi sono detto che dovevo cambiare qualcosa. Ho svuotato la mente, le sensazioni sono migliorate. A inizio gara non pensavo già al titolo ma in quel momento mi sono detto che potevo farcela. Quando sono arrivato in testa a quel punto ho ppsolo dato cercato di fare dei giri perfetti".
Come ti senti ad essere il campione del mondo Moto 3 2024?
"E' una sensazione davvero strana, non riesco a spiegarmi come mai non mi venga da piangere ora ma l'ho fatto ieri sera. Penso sia per lo shock e non ho ancora realizzato. A tre giri dalla fine ho immaginato il traguardo, e quando ho avuto l'occasione l'ho colta. Rispetto al 2023 che è passato in un attimo, questo 2024 è passato davvero lentamente".
Sei il primo colombiano a vincere il titolo, e con questa decima vittoria sei il pilota più vincente in Moto 3, per numero di vittorie di categoria sei alla pari con Joan Mir, Marc Marquez e Fausto Gresini.
"Si le emozioni sono moltissime, è una bella statistica a cui però non pensi quando sei in pista. Sono cose a cui si pensa a gara finita. Il mio sogno era di vincere il titolo con una vittoria. Penso che questa settimana festeggerò e non mi allenerò troppo, ma mancano ancora quattro gare e non voglio rallentare per rispetto del team e degli sponsor che mi supportano. Rimanere competitivo mi aiuterà anche a preparare la prossima stagione in Moto 2".
Un'altra vittoria ed eguaglieresti le vittorie di Rossi nel 1997.
"Ovviamente mi piacerebbe vincere un'altra gara, fino ad ora col team abbiamo fatto un lavoro fantastico. Vedremo cosa succederà, mancano solo quattro gare al termine della stagione. Sarà un obiettivo divertente da inseguire, ma anche se non arriverà andrà bene lo stesso. Voglio godermi queste ultime gare in Moto3, perchè quando sono salito sulla moto per la prima volta a inizio stagione ho chiamato il meccanico con cui mi avete visto festeggiare e gli ho detto che avevo le stesse sensazioni di quando nel 2020 partecipai all'European talent cup e lo vinsi. Le stesse sensazioni di quando entrai nella rookies cup, quindi gli dissi che questa era la stagione giusta, la moto era un tutt'uno con me".
Chi è stato il rivale più difficile da battere in questa stagione?
"Una delle difficoltà maggiori quest'anno, ma è stata anche una delle cose che mi sono piaciute di più, è che non c'è mai stato un solo rivale ma sempre almeno tre. Quando hai solo un rivale da battere, non voglio dire che sia più facile, ma devi concentrarti soltanto su un pilota. Tre invece sono tanti. Magari uno dei tuoi rivali è più forte di te sotto un aspetto, un altro lo è sotto un altro. Aver lottato contro Veijer, Holgado e Ortolà mi ha reso un pilota migliore. Mentalmente è stato difficile gestire questa cosa ma è stato bello lottare con loro, con alcuni ci conosciamo sin da quando eravamo piccoli quindi il fatto che ora abbiamo alzato il livello nel campionato tra di noi ha reso il campionato speciale".
Quale è stato il momento decisivo per te in questa stagione?
"Non ce ne è stato soltanto uno. Sicuramente i test a inizio stagione sono stati fondamentali per iniziare nel migliore dei modi. La vittoria ad Austin con un grosso vantaggio è stata importante, volevo davvero vincere con un grosso gap dai miei avversari. Più di recente Misano 2 è stata molto importante, venivo da alcune gare difficili e tornare a vincere è stato lo scatto che mi serviva".
Da inizio stagione molti campioni come Bagnaia, Marquez e Quartararo non hanno mai nascosto l'ammirazione ed il supporto nei tuoi riguardi. Come ti fa sentire tutto ciò?
"E' fantastico condividere il paddock coi piloti di MotoGP. Ho un ottimo rapporto con tutti loro. Mi hanno supportato e mi hanno sempre dato dei consigli. Anche in questo weekend ogni volta che ne avevo l'occasione ho chiesto ai campioni del mondo come affrontare una sfida per il titolo. Quindi vederli lì oggi al mio rientro in pitlane, assieme a tante altre persone del paddock, e venire da me per stringermi la mano è stato un bellissimo momento".
