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SBK, Carusi: “Ray è un gran talento, con Bartolini ed Ercolani ne vedremo delle belle”

Parla il Team Principal di Motoxracing: “La riconferma di Bradley non è mai stata in dubbio e insieme puntiamo a restare in Top 10. Cosa mi aspetto da Elia ed Emiliano in SSP300? Gran bagarre e tanti danni!”

SBK: Carusi: “Ray è un gran talento, con Bartolini ed Ercolani ne vedremo delle belle”

Il 2024 sarà un anno importante per il team Motoxracing, che raddoppierà il suo impegno nel Mondiale delle derivate di serie. Prolungato l’accordo con Bradley Ray dopo una stagione di apprendistato, la squadra romana tornerà a schierarsi con il britannico ai nastri di partenza della SBK, per affrontare la sua prima stagione completa nel campionato. Un piccolo ma grande passo avanti per il team Motoxracing, pronto al contempo per fare il suo ritorno in SSP300, dove schiererà l’inedita coppia formata da Emilano Ercolani ed Elia Bartolini. Un’annata che si prospetta tanto impegnativa quanto affascinante per la struttura capitolina, come ci ha raccontato il suo Team Principal, Sando Carusi.

Sandro, come valuti la prima stagione di Bradley Ray nel Mondiale SBK?
“Bradley è un grande talento secondo noi e secondo Yamaha. Ci eravamo resi conto che era valido già dalle prime uscite, e con il sesto posto di Imola, che è stato il nostro miglior risultato, abbiamo preso ancor più consapevolezza che potesse far bene. Le prestazioni sono un po’ calate nell’ultima parte della stagione per via del suo intervento alla spalla, però era quasi inevitabile. È difficile dare un voto alla sua stagione perché l’intervento non è quantificabile, ma è sicuramente positivo. Non sarebbe ancora qui altrimenti”. 

Avete mai avuto dubbi sulla sua riconferma?
“No, non è mai stata in dubbio. Tanto è vero che dopo Imola avevo già pianificato con Yamaha di tenerlo. Ci tengo a precisare che il test di Jerez è stato fatto volutamente con GMT94 soltanto perché lui aveva bisogno di risalire in moto per capire la sua attuale condizione. Noi non eravamo lì e siccome la moto di GMT94 è la gemella della nostra, e i team sono più o meno uguali, Yamaha ha deciso di fargli fare una prova”.

Dove sarebbe potuto arrivare Ray senza l’operazione?
“Considerando la consapevolezza del team e del pilota, e l’aria che si respirava dentro al box, credo che dopo Imola saremmo potuti navigare costantemente nei dieci. Tanto è vero che abbiamo deciso di fargli fare l’intervento subito dopo quella gara, perché avevamo sottovalutato l’importanza dell’operazione, ma eravamo consapevoli che avrebbe potuto recuperare pienamente per le ultime tre gare. Abbiamo portato Tamburini a Most proprio per farlo recuperare il più possibile”.

La Top 10 resta l’obiettivo per il 2024, o puntate a qualcosa di più?
“Obiettivamente ritengo il livello della SBK molto alto e nel 2024 lo vedo ancor più cresciuto rispetto al 2023. Quindi, restare nei 10 lo vedo già come un buon risultato. Poi se ci fosse una gara particolarmente favorevole, come è stato quest’anno, sarebbe bello stare nella Top 5”.

Il prossimo anno sarete al via dell’intero campionato. Cosa cambia per voi rispetto alle stagioni precedenti?
“Per due anni abbiamo fatto solo i Round europei ma era un po’ riduttivo, anche perché l’ambizione è sempre stata quella di fare tutto il Mondiale. Fortunatamente Dorna ha accettato la nostra richiesta e io la vedo un po’ come una consacrazione del sogno che è diventato realtà. Un po’ come a dire che è proprio vero che facciamo il Mondiale SBK. Non era così scontato, anche perché avevo già presentato l’anno scorso la richiesta a Dorna ma non è stato possibile per ragioni logistiche degli organizzatori”.

Oltre che in SBK, sarete impegnati anche in SSP330. Cosa vi ha convinti a tornare nel campionato dopo due anni d’assenza?
“Abbiamo lasciato la SSP300 nel 2021 perché era un investimento in cui non vedevo grandi prospettive. Avevamo un bravo pilota come Bahattin Sofuoglu ma poi l’abbiamo perso, perciò abbiamo dirottato tutte le risorse sul progetto SBK. Quest’anno ho deciso di rientrare nel Mondiale dietro spinta di Yamaha, in prospettiva di quella che potrebbe essere l’evoluzione della categoria, e anche perché mi hanno presentato un progetto molto stimolante. Sono stato io a volere fortemente  Emiliano Ercolani nella Blu Cru Cup italiana e poi in quella europea, che ha vinto, quindi per me era una grande soddisfazione poterlo far esordire nel Mondiale. Ancora di più affiancandolo a un pilota con il talento e il carisma di Elia, che è un bel personaggio. Sono sicuro che ne vedremo delle belle, perché uno ha un profilo molto basso, mentre l’altro è molto esuberante”.

Cosa ti aspetti da loro?
“Una gran bagarre e tanti danni! (ride). La speranza è quella di fare tanti danni positivi. Ma al di là degli scherzi, credo abbiano entrambi il potenziale per far bene. Perciò è un’ulteriore soddisfazione presentarsi nuovamente in un campionato da protagonisti, con una squadra che riesce a supportare in maniera positiva due categorie. Logicamente, avendo un pilota esordiente e uno che non conosce minimamente la categoria, non è facile porsi degli obiettivi. In ogni caso la SSP300 è un campionato molto combattuto, dove a volte non è nemmeno il livello della moto a fare la differenza. Quindi direi che l’obiettivo potrebbe essere stare costantemente nei primi dieci e nei primi cinque. Anche perché abbiamo visto che in questa categoria la costanza di risultati è più importante che vincere le gare”.


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