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Bautista: "l'HRC lavora per la SBK e la MotoGP, ma non riesco a sorpassare"

"Non stacco forte, ho poco grip, nella FP3 mi stavo quasi per mettere a piangere, non riuscivo a guidare. Ma in SBK non possiamo cambiare profondamente la moto, il telaio. Leon Camier? è un aiuto: da ex pilota capisce i problemi"

SBK: Bautista: "l'HRC lavora per la SBK e la MotoGP, ma non riesco a sorpassare"

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Sesto a 14 secondi dal vincitore, Rinaldi, ma a poco pià di 10" da Rea, l'ultimo a salire sul podio ed in un gruppetto, a 4 da Redding e ad uno appena da Lowes. Potrebbe essere soddisfatto Alvaro Bautista ma poiché pochi giorni fa lo stesso campione del mondo lo ha indicato come il rivale più difficile da battere, nella sua unica stagione con la Ducati, da rookie nel campionato, lo spagnolo non lo è. Ma non dalla sua guida, ma per alcuni problemi irrisolti della sua Honda.

"Se parliamo di prestazioni, non sono felice. Specialmente oggi in FP3 non so perché, ma ho sofferto moltissimo con la moto, che era molto instabile soprattutto in fase di frenata. Sinceramente, ho finito la FP3 e mi stavo quasi per mettere a piangere, non riuscivo quasi a guidare. Ma abbiamo fatto qualche modifica per il pomeriggio e penso che anche le condizioni, con meno grip sull’asfalto, ci hanno aiutato a far funzionare meglio la moto. La mattina è stato un disastro, non riuscivo a guidare".

Come hai fatto comunque a gestire la situazione?

"In Superpole, con i piccoli cambiamenti che abbiamo fatto, mi sono sentito meglio ma ho continuato a soffrire in frenata. Non capisco perché, visto che sia ad Estoril che ad Aragon non abbiamo avuto questo problema. Qui invece è arrivato subito. La Superpole è stata divertente, perché a Portimao hanno cancellato il mio giro migliore per via delle bandiere gialle. Qui ho trovato la gialla per via di Gerloff, ho perso la mia prima gomma buona ed il mio tempo. Mi sono un pochino arrabbiato, ma almeno ho avuto una seconda chance ed ho cercato di fare il massimo. Non volevo superare il limite o fare un supergiro, ma volevo almeno non commettere errori. Non mi sentivo benissimo in sella, ma poi per la gara abbiamo fatto un piccolo passo in avanti grazie al setup ed abbiamo migliorato giusto un po’ la situazione. Soffro quando devo superare gli altri, specialmente qui perché non posso staccare forte ed in più ho anche poco grip sul posteriore. Perdo troppi metri in uscita di curva e quando poi voglio provare a passare qualcuno nel rettilineo successivo sono sempre lontano. Quando la situazione è questa ed ho anche problemi in frenata, diventa un caos perché non so come passare gli altri. Ho fatto molti giri dietro altri piloti, mentre quando sono da solo riesco a trovare il mio ritmo che magari non è neanche fantastico, ma è accettabile. Il problema è che perdo tre o quattro giri dietro agli altri".

Cosa sta facendo l'HRC. Parli con la casa in Giappone?

"La HRC sta lavorando molto sui nostri problemi e su questo progetto. Lavorano per la SBK come fanno per la MotoGP. Qui c’è con noi il team project della MotoGP, che ha lo stesso ruolo anche per la SBK. Penso che tutti in Honda, compreso me, si aspettassero di più da questa stagione, ma abbiamo capito di non aver fatto un netto passo in avanti rispetto alla scorsa stagione. Ma adesso lo sviluppo va avanti e non so a che punto siamo perché ci sono tanti aspetti su cui possiamo migliorare la moto.  Ci sono tanti in particolare da migliorare, è un discorso generale che riguarda tutto. Possiamo fare passi avanti in tutti gli aspetti".

E' cambiato qualcosa con l'arrivo di Leon Camier come team manager?

"Sono felice di avere Leon con noi, conosce molto bene le sensazioni di un pilota in moto e quando io parlo con gli ingegneri e spiego quello che sento, spesso anche lui offre il suo punto di vista. Guarda le cose in pista e analizza le differenze tra le varie moto. E’ molto chiaro nel capire le differenze tra le moto e conosce bene i problemi che abbiamo. Lui capisce davvero tutto ed è di aiuto per tutta la squadra, per me, per gli ingegneri. Mi capisce e capisce anche gli ingegneri. A volte spiega le cose agli ingegneri, altre le spiega a me".

Come è possibile risolvere i problemi, magari come la BMW che ha fatto una moto nuova?

"Non sono la persona che può decidere questo, io posso solo dare il massimo. In questo campionato non è possibile fare dei telai nuovi o cose del genere, come si fa ad esempio in MotoGP. Potendolo fare, saremmo arrivati prima ad un certo livello. Qui è difficile perché non possiamo cambiare troppe cose sulla moto, non possiamo cambiare il telaio, renderlo più o meno rigido. Niente. Non sono un ingegnere, io dico solo a loro quali sono le mie sensazioni e sono loro a dirmi come vogliono risolvere i singoli problemi. Non dico agli ingegneri che abbiamo bisogno di una nuova moto. Io gli dico solo le cose che non funzionano. Sono loro a decidere come operare per far funzionare le cose". 

Audio raccolto da: Riccardo Guglielmetti

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