C’è tanta gioia e qualche lacrima sul volto di Riccardo Rossi dopo il suo primo podio in Moto3 a Le Mans. Il pilota di Genova aveva debuttato nel Mondiale nel 2019 grazie a Fausto Gresini, ma fino a oggi aveva raccolto poco. In una gara complicata ha mostrato velocità ma anche maturità e ora è venuto il momento di godersi questo risultato.
“Oggi dedico questo podio a due persone: a Fausto e a mio padre, perché hanno sempre creduto in me anche quando gli altri non lo facevano - ha detto - Sono contentissimo, è stata una gara stranissima. Ogni giro McPhee era più vicino. È stata una gara in condizioni particolari, ora voglio fare lo stesso sull’asciutto”.
Per Riccardo è un sollievo dopo due anni difficili, in cui non sempre è stato facile non buttarsi giù.
“È stata tosta, perché ogni fine settimana si vedeva che avevo il potenziale, ma poi non raccoglievo niente - ha raccontato - Dopo un po’ inizi a pensare che non è la tua strada, ma quando le persone più vicine a te ci credono allora lo fai anche tu. Ho sofferto tanto, non credevo più in me stesso: mi allenavo, facevo tanti sacrifici, ma niente. Mi chiedevo cosa mi mancasse”.
Oggi ha avuto la risposta: nulla.
“Qui a Le Mans mi sentivo molto sicuro di me e spero di avere capito che posso farcela - ha continuato Rossi - Questo risultato mi servirà molto per prossime gare: se puoi farcela una volta, allora puoi ripeterlo. Questa è una perfetta opportunità per una nuova partenza per me. A volte, in passato, facevo buone qualifiche, o dei bei tempi a fine gara, ma mai un fine settimana in cui ero stato sempre veloce. Ero molto incostante, questo è stato il primo weekend in cui sono stato e sentito sempre veloce, da oggi posso iniziare a lavorare per un nuovo capitolo”.
Questa esperienza gli sarà utilissima, perché oggi Riccardo ha capito cosa significa a giocare lì davanti.
“All’inizio ero nervoso, ho sbagliato marcia due volte, non ero abituato a stare lì davanti - ha spiegato - Mi sono detto di calmarmi, perdevo un po’ ogni giro dai due davanti, ma poi ho visto che McPhee stava tornando e ho iniziato a spingere. Volevo il podio a tutti i costi. So che il mio miglior risultato era stato un 11° posto, quindi il 4° sarebbe andato bene, ma non oggi. Ho detto o cado o faccio il podio - ha sorriso - Non mi aspettavo di avere così tanti pensieri durante alla gara. All’inizio pensavo di non dovere cadere, poi a spingere, poi al mio cane, poi mi sono concentrato su Salac, infine, all’ultimo giro, su McPhee”.
Ora deve pensare solo a godersi questo risultato, perché se lo è meritato.
“Le persone non vedono tutto il lavoro che c’è dietro - ha sottolineato Riccardo - Mio papà ogni venerdì mi metteva in macchina e guidava 5 ore per andarmi ad allenare fino a domenica, poi tornavamo indietro e lunedì mattina si svegliava presto per andare a lavorare. Io non esco alla sera, non bevo, ma la gente vede solo i risultati e non tutti questi sacrifici”.