SBK, Sofuoglu: “Ho corso e fatto più soldi di Rea a ogni vittoria”

“Dovevo solo vincere, dei secondi posti fregava nessuno, ma non ho mai sperperato un centesimo. Ora sono un politico, ma a tanti parlamentari questo scoccia e pure tanto”

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È considerato il Re della SuperSport. Di chi stiamo parlando? Semplice, di Kenan Sofuoglu, il quale ha scritto pagine di storia indimenticabili della 600. Nel 2018 il pilota turco ha appeso il casco al chiodo, iniziando la propria vita da politico.

Già, perché in occasione delle Elezioni generali in Turchia del 2018, è stato eletto membro della Grande Assemblea Nazionale Turca della provincia di Sakarya con il Partito della Giustizia e dello Sviluppo. Oltre alla politica, Kenan non rinuncia certo alle corse, dal momento che segue in qualità di manager, Toprak Razgatlioglu.

Recentemente, Sofuoglu ha rilasciato una intervista ai colleghi di Speedweek, dove ha ricordato la sua vita da pilota tra gioie, delusioni e retroscena: “Sono stato il primo pilota turco a correre e di conseguenza avevo tanti sponsor - ha dichiarato – con Kawasaki avevo un buon contratto, ma non guadagnavo molto dalle corse in sé. Li guadagnavo però vincendo le gare, dato che funzionavano così i miei accordi. Se arrivavo primo guadagnavo, se invece finivo secondo era l’esatto opposto – ha aggiunto - di sicuro ho fatto più soldi di Jonathan Rea ad ogni vittoria e di qualunque altro pilota a correre in Superbike”.

Di sicuro non li ha sperperati: “Tutti i guadagni li ho sempre investiti, senza mai buttarli via – ha svelato – ho investito in immobili e attività, tanto che ora ho più di 50 locali in affitto. Ma nella mia vita mai nessuno mi ha regalato nulla, ho sempre dovuto sudare”.

Adesso Kenan le corse le guarda dal muretto, dal momento che c’è la politica a tenerlo impegnato: “La mia vita da politico è molto diversa da quella a cui sono sempre stato abituato – ha commentato – ci sono persone con una carriera trentennale e ancora oggi non hanno un seggio in Parlamento. Tutto ciò li fa molto arrabbiare quando vedono me che arrivo e mi siedo in Parlamento e magari ho anche una Lamborghini nel garage di casa”  

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