Moto2, Luca Marini: "Questo è il momento perfetto per andare in MotoGP"

Il leader del mondiale Moto2 ospite della nostra diretta: "Mi piacerebbe arrivarci con una buona squadra ed un'ottima moto, ho dimostrato di essere tra i migliori in Moto2"

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Luca Marini è stato ospite della nostra diretta quotidiana ed ha risposto alle domande degli appassionati che hanno potuto parlare con l'attuale leader del mondiale Moto2 di tantissimi argomenti. Dalla possibilità di andare in MotoGP nel 2021 al segreto dietro la sua grandissima crescita nelle ultime stagioni, Marini ha risposto a tantissime domande offrendo molti spunti davvero interessanti per inquadrare un pilota che già da diverse stagioni ha smesso di essere 'solo' il fratello di Valentino Rossi diventando di fatto uno dei talenti più limpidi dell'attuale cantera italiana nel motomondiale. 

Partiamo dalla tua ultima vittoria, a Barcellona. Abbiamo scritto che è stata la tua più bella, è così anche per te?

“Me lo hanno detto in molti, sinceramente lì per lì non me lo aspettavo. È stata bella ma continuo a non metterla sul podio delle migliori, non ne ho fatte tante ma ce ne sono state altre con maggiore significato”.

In queste settimane la curiosità è per il tuo futuro: quali sono le probabilità di vederti in MotoGP nel 2021?

“Mi piacerebbe pensare a un 50 e 50, spero che sia sufficiente. Mi sento pronto, è il momento giusto per questo passaggio, però non dipende solo da me, ci sono varie cose che devono incastrarsi. Ho riposto fiducia nel mio management per cercare di trovare una soluzione. Sono un paio d’anni che lotto per le posizioni di testa in Moto2, quest’anno ho dimostrato di essere tra i migliori, sono in lotta per il campionato: è il momento giusto”.

Qual è il primo ricordo di te e Valentino in moto?

“L’avvicinamento alle moto è arrivato da me. Mio babbo e mia mamma mi hanno portato per la prima volta in una pista di minimoto dopo averla vista dalla macchina, volevo provare. Il rapporto con mio fratello è iniziato più tardi, lui faceva la sua strada e io la mia con il mio babbo. Mi ricordo, ma non chiaramente, di avere girato una volta insieme a Vale in minimoto, a Cattolica. Il rapporto fra noi si è stretto quando ho iniziato a correre in Moto3”.

LUCA MARINI CON VALENTINO ROSSI E MARCO BEZZECCHI

Chi te lo ha fatto fare di fare il pilota sapendo che saresti sempre stato confrontato con Valentino?

“Da un lato è più difficile, ma da un altro è l’opposto. Ci sono piloti con grande talento che partono dal nulla e non riescono ad arrivare al Mondiale, perché il nostro è uno sport costoso. Quando ero piccolo vedevo le minimoto come un divertimento, un gioco, e i miei genitori mi hanno dato la totale libertà. Correre in moto mi trasmette delle emozioni bellissime che difficilmente riesco a provare in altri sport, quindi a 14 anni ho scelto di diventare un pilota professionista, iniziando ad allenarmi per fare questa carriera. È ciò che amo fare, avere Valentino come fratello non ha influito all’inizio, lo vedevo solo come un fratello e non capivo che personaggio fosse. Crescendo ho imparato molte cose, ma sono contento di avere intrapreso questa carriera”.

Sei visto come un gran lavoratore, sei un pilota che segue più l’istinto o la ragione?

“In moltissimi mi definiscono un gran lavoratore, ma non vorrei dimenticare il talento. Nessuno delle due cose basta da sola, bisogna conciliare entrambe le cose. Prima ero più istintivo, crescendo sono diventato un ragionatore, cerco di usare un po’ la testa quando serve, perché a volte bisogna affidarsi solo all’istinto”.

Ti chiamano il Russo per la tua freddezza, ti riconosci in questo soprannome?

“Tutti i miei compagni di allenamento mi chiamano così, si vede che do questa espressione. Non mi sento così freddo, a volte è solo timidezza”.

Luca Marini: "Dicono che sono freddo, ma non è così. A volte è solo timidezza"

La prossima pista che ti aspetta è Le Mans, cosa ti aspetti?

“È una dei più bei circuito di questa stagione, ma il problema saranno le temperature. Probabilmente pioverà e sono curioso di vedere come andrò sul bagnato perché è dallo scorso novembre che non abbiamo più girato in quelle condizioni”.

Perché usi il numero 10?

“Avevo iniziato con il 97, che è l’anno della mia nascita, ma quando arrivai al CEV lo usava Vierge. Quindi passai al 10 perché è il mio giorno della mia nascita e, essendo un tifoso di calcio, è un numero importante”.

Luca Marini - classe cristallina

Quali sono le sensazioni nel lottare per il Mondiale?

“Nelle prime gare era una situazione nuova, mi faceva strano, ma adesso mi carica molto. Sono contento di potere lottare per una cosa così importante e cercare di coronare tutti i sacrifici fatti in passato. Ci sono ancora molti GP da correre e mi piace pensare gara per gara, è la cosa migliore per rendere al massimo”.

Com’è il rapporto con Bezzecchi, te lo aspettavi così veloce?

“Sapevo che avrebbe potuto lottare per il podio, in Austria è stato molto veloce ma non mi ha stupito. Non dobbiamo dimenticare che è un pilota che ha lottato per il titolo in Moto3, l’anno scorso ha faticato ma la moto non l’ha aiutato. È molto bello avere un compagno di squadra che va forte perché ti stimola”.

Ma è una bega?

“Secondo me avere un compagno di squadra che va forte non è mai una bega, perché ti stimola e puoi guardare anche i suoi dati in telemetria, come lui guarda i miei, in modo da poter migliorare più velocemente”.

Ti darebbe fastidio correre un’altra stagione in Moto2, mentre i tuoi rivali Bastianini e Martin saranno in MotoGP?

“Difficile capire. Bisogna che mi trovi in quella situazione lì. Poi te lo dico. Quello che penso è che sarebbe veramente bello andare in MotoGP, sarebbe bello avere l’opportunità con un bel team e con una bella moto. Se questo non dovesse essere realizzabile, farò un altro anno di Moto2. Almeno la Moto2 mi piace, è una bella categoria. Se guardiamo i tempi di Barcellona, ci manca poco per arrivare ai tempi della MotoGP. Se resto un altro anno ci posso provare a migliorarli”

Luca Marini: "Se non dovessi andare in MotoGP, andrà benissimo fare un'altra stagione in Moto2"

Quest’anno correte a Portimao, una bella novità per il motomondiale. 

“Io in realtà ci ho già girato quando ero al CEV in Spagna. Ci ho corso, ed è una pista bellissima. Bisognava rifare l’asfalto, ma adesso lo rifaranno per la Formula 1, secondo me ci divertiremo molto”. 

Come hai visto la F1 al Mugello?

“Secondo me si sono divertiti. Certo per loro la pista è un po’ stretta, hanno fatto anche qualche incidente, ma fa parte del gioco. Anzi, per lo spettacolo e per la TV è meglio così, sempre che non si faccia mai male nessuno”. 

Tra le attuali moto presenti in MotoGP, quale pensi che possa esaltare le tue caratteristiche di guida?

“Secondo me in questo momento le moto più facili per debuttare in MotoGP sono le Yamaha e le Suzuki. Mi sembrano le più facili da guidare, forse anche perché hanno entrambe il 4 in linea. Anche quando le guardo in pista, mi sembrano quelle che sono ancora delle vere e proprie moto. La Ducati sta diventando un’astronave, ma è il figo della Ducati. Pensavo si potesse guidare solo in un modo, invece basta guardare Pecco, Dovi e Miller per capire che anche lei come moto si adatta a diversi stili. Poi magari per vincere in un campionato, serve proprio avere capacità di adattarsi”.

Luca Marini: "Per debuttare in MotoGP, Yamaha e Suzuki sono le più facili. Ma anche la Ducati si adatta a diversi stili"

Tu parli con Bagnaia e Morbidelli della MotoGP, di come si comporta la moto?

“Succede spesso. Ne parlo tanto con Pecco, parliamo delle gomme, del motore, di come va la moto. Lo faccio anche con Franco e con Vale, ed è molto bello avere questa possibilità. La cosa che dicono di più tutti è che le gomme sono particolari, e devi imparare a gestirle. Ed anche i freni sono impressionanti. La potenza alla fine non mi spaventa, più ce n’è, meglio è". 

Luca Marini

Proprio Bagnaia e Morbidelli un mondiale Moto2 l’hanno vinto. Chiedi mai consigli a loro?

“Ancora non ci avevo pensato. Magari più avanti gli chiedo qualcosa, però secondo me ogni stagione fa un po’ storia a sé. Franco quando ha vinto il mondiale era nettamente superiore a tutti ed è stato giusto che l’abbia vinto lui. Pecco ha fatto un grandissimo anno, alla fine si è trovato contro Oliveira e si è trasformata in un uno contro uno. Io devo ancora aspettare per capire come sarà per me”. 

Il rivale più pericoloso per questo mondiale chi è secondo te?

“Tutti sono pericolosi secondo me, perché alla fine ogni gara c’è qualcuno lì davanti che non ti aspetti. Martin ogni domenica è lì e inciderà molto fino alla fine. Bisogna cercare di lavorare bene come ho fatto Barcellona”. 

Rifarete la 8 Ore del Golfo in Endurance in Ferrari con Valentino?

“La scorsa gara abbiamo fatto un risultato incredibile. Non ce l’aspettavamo. Penso sarà difficile replicarlo, però penso che Vale stia valutando di rifarla, però so che l’hanno spostata in altra data. Bisognerà vedere come sono i nostri impegni di piloti, come si incastra il calendario. Mi piacerebbe rifarla e so che anche Vale vuole rifarla”. 

Ma cosa ha determinato la tua crescita negli ultimi anni?

“Io penso che la cosa bella sia sentirsi migliorati alla fine di ogni stagione. Ogni volta alla fine penso che se avessi capito prima delle cose, forse la stagione sarebbe andata diversamente. Ogni anno comincio la stagione sapendo che migliorerò fino alla fine e spero che sia così anche in futuro, perché vorrebbe dire che non smetterò mai di imparare. Io penso di essere migliorato come pilota, come uomo, come metodo di lavoro. Ovvio che l’Academy ed il Team mi abbiano aiutato, come pure Valentino. Penso però che sia stata in primis una mia crescita, dovuta anche ai sacrifici che ho affrontato”. 

Come la vedresti una stagione in SBK prima di andare in MotoGP?

“Di solito chi va nell’altro paddock poi fa fatica a tornare. La SBK secondo me adesso ha un livello molto alto, stanno mettendo Rea in difficoltà. La Ducati ha fatto una gran moto, anche la Honda è tornata davanti. Seguo il campionato, mi piace, ma preferirei restare di qua, nel motomondiale. Secondo me qui il livello complessivo è più alto, ci sono venti piloti tutti ad un livello incredibile. Secondo me in SBK o in SSP magari i primi dieci sono molto forti, ma poi c’è un bel salto”. 

Come hai visto Valentino dopo la caduta di Barcelona?

“L’ho visto la sera. Certo, era un po’ arrabbiato, ma è normale esserlo per un pilota quando cade. E’ giovane, spero che impari dai suoi errori (ride, ndr)”. 

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