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MotoGP, Petrucci: "Sto affondando, cerco il buco da tappare sulla Ducati"

"Gli altri sono cresciuti. Non può essere accettabile il fatto che Andrea non stia facendo fatica quanto me. Sto lottando ancora per il terzo posto, ma ho perso una miriade di punti "

MotoGP: Petrucci: "Sto affondando, cerco il buco da tappare sulla Ducati"

Danilo Petrucci sta navigando acque poco sicure in questo periodo della sua stagione di debutto da pilota ufficiale Ducati. Un inizio davvero sfavillante sembrava aprire le porte ad un'annata di quelle da ricordare, solo che la seconda metà della stessa stagione sta riservando più delusioni che soddisfazioni ad un pilota in grado di battere Marquez e Dovizioso al Mugello.

Una vittoria che in questo momento appare lontana, così come la competitività del binomio formato da Petrux e dalla GP19, una moto che sembrava riuscire ad interpretare al meglio, salvo perdere la bussola da troppi GP a questa parte. Danilo è sempre onesto del valutare la situazione, non si nasconde ed ammette di stare vivendo un momento difficile. Alla vigilia di Phillip Island sono tanti i punti interrogativi da risolvere ed è soprattutto tanta la voglia di restare avvinghiati alla lotta per il terzo posto in classifica generale a dispetto del grande exploit di Quartararo e della tenacia di un irriducibile Rins. 

"Sto imbarcando acqua, devo trovare il buco per farla uscire il prima possibile - ha dichiarato Petrucci - sicuramente gli altri sono cresciuti . Non può essere accettabile il fatto che Andrea non stia facendo fatica quanto me. Se anche Dovi facesse la mia stessa fatica, avrebbe tutto già molto senso. Sicuramente i rivali sono cresciuti sia rispetto al 2018 che rispetto all’inizio del 2019, però è chiaro che io voglio e devo fare di più. Sto lottando ancora per il terzo posto, ma ho perso una miriade di punti ed è arrivato anche Quartararo che sta andando fortissimo". 

Qui a Phillip Island pensi di trovare questo buco e ripartire alla grande?

"Sulla carta è sempre difficile dire che cosa si può fare su una pista. E' molto strano più che altro perché da una parte sono deluso delle mie gare precedenti per la mia prima metà di gara, mentre entrambe le volte la seconda metà di gara l’ho corsa sul ritmo dei migliori, quindi sono contento da una parte e molto infelice dall’altra. Ancora c’è da capire perché".

Avete individuato l'origine di questa differenza di prestazione?

"A Motegi la temperatura della gomma anteriore era molto alta, poi sono riuscito ad essere più veloce perché si è abbassata e sono stato più competitivo nella seconda parte di gara. Anche Marquez non si allontanava, avevo lo stesso ritmo. Qui a Phillip Island è sempre una pista molto diversa da tutte le altre, per caratteristiche. Io l’anno scorso sono stato veloce, avevo fatto una grande partenza solo che dopo ho avuto un problema alla frizione ed ho dovuto rimontare dall’ultima posizione. Però penso che qui potremmo capire un po’ più di cose sul perché non riesco ad essere veloce con il pieno e con le gomme nuove, quando all’inizio dell’anno era il contrario. Vedremo, di sicuro non sono contento di come stanno andando le cose, ma ci sto mettendo il massimo impegno. Come detto la differenza tra far bene o far male è piccola. Devo riuscire a fare tutta la gare veloce, non solo l’ultima parte".

Le idee non mancano però nel box.

"Ci sono sempre piccole cose che mancano, ma purtroppo quelle piccole cose non mi permettono di fare una bella gara. Devo capire che cosa manca effettivamente dal punto di vista tecnico, ci stiamo lavorando. Quando ho la possibilità di stare davanti ci riesco, come a Motegi in FP2, e anche sul bagnato sono andato bene. C’è qualcosa che non sto capendo, a inizio gara non sono veloce, poi mi ritrovo".

Hai verificato cosa fa di diverso Dovizioso rispetto a te, visto che lui non sembra soffrire gli stessi problemi?

"Non ci sono molte spiegazioni sulla differenza, sicuramente è sempre un problema per me frenare la moto quando la gomma è molto calda davanti. Sotto questo aspetto purtroppo torniamo sempre alla solita storia, dovendo fermare 15 kg in più diventa tutto più difficile per me. A Motegi penso che la moto andava veramente bene quando si stava scaricando di benzina. Difficile capire il perché, fino a poche gare fa soffrivamo di surriscaldamento al posteriore, in Giappone è successo il contrario".

Le previsioni meteo parlano di pioggia e forte vento. Un problema oppure un'opportunità per te?

"Il vento è la cosa che soffriamo di più per la stabilità all’anteriore. Ci sarà da capire come andare incontro alle esigenze della moto, perché con l’aerodinamica attuale della MotoGP il vento forte da più fastidio di una volta. C’è un grosso impatto di aria che non è regolare come può essere in rettilineo. La moto diventa molto instabile, ricordo che l’anno scorso era molto difficile guidare la moto in quelle condizioni. Sul bagnato sono stato sempre veloce e non lo temo. Il vento forte invece mi preoccupa". 

Si parla di vento anche oltre i 50 km/h, hai mai sperimentato una situazione del genere in sella alla GP19?

"Non ho mai guidato la moto con un vento di 50 o 60 km/h, non so come si possa guidare. Nella parte del tracciato più esposta, le prime cinque curve, sono molto problematiche, soprattutto la numero 3 è davvero complicata. Il vento forte rende l’entrata in curva non costante, il rollio cambia molto".

Audio raccolto da Matteo Aglio

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