MotoGP, Dovizioso: "Aspettare mi sembrava un'idea intelligente. Mi sbagliavo"

Andrea è 13°: "Ho il passo per restare con il gruppo dei migliori, ma qui Marc fa la differenza. Certi distacchi li prendi solo da lui"

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Andrea Dovizioso non ha uno sguardo sereno al termine delle qualifiche. Non ha centrato l'unico obiettivo davvero obbligatorio della giornata, ovvero entrare in Q2. Una impresa che per Desmodovi doveva rappresentare qualcosa in più di una formalità, ma che si è invece rivelata una vera trappola in cui è caduto per un errore strategico. 

Un peccato veniale, che però domani lo costringerà a pagare un prezzo molto salato, confinandolo in 13a posizione in griglia di partenza, molto lontano da quel Marquez che in tanti indicano come il potenziale dominatore della gara domani.

"Oggi ci sono state condizioni un po’ difficili, saremmo dovuti passare attraverso la Q1 e non ce l’abbiamo fatta. E’ stato un peccato. Ho pensato che la pista non fosse messa benissimo per l’inizio del Q1 quindi ho aspettato tentando di usare solo una gomma per tenerne due per fare la Q2, alla fine il tempo non è stato sufficiente. E’ un vero peccato perché guadagnare qualche posizione in griglia sarebbe stato importante".

Un errore di valutazione che hai pagato molto caro. 

"Tutto quello che succede deve essere uno stimolo per migliorare. Non facciamo sempre la cosa migliore. Si può fare sempre qualcosa di diverso, ma anche aspettare che la pista migliorasse non era sbagliata come idea. In realtà poi la pista era buona già dall’inizio e avrei potuto spingere subito. Magari avremmo potuto usare due gomme anche nel Q1 e tenermene solo una per il Q2. Speravo di entrare lo stesso, ma per 16 millesimi non ce l’ho fatta". 

Credi di aver compromesso ogni chance di salire sul podio con questo errore?

"Secondo me siamo messi un pochino meglio rispetto al 2018, almeno per quello che abbiamo visto ieri. Il passo ce l’abbiamo per stare davanti, togliendo Marc. Sarebbe stato importante partire davanti, almeno nelle prime tre file ma ormai è andata così e sono molto dispiaciuto per questo. Adesso dobbiamo prendere una decisione giusta sulle gomme, perché c’è stato poco tempo per lavorare sia sul davanti che dietro e quindi non sarà facile".

Sarà una gara all'attacco?

"Domani devo partire bene e cercare di recuperare il più velocemente possibile, credo che siamo un gruppetto di sei o sette piloti con un passo abbastanza simile. In questo gruppetto mi immagino Valentino, Maverick, Jack e anche Rins e Crutchlow. Sarebbe buono giocarcela con loro, ma sarà difficile. Il rettilineo di partenza è breve e per la maggior parte della pista c’è una sola linea possibile su cui girare, quindi sorpassare sarà difficile".

Già ti sei fatto delle idee su quali siano i punti in cui attaccare nei primi giri?

"Credo sia quasi impossibile superare i piloti dove ci sono le chicane e nella prima parte del tracciato, fino alla curva 11. Ma anche dopo è dura. Non voglio dire che non ci siano punti dove superare, ma ci sono anche tanti punti dove per superare chi ti precede puoi aprire una porta per sbaglio e diventare vulnerabile. Bisognerà stare attenti soprattutto nei primi giri".

E per quanto riguarda il consumo gomme? Una gara all'attacco può essere un problema?

"Il consumo delle gomme non sarà un problema come in Argentina, si potrà spingere di più".

Secondo te qual'e l'aspetto che oggi ti ha penalizzato maggiormente? Le buche sono rimaste un grosso problema?

"Le buche sono un problema e forse lo sono ancora più per noi, non so. Ma oggi il limite non erano le buche, ho sofferto di più con il vento forte. Ero lento in alcune curve e poco preciso in frenata, quindi non sono mai riuscito a mettere assieme un buon giro. Dispiace perché ieri mi sentivo abbastanza bene, mentre oggi non è stato così. Credo che se fossi entrato in Q2, sarei stato veloce almeno quanto ieri perché la pista nel frattempo è migliorata ancora. Non so se ho ho il passo per fare un grandissimo recupero, però io ci credo e voglio portare a casa il massimo. Dobbiamo lavorare su certi dettagli, non sarà facile ma voglio restare assolutamente positivo". 

Questo campionato sembrava poter essere molto equilibrato in ogni gara dopo quanto visto in Qatar. In Argentina però Marc è scappato subito e anche qui sembra difficile da battere.

"Credo che il vantaggio di Marc in Argentina dipendesse da una serie di fattori. Cose di questo tipo non dipendono mai da un solo fattore. Il problema è che quando succede di incassare un distacco così pesante, succede solo con Marc. Non succede mai con gli altri piloti, quindi di certo Marc ha qualcosa di speciale, Questo non vuol dire che è imbattibile, ma ha delle caratteristiche che su alcuni tracciati, come quelli con basso grip, lo rende quasi imbattibile".


 

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