MotoGP, GP Brno: il Bello, il Brutto e il Cattivo

Brad Binder e la KTM si scoprono grandi, Morbidelli spicca il volo, Enea diventa una vera Bestia, Foggia si sblocca. Ma c'è anche chi ha pianto

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Dica 33, non una ma due volte. La prima con Enea Bastinini, la seconda con Brad Binder. La cura funziona, i due sprizzavano salute (e Prosecco) dall’alto del podio di Brno. Lo stesso (ma con un numero diverso, perché la cabala non è una scienza esatta) faceva Dennis Foggia.

Si sono uniti volentieri ai festeggiamenti Morbidelli e Zarco, due che avevano bisogno di un po’ di luce dopo periodi bui, ma per motivi diversi.

Non tutto però è andato bene. Nel box Ducati i musi erano lunghi e il morale a terra, come le prestazioni a Brno. Non che in Yamaha andasse tutto bene, a Vinales è stata chiesta la prova del DNA per capire se fosse veramente lui, a Quartararo è andata poco meglio, ma non abbastanza.

Fra pochi giorni tutti in Austria. È solo la 4ª gara dell’anno, ma per qualcuno sembra già essere l’ultima occasione.

IL BELLO – Un passo di samba e uno di liscio, e questa volta l’orchestra del 4 cilindri Yamaha lo ha accompagnato fino al traguardo. Franco Morbidelli ha salito quei due gradini a cui guardava da tempo, avrebbe fatto volentieri anche un passo in più, ma Binder e la KTM hanno deciso altrimenti. Poco male, il brasiliano di Tavullia ha finito la sua gavetta e avrà altre occasioni. Il duro lavoro è stato ripagato ma non c’è molto tempo per festeggiare prima dell’Austria.

Dennis Foggia, il missile della Moto3 finalmente si è staccato dalla rampa di lancio, non ha raggiunto ancora le stelle ma una vittoria, che è un’ottima tappa per continuare la salita. Bravo lui e bravo Cristian Lundberg, non è un caso se le Honda verde Leopard da anni fanno la differenza in rettilineo.

IL BRUTTO – Il colore è rosso ma l’umore nero. Nel box della Ducati non ha funzionato niente, né sulle moto né nei rapporti con i piloti. Petrucci si consola pensando alla KTM, Dovizioso non ha nemmeno quell’appiglio. Crisi tecnica e di rapporti vanno di pari passi, il podio del redivivo Zarco (sulla vecchia Desmosedici e con il team più privato tra i privati) assomiglia a uno sberleffo. Il Red Bull Ring potrebbe essere l’ancora di salvataggio, altrimenti si cola a picco.

IL CATTIVO – La Honda è in crisi di astinenza da Marc Marquez e per superarla dovrà aspettare fino a Misano, quando lo spagnolo tornerà al suo posto. Ad Alex, debuttante su una moto che ha mandato al manicomio piloti con ben altra esperienza, non si può chiedere di più. Idem per Bradl, collaudatore messo come controfigura di un fenomeno. Nakagami è da promuovere, Crutchlow ha un polso malconcio e l’ingiunzione di sfratto già in tasca. La colpa non è dei piloti, ma di chi li gestisce.

LA DELUSIONE – Non è mai bello quando la sveglia suona proprio nel bel mezzo di un bel sogno. È successo a Quartararo e Vinales, lo spagnolo però ha continuato a dormire e si è trovato in un incubo. Difficile trovare qualcosa di buono nella domenica dei due. Per Fabio la consolazione che i rivali diretti in classifica hanno fatto peggio di lui.

LA CONFERMA – Bestia di nome e di fatto. Avere il fiato di un cagnaccio (in senso buono) come Sam Lowes a mezzo secondo per tutta la gara può fare tremare le gambe, invece Enea Bastianini lo ha tenuto a distanza, senza nemmeno una sbavatura. A Jerez era stato bravo, a Brno quasi superbo. Può iniziare a pensare al titolo, e magari anche alla MotoGP.

L’ERRORE – È degli Steward della FIM capitanati da Freddie Spencer. Il contatto fra Zarco e Pol Espargarò era semplicemente derubricabile come incidente di gara, 50 e 50 se si facesse il CID. Johann comunque ne ha approfittato per fare il miglior Long Lap Penalty della storia. E si è preso comunque il podio, meritato.

LA SORPRESA – Ora tutti a dire di avere creduto in Brad Binder fin dalla prima ecografia della madre, ma neanche sapendo interpretare il volo degli uccelli sarebbe stato facile prevedere la vittoria del sudafricano a Brno. Del resto meritata e ottenuta da vecchio lupo del motomondiale. Qui non diamo voti, ma si meriterebbe comunque il massimo, come la KTM.

IL SORPASSO – Da rivedere quello di Arenas su Arbolino. Comprensibile la foga, meno il risultato. Una spallata che ha costretto Tony nelle retrovie, passata sotto silenzio.

LA CURIOSITA’ – Vittoria alla terza gara in MotoGP? Lo fece Jorge Lorenzo, mentre Marquez ci riuscì alla seconda. Brad Binder è in buona compagnia.

IO L’AVEVO DETTO – “L’obiettivo è sempre lo stesso: mettermi al comando e imporre il mio ritmo”. Forse è ora che Vinales cambi strategia.

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