C’è sempre una prima volta, verrebbe da dire. È quella di Hayden a conquistare un successo a lungo atteso in Superbike, è quella di Honda che mai prima d’ora era riuscita a salire sul podio di Sepang. Meglio di così non poteva certo andare, perché in Malesia l’americano è stato l’uomo della pioggia. Su una pista al limite del praticabile, a causa delle avverse condizioni meteo, lo statunitense ha subito rotto gli indugi, balzando al comando della gara senza più lasciarsi sfuggire la leadership. Un monologo vero e proprio quello recitato da 69, che gli ha permesso di interrompere quel digiuno che durava dal 2006 a Laguna Seca.
Dietro di lui Davide Giugliano. Gara tutta alla riscossa per l’alfiere di Borgo Panigale, protagonista di un duello accesso con Sykes e Rea, senza però volerne sapere di gettare la spugna. Nel finale ha addirittura intravisto l’opportunità di poter raggiungere il rivale della Honda, ma ormai non c’era più nulla da fare.
A chiudere il podio malese Rea, mentre resta giù Davies, piegato proprio nelle ultime battute dal connazionale. Straordinario il quinto posto di West, al via con la Kawasaki del Team Pedercini, mentre van der Mark ha avuto la meglio sul filo di lana nei confronti di De Angelis, aggiudicandosi la sesta posizione. Poi Sykes, Camier e Reiterberger. Quattordicesimo Savadori, 16° Vizziello davanti a Scassa. Caduto Lowes con conseguente frattura alla clavicola sinistra.
LA CRONACA – Allo spegnimento dei semafori Sykes riesce a mantenere la propria posizione, mentre Rea deve difendersi dagli attacchi Lowes e Hayden. L’americano ha lo spunto giusto per mettere subito nel mirino le Kawasaki. Sykes sembra essere in difficoltà, tanto da lasciare strada al compagno e all’alfiere Honda. Lo statunitense è incontenibile, gli bastano poche curve per scalzare Rea e balzare al comando.
Dietro alla coppia di testa risale la Ducati di Davies. Il britannico si sbarazza di Sykes ed è terzo con West addirittura quinto. Nonostante le difficili condizioni meteo, Hayden riesce a rifilare un secondo a Rea, mentre giungono segnali di riscossa da parte di Davide Giuliano, il quale aggancia il quarto posto dopo aver infilato West e Sykes.
A dodici tornate dalla conclusione Hayden non sembra avere rivali. Oltre due secondi il gap tra la sua Honda e la Kawasaki di Rea, tallonato quest’ultimo da Chaz Davies a nove decimi. Nella top ten c’è anche Alex De Angelis, che in settima piazza precede van der Mark. Quattordicesimo invece Savadori, dietro a Forès e Torres.
La lotta è tutta per il secondo e terzo gradino del podio, dove Giugliano annulla il gap nei confronti del compagno. Rea però non trova lo spunto per lasciare le due Ducati sul posto. Il terzetto è racchiuso in soli nove decimi.
A sette giri dalla conclusione ecco l’attacco vincente di Davies su Rea che vale il secondo posto. Il pilota Kawasaki è in difficoltà, perché anche Giugliano si sbarazza del britannico, riportandosi negli scarichi del compagno. Dietro Sykes cede la settima piazza a van der Mark ed in seguito si fa addirittura passare da Lowes.
I riflettori sono puntati sulla bagarre tra le due Ducati per il secondo posto. Giugliano tira fuori gli artigli a cinque passaggi dal termine, trovando il varco per inserirsi davanti al compagno. C’è anche Rea nel duello, il quale sigla il tempo record di 2’17”1. Pochi metri separano la sua Kawasaki dalla Rossa del connazionale, mentre dietro cade Lowes.
Intanto Giugliano lascia sul posto Davies. L’italiano è incontenibile, risultando addirittura un secondo e mezzo più veloce rispetto a Hayden. A tre giri dalla fine il distacco dall’americano è di solo 1”8, mentre Davies viene scavalcato da Rea. Davanti il pilota tricolore riduce il gap a un solo secondo quando inizia l’ultima tornata. Hayden però non cede un metro e sul bagnato conquista il primo storico successo in Superbike davanti a Giugliano e Rea. Giù dal podio Davies, poi West, van der Mark, De Angelis, Seykes, Camier e Reiterberger. Quattordicesimo Savadori, 16° Vizziello davanti a Scassa.