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MotoGP, Rainey: Lorenzo è forte quanto Marquez

"Marquez ha passione, ma è come Lorenzo. Rossi? Non è una sorpresa. Pedrosa? Come Cadalora"

Wayne Rainey ha vinto tre mondiali consecutivi della 500, dal 1990 al 1992, prima di essere fermato dall'incidente di Misano.

Un combattente puro, anche quando la sua Yamaha non era al massimo, ha espresso la sua opinione sul mondiale che sta per iniziale e sui suoi principali protagonisti.

"Per me è chiaro che Marquez ha passione e ama correre - ha detto a Speedweek Ama anche combattere con i suoi rivali ed è questo uno dei motivi per cui si corre, non solo per vincere. Lavori per evitare di commettere errori, pensi a dove superare il tuo avversario, pensi a quale strategia adottare e quale sono le reazioni della tua moto e quando passi sul traguardo sei travolto dall'emozione. Per questo durante il fine settimana del Gran Premio ti convinci di essere il migliore e l'unico modo per verificarlo è vincere".

Il grande californiano non è sorpreso del ritorno di Valentino Rossi, 2° nel mondiale dell'anno passato.

"Valentino non mi ha sorpreso. Ricordo come mi sentivo quando avevo 22 o 26 anni e poi quando ne avevo 32. All'eta di Rossi tu sai cosa è importante e cosa meno importante. Quando sei giovane e ti metti il casco pensi solo ad andare il più veloce possibile. Quando invecchi è come per il vino, in un certo senso migliori. Sai quando aprire il gas e quando non serve".

Wayne ha le idee chiare anche riguardo a Jorge Lorenzo.

"Lorenzo si è rotto una clavicola nel 2013, forse pensava che nel 2014 sarebbe stato meno impegnativo. Ora però c'è Marquez al top ed è coraggioso, autentico, popolare ed è un combattente. Tutte doti però che ha anche Jorge. Ora deve solo concentrarsi su Marquez. Sono sicuro che lo vedremo trasformato, sarà più consistente e più forte mentalmente, pronto per lo scontro".

Curioso il parallelo fra Dani Pedrosa ed il nocstro Luca Cadalora, che è stato compagno di squadra di Rainey nel 1993.

"Pedrosa nel passato era in grado di lottare per il titolo, oggi è un po' invecchiato. In un certo senso mi ricorda Cadalora. Nella sua giornata, un paio di volte all'anno, Luca era imbattibile. Dani è esattamente lo stesso. Lo osservi e pensi: perché la scorsa settimana eri così veloce ed ora no? Questo è ciò che significa essere consistente. Un campione che non è in giornata arriva almeno secondo"

 

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