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MotoGP, Clinica Mobile, il sogno di Costa continua

Da quest'anno il timone è passato al dottor Zasa. Più di 7mila interventi nei 18 GP, "abbiamo tante idee"

Il paddock del motomondiale è una sorta di piccolo paese, con i suoi ristoranti, i suoi alberghi e il suo ambulatorio medico. Per tutto il mondo, insieme a team e piloti, viaggia anche la Clinica Mobile, ideata e fondata dal dottor Claudio Costa che, a partire da questa stagione, ha affidato la sua creatura a Michele Zasa. Il 2014 è stato, per così dire, una sorta di ‘anno zero’ per il nuovo corso ed è arrivato il momento di un bilancio.

Che è sicuramente positivo – sgombra il campo Zasa – Si sono presentate delle sfide da affrontare e la migliore risposta al nostro lavoro sono stati i tanti ringraziamenti ricevuti dai piloti, da Valentino ai debuttanti della Moto3”.

Non è facile descrivere il lavoro della Clinica Mobile, ma in questo caso vengono in aiuto i numeri. In 18 GP le ore di lavoro sono state 1.065 con 2.046 interventi medici, di cui 987 su piloti e 1.059 sul personale del paddock. “Oltre i piloti, gli addetti ai lavori sono circa 2mila e facciamo anche un servizio di guardia medica”, spiega il medico. Bisogna poi aggiungere 5.642 interventi fisioterapici (di cui 4.947 su piloti) e 296 radiografie durante le 11 gare europee.

Un carico di lavoro che viene portato avanti da 6 o 7 persone. “Ci sono sempre due medici, io e un ortopedico, più cinque fisioterapisti che diventano sei nelle gare extraeuropee. Per il prossimo anno ci siamo già accordati con Dorna e Irta, che ci stanno dando il loro appoggio, per aumentare l’organico di un altro elemento”.

Non mancano i progetti per il futuro, dopo un avvio in cui “abbiamo dovuto affrontare, come previsto qualche difficoltà – continua Zasa – L’eredità di Costa è importante e ho dovuto far fronte a tutta la parte organizzativa, logistica e burocratica, che era nuova per me. Abbiamo fatto un gran lavoro e ora possiamo andare avanti con più tranquillità, anche se ci sono ancora degli aspetti da ridefinire. Le idee per migliorare sono tante, bisogna solo partire da quelle più facilmente realizzabili”.

Michele Zasa e Claudio CostaCosì la Clinica Mobile, per il 2015, subirà un ‘restyling’. “La stiamo abbellendo con foto del pilota del passato, poi ci sarà un rinnovamento più funzionale cambiando tutti i lettini di fisioterapia. Mi piacerebbe avere un nuovo camion, ma sarà qualcosa a cui pensare più avanti – dice il responsabile – Inoltre stiamo collaborando con un’azienda specializzata in software biomedico, la Biocare, che da metà del prossimo anno ci fornirà un programma per raccogliere tutti i dati dei nostri interventi”.

I progetti non sono finiti, perché nella mente di Zasa c’è un'altra idea. “Mi piacerebbe seguire i piloti dall’inizio della loro carriera, in collaborazione con i loro preparatori – illustra – Già ora ci chiedono consigli, per esempio sulla loro alimentazione, mi piacerebbe strutturare questa attività. Vorrei educarli alla salute, con esami periodici, valutazioni del loro stato di forma e altri interventi simili”.

In inverno le moto sonnecchiano nei box, ma i professionisti della Clinica Mobile stanno lavorando a pieno regime per preparare il loro futuro. “Certi giorni è più rilassante essere in pista”, scherza Zasa. Nella pentola bollono ancora tante idee, i piloti possono stare tranquilli.

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