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MotoGP, Marquez: dalla manetta al joystick

Viaggio nel comando del gas. Guareschi: "difficile ricreare la sensazione del cavo"

Ieri Valentino Rossi, parlando del futuro, ha preconizzato una MotoGP con meno elettronica. Ed ha aggiunto che gli piacerebbe essere ancora in pista, quando arriverà.

"Mi piacerebbe ci fosse meno elettronica, non cambierà i valori in campo per quanto riguarda i piloti più forti ma avremo gare più spettacolari con errori e cambi di passo. Cose che ora non succedono”.

Già perché il compito dell'elettronica è proprio questo: minimizzare gli errori. Consentire al pilota di mantenere un passo quanto più veloce possibile 'ripulendo' i suoi giri di tutte le imperfezioni che possono influire sul cronometro.

C'è poi, certo, anche una componente di sicurezza, perché il Traction Control ed i suoi derivati in talune circostanze sono aiuti attivi per prevenire incidenti. Ecco perché le case, tutte, senza distinzione, sono restie ad introdurre limitazioni all'utilizzo dell'elettronica: il travaso sul prodotto di serie è il loro obiettivo.

Non stupiamoci: nelle macchine che utilizziamo giornalmente, anche in alcune utilitarie, ci sono più aiuti e controlli che in una MotoGP.

Il problema è che la perfezione è…noiosa. Se nel passato chi commetteva meno errori rimaneva in piedi e probabilmente vinceva, oggi c'è un appiattimento determinato proprio dai controlli.

Fateci caso: gli errori, anche a metà o a fine dello schieramento, sono rari come elefanti bianchi.

Questo lungo preambolo serviva solo per introdurre qualche fotografia, nello specifico del comando del gas di alcune MotoGP. Foto che mostrano che anche se tutte le moto hanno ormai il ride-by-wire, ce ne è qualcuna che è più 'ire' delle altre.

Nella fattispecie quella di Marc Marquez, unica ad utilizzare fra le RC213V una manetta totalmente elettronica. Si nota infatti nell'immagine un unico filo elettrico fuoriuscirne, mentre al contrario il suo compagno di squadra, Dani Pedrosa, utilizza il più classico sistema 'misto' con due cavi.

Il risultato non dovrebbe cambiare, nel senso che alla fine sono tutti ride-by-wire, dunque dov'è la differenza?

"Ho provato personalmente vari sistemi, quando ero collaudatore della Ducati - ricorda Vittoriano Guareschi - e il problema è ricreare, per il pilota, la sensazione del comando del gas con il cavo. Con la manetta totalmente elettronica, infatti, manca il feeling nel polso destro".

Forse è per questo motivo che Dani utilizza il più vecchio dei sistemi, mentre Marc il più nuovo.

"Non c'è differenza - minimizza Shuhei Nakamoto - quello di Marquez è semplicemente più leggero, venti grammi, ma il funzionamento è identico".

Sarà, intanto però il comando del gas delle Honda RCV 1000 R è ancora diverso da quello di Marc anche rimanendo completamente elettronico, con un solo cavo.

Forse un sistema meno costoso per il prodotto di serie? Probabile, magari ce lo ritroveremo nelle prossime Honda stradali.

E' curioso, comunque, è una passeggiata nella pitlane porta a scoprire diversi sistemi di ride-by-wire, dal tradizionale doppio filo Yamaha, al full electronic di Aprilia e Honda. Quella di Marc Marquez diverso dalle altre, però.

 

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