Casey Stoner, il pilota superveloce che non sa perdere. Ecco cosa gli manca per essere…Rossi

Mi attirerò le ire di un po’ di gente, d’altronde come la solito, ma una ulteriore riflessione su Casey Stoner la devo proprio fare. Qui al Sachsenring l’ultimo giro veloce di Pedrosa ha praticamente fatto cadere il pilota australiano che per indole naturale a perdere non ci sta mai e, secondo il mio punto di vista non è freddo come un vero campione deve essere. Ecco, se di limite si può parlare questo è l’unico neo che personalmente ascrivo al pilota più veloce del mondo. Per me Lorenzo ha questo di più nei confronti del pilota australiano e non è poco, credetemi. Sono sicuro che se Casey avesse avuto anche questo tipo di atteggiamento, oltre la indiscussa capacità di pilota, avrebbe sicuramente vinto tanto e forse di più dei campionati mondiali che Valentino Rossi ha nel suo palmares.

La MotoGP è sul ciglio di un burrone. Stoner ha sbagliato nella forma quando ha annunciato il ritiro, ma condivido al 100% i suoi motivi

Veramente mi sembra di sognare, siamo al 5 Luglio e all’ottavo Gran Premio della stagione e non si conosce ancora nulla di quello che succederà tecnicamente la prossima stagione, o meglio si capisce sempre di più che le cose rimarranno come in questa stagione. Niente moto di quest’anno da vendere a prezzo politico. Se ne parlerà nel 2014 e quando ciò avverrà sarà grazie al placet della Honda che ha chiesto un anno di tempo per fare questa operazione- Sono cose dell’altro mondo perché basterebbe vendere le moto di quest’anno a prezzo politico, 1 milione di euro, per fare una griglia competitiva di almeno 18 moto lasciando a casa queste CRT che nulla hanno a che vedere con la MotoGP. Se si vuole mandare a bagno quel che resta della classe regina ci si è molto vicini e considerando la situazione economica mondiale posso dire che siamo vicini al burrone. Torno a ripetere che di Stoner non condividevo il modo con cui ha annunciato il ritiro a fine stagione, non si sputa mai nel piatto dove si continua a mangiare, però condivido al 90% tutte le analisi negative che ha fatto sul futuro di questa categoria. Questa sincerità e competenza gli va riconosciuta al 100%.

Rossi e Ducati proseguite ognuno per la propria strada. Max Biaggi e Marco Melandri lo hanno fatto ed ora vincono ancora

Mi rendo conto che gira e rigira si parla sempre e comunque di Valentino Rossi e del suo futuro. Mi rendo altresì conto che il periodo d’oro del nostro campione ha macinato piloti come Melandri e Max Biaggi che ora stanno dimostrando il loro valore nel mondiale Superbike appassionando sempre di più gli amanti delle due ruote. Molti di voi, ne sono sicuro, diranno che Valentino è sempre stato aiutato o dalla moto che guidava o dai favoritismi dei costruttori di pneumatici nei suoi confronti. Tutti argomenti che ognuno di noi tratta con idee e convincimenti diversi sopratutto ora che Valentino è in grossissime difficoltà con la Ducati. The Doctor deve assolutamente emigrare e prendere anche una Honda o una Yamaha semi ufficiale dimostrando a tutti quanti di essere ancora lui, levando ogni dubbio sulla sua ancora capacità e voglia di vincere. Nello stesso momento la Ducati deve tornare ad essere la Rossa a due ruote ricominciando da capo con il suo motore più potente di tutti, tanto per intenderci ripartire dalla moto 1000cc. del 2006 quando ha rischiato di vincere il mondiale con Loris Capirossi ( ricordate la caduta di Barcellona provocata da Gibernau ) ed ingaggiando piloti del tipo di Cal Crutchlow che rappresentano il vero spirito della fantastica moto di Borgo Panigale. Io la penso così ma sono sicuro che non tutti saranno d’accordo.

Il contropiede di Jorge Lorenzo, che ha rifirmato con Yamaha, ha messo fuori gioco Valentino Rossi

Questa volta Jorge Lorenzo ha giocato di anticipo e ci ha fregato tutti quanti, in dieci giorni ha deciso il suo futuro senza tante chiacchiere e ha rifirmato per la Yamaha ancora per due stagioni. Sono convinto che lo ha fatto anche perché le voci di un Valentino con un piede dentro la casa dei tre diapason erano diventate troppo insistenti e gli davano un grande fastidio. Sicuramente ha rinunciato a qualche soldo in più offertigli immediatamente dalla Honda vedova di Casey Stoner. Credo che il pacchetto Yamaha sia composto da circa 15 milioni di euro per due stagioni, la sicurezza di essere il numero uno per ancora molto tempo quindi con l’approvazione del compagno di squadra e per ultimo, è una mia impressione, quello di chiudere la porta di Yamaha a Valentino Rossi. Poi nelle dichiarazioni ufficiali dello spagnolo c’è l’affermazione che la porta per Valentino è aperta…che simpatica canaglia…Dimenticavo, la Yamaha è la moto più completa di quelle di oggi e qui non ci si sbaglia

La MotoGP è meno spettacolare della Superbike e la colpa è della Honda

Guardando la classifica delle prove ufficiali del campionato mondiale Superbike non si può fare a meno di rendersi conto del grande equilibrio che regna in questo campionato, un equilibrio che permette anche a piloti non di prima linea di essere competitivi ed in grado di giocarsi il podio in ogni gara. Tutto questo a mio parere è dovuto dal fatto che le moto, anche quelle non ufficiali, sono molto vicine dal punto di vista tecnico e creano un equilibrio che va a favore della spettacolarità. Tutto questo non succede nella MotoGP e per me la colpa è della Honda , la più grande casa motociclistica del mondo che a perdere non ci sta in nessun modo. Pensiamo alla stagione 2007 quando la stessa Honda ha voluto a tutti i costi obbligare tutti gli altri costruttori a correre con la 800cc. Una moto che è stato un bagno di sangue per tutti quanti con un costo annuale di sviluppo di 30 milioni di euro a stagione. Tutto ciò ha messo in profondo rosso tutti quanti e case come la Kawasaki, la Suzuki e l’Aprilia sono scappate con le ossa rotte, senza dimenticare che questi costi hanno frenato l’entrata della BMW. Tutto questo nel campionato mondiale Superbike non succede e la stessa Honda non comanda e non obbliga nessuno a capestri economici e corre con il team Kate senza eclatanti risultati. Tutto ciò grazie al management del campionato mondiale delle derivate di serie che non si è mai legato e sottomesso a vincoli tecnici ed economici di questo tipo. I risultati si vedono e di questo passo il sorpasso spettacolare e mediatico della Superbike nei confronti della MotoGP è più vicino di quello che si pensi.

Caso Marquez: una pagliacciata. E se al posto di Marc ci fosse stato…Marco Simoncelli?

Francamente quello che è successo ieri dopo la collisione fra Marc Marquez e Pol Espargaro somiglia sempre più ad una pagliacciata vera e propria. Premetto che ognuno può pensarla a modo suo, ed i piloti della MotoGP hanno difeso il pilota della Repsol, ma personalmente ritengo non si possa soprattutto cambiare traiettoria in pochi centesimi di secondo in modo così repentino pur sapendo di avere un pilota che dietro di te combatte per il podio. Ciò premesso quando la direzione gara decide di penalizzare Marquez per comportamento scorretto, ed io sono perfettamente d’accordo, penalizzandolo di un minuto, e qui mi sembra esagerata la sanzione, e dopo due ore gli steward della FIM ribaltano completamente la sentenza senza alcuna spiegazione scritta sul comunicato ufficiale , qui la professionalità è vicina allo zero. Sembra una guerra privata fra la direzione gara e la FIM dove una delle due istituzioni ha fatto una figura da dilettante allo sbaraglio. Mi viene una brutta riflessione da fare, se l’errore di Marquez lo avesse fatto Marco Simoncelli la scorsa stagione lo avrebbero sicuramente criminalizzato, il problema era che Marco non aveva il passaporto spagnolo e non aveva uno sponsor di nome Repsol.

Moto unica? Si, se le MotoGP in più verranno date a buoni piloti al posto delle attuali CRT

È ormai quasi certo che anche la MotoGP per la prossima stagione avrà la regola di una sola moto per lo svolgimento dei gran premi. Penso veramente che nel mondiale prototipi l’uso di una sola motocicletta sia una vera stupidaggine in tutti i sensi perché dove c’è la massima tecnologia non ci si può limitare anche in questo. L’unica cosa per cui sarei d’accordo su questa decisione sarebbe la limitazione alla sola stagione 2013 in modo da avere più piloti con una buon moto sulla griglia di partenza. Tanto per intenderci le tre case esistenti dovrebbero mettere in leasing le moto di questa stagione con una buona elettronica e ad un prezzo politico in modo da avere 18 moto di un certo livello sulla griglia di partenza con il taglio dell’inutile CRT. Poi nel 2014 si deve ritornare al passato con un nuovo regolamento che divida sempre più le Supeerbike dalla MotoGP. In questo caso sarei completamente d’accordo.

Considerazioni sull’importanza degli sponsor italiani nel motomondiale e sul problema della visibilità della TV satellitare

Oggi pomeriggio girando per il paddock della MotoGP mi sono reso conto di quanto siamo importanti per questo campionato del mondo noi italiani. Basta vedere gli sponsors come San Carlo, Pramac, Eni, Generali, Enel, Tim. Riello, Gas Jeans e capire che oltre Marlboro e Repsol il mondiale parla quasi italiano. Quello che manca sono gli sponsor giapponesi che nonostante le grandi aziende tecnologiche non hanno neppure un marchio presente. Mi chiedo se il passaggio da Mediaset a Sky per la prossima stagione sia stato valutato in tutte le sue problematiche. Certamente il grande lavoro di Mediaset aveva portato audience attorno ai 5milioni di spettatori a Gran Premio. Quello che chiediamo è che Sky valuti tutto questo e si organizzi non solo per un ottimo prodotto, e su questo non abbiamo dubbi, ma soprattutto per dare in chiaro più della metà dei Gran Premi, specialmente quelli europei.

Lo ‘spread’ in MotoGP e Superbike è a favore di Italia e Spagna. Il futuro del motociclismo è nostro

Ho finito di vedere la prima manche del campionato mondiale Superbike e sul podio ho sentito gli inni della Spagna e dell’Italia, rispettivamente con Carlos Checa e la solita rossa Ducati e con tre piloti sui tre gradini degli stessi due paesi. Domenica scorsa nella MotoGP vittoria di Jorge Lorenzo e secondo posto di Valentino, ancora Spagna ed Italia.

Nel paniere dell’economia europea ci stanno obbligando a prendere esempio dalla virtuosa Germania, rendendoci più poveri con l’invenzione dello spread che, negli anni passati, nessuno di noi sapeva cosa fosse.

Forse, e dico forse, ci riusciranno con l’economia ma per le due ruote se ci inventassimo anche noi lo spread sportivo il differenziale che ha la Germania nei nostri confronti sarebbe il doppio di quello economico a loro favore. Con i soldi ed i proclami non si comprerà mai la capacità della figura umana e questo, almeno nel nostro sport,è una fantastica difesa per il nostro futuro.

E se Bautista, Dovizioso, Barbera dalla MotoGP decidessero di passare alla Superbike per guadagnare di più?

Stavo facendo una riflessione sulla composizione delle griglie di partenza della prossima stagione sia per la MotoGP. che per il campionato mondiale Superbike. Parlo soprattutto per quanto riguarda le seconde linee lasciando da parte i top rider come Valentino Rossi, Jorge Lorenzo e Dani Pedrosa. Da mie informazioni risulta che piloti di un certo livello come Andrea Dovizioso, Alvaro Bautista, Stefan Bradl ed Hector Barbera abbiano un ingaggio che varia da un massimo di 300.000 Euro ad un minimo di 50.000 Euro e francamente dato il rischio che corrono mi sembrano cifre che sanno da affronto sportivo. Guardando il numero di case ufficiali presenti nella superbike non mi stupirei che queste cosiddette seconde linee ricevessero offerte più vantaggiose per in questo campionato che sta diventando molto spettacolare e molto più vicino agli appassionati. Insomma, al di là di Valentino Rossi, credo che uno dei rischi maggiori della MotoGP. sia quello di perdere questo tipo di piloti che nel campionato delle moto di serie possono sicuramente giocarsi qualcosa di importante. Non dimentichiamoci mai che non corrono solamente i big…