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MERCATO Yamaha di fronte al bivio RNF WithU: confermare o rinnovare

Oggi la casa di Iwata si ritrova nelle condizioni in cui era Ducati diversi anni fa: una moto vincente, ma solo nelle mani di un pilota. E con un team satellite che (al momento) non funziona. Il risultato di scelte (alcune imposte) sbagliate. La deadline è dietro l'angolo, giugno


MERCATO Yamaha di fronte al bivio RNF WithU: confermare o rinnovare

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Giugno è alle porte e porta con sé una scadenza importante: il rinnovo, o meno, di Yamaha con il team RNF WithU che al momento alberga Andrea Dovizioso e Darryn Binder.

Nato come team Junior ai tempi della Petronas, e con successo avendo fatto crescere Fabio Quartararo e Franco Morbidelli, la squadra ha ‘dirazzato’ quando ha accolto il quarantenne Valentino Rossi, a cui la casa di Iwata ha dovuto trovare un posto quando si è reso necessario far entrare in prima squadra Quartararo.

L’ingresso di Vale è stato un terremoto per Razlan Razali che ha dovuto far buon viso a cattivo gioco. Non solo un Morbidelli in ascesa è stato supportato con materiale non adeguato, ma a questo si è aggiunto un Rossi con prestazioni nettamente inadeguate.

L’uscita di scena di Petronas è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e, dopo qualche incomprensione con il suo braccio destro, Stigefelt, Razali si è trovato con una squadra a pezzi che ha dovuto ripiegare su due scartine del mercato: Andrea Dovizioso, perché voluto dallo sponsor WithU e Darryn Binder, promosso dalla Moto3 alla MotoGP perché già sotto contratto e, praticamente, a costo zero.

Intendiamoci: Dovi avrebbe potuto che essere una buona scelta ma, indeciso sul ritiro e dopo una stagione a mezzo servizio come tester Aprilia, il forlivese è stato attratto più che altro dalla supposta facilità di guida della Yamaha. Si aspettava di salirci ed essere al livello di Quartararo.

La realtà è stata ben diversa: con Fabio rampante oggi la M1 viene guidata al massimo delle potenzialità da un solo pilota e naturalmente nessuno sta ad ascoltare le richieste dell’ex tre volte vicecampione del mondo.

Così oggi la Yamaha si ritrova nelle condizioni in cui era Ducati diversi anni fa: una moto vincente, ma solo nelle mani di un pilota ed un team largamente insoddisfatto. Franco Morbidelli, infatti, privato del supporto di Ramon Forcada, passato a Dovizioso, è l’ombra di sé stesso. E questo trasferimento è stato il peggior errore di Lin Jarvis: un vecchio capo-tecnico, al fianco di un maturo pilota, ognuno con le sue proprio convinzioni, non era un binomio che potesse funzionare.

Ma Franco ha un contratto a tutto il 2023 e la sua permanenza in Yamaha non è al momento in discussione. In discussione invece c’è il team di Razali, ed il infatti il manager malese ha già intavolato discussioni con Aprilia, per avere una alternativa.

Ma quale può essere l’alternativa di Jarvis? Ce ne sono due: un team RFN WithU totalmente ricostruito, oppure un nuovo partner. Quest’ultimo potrebbe essere la VR46, che però ha un contratto triennale con la Ducati e due piloti che non può/non vuole/gli è impossibile perdere: Luca Marini, fratello di Valentino Rossi e Marco Bezzecchi, promettente rookie in MotoGP.

D’altro canto gli interessi economici di VR46 porterebbero verso la Yamaha, che potrebbe essere interessata a Bezzecchi, meno a Marini. A Jarvis, invece, piace Celestino Vietti, mentre nel contempo deve resistere alle pressioni di Toprak Razgatlioglu che probabilmente proverà a giugno la Yamaha M1 visto il suo desiderio di passare in MotoGP. Il problema è che per lui non c’è posto nel team ufficiale.

Non è facile la situazione per il management della VR46, sposata con Ducati che però ha altre tre squadre. D’altro canto, a meno che non si decida di farlo restare in Moto2, Vietti potrebbe essere la soluzione adatta per offrire la possibilità al team RNF di rimanere, visto che Celestino sarebbe sicuramente gradito dallo sponsor italiano. E per la seconda guida dopotutto al suo esordio Darryn Binder non sta poi andando così male.

Tutto apposto? Niente affatto: su questa situazione, già di per sé complessa e complicata è arrivato l’Exocet del ritiro della Suzuki che ha lasciato sul mercato due piloti del calibro di Joan Mir e Alex Rins. Entrambi sono a caccia di una sella ufficiale ma i posti disponibili sono pochi. Di fatto libera c’è una Yamaha, quella di Dovi, probabilmente la Honda di Pol Espargarò e una, forse due Aprilia, quella di Vinales che non è ancora confermato al pari di Aleix Espargaro che pare difficile veder lasciare.

Aprilia, oltre a quella di Maverick potrebbe avere una terza RS-GP per il (fattibile) futuro Junior team, ma al momento la creatura di Romano Albesiano si trova nelle condizioni della Yamaha M1: la guida un solo pilota.

E dunque? Mentre si dipana una stagione agonistica che al momento non ha ancora offerto un serio antagonista a Fabio Quartararo, ma molti rivali, alcuni più credibili altri meno, la Yamaha e Lin Jarvis sono di fronte ad una scelta epocale: rinnovare (con RNF) o battere altre strade?
In realtà la palla è fra i piedi di Razlan Razali, perché l’attuale schieramento del suo team ha possibilità zero di essere riconfermato così com’è. Mentre d’altro canto l’unica mossa che potrebbe fare Jarvis per tenere in piedi la compagine è assicurarsi Vietti e magari offrire spazio a Rins o a Toprak (con moto ufficiale). L’unico altro italiano disponibile è Arbolino, che però ha un contratto biennale in Moto2, così come Celestino, che preferirebbe un altro anno nella categoria prima di salire in MotoGP.

Sono lontani i tempi in cui Lin Jarvis aveva in squadra due piloti 'cattivi' e vincenti: Valentino Rossi e Jorge Lorenzo.

Tutto ciò è in stand by mentre il paddock attende l’annuncio ufficiale del ritiro Suzuki, non ancora ufficializzato. Un’altra bella matassa da sbrogliare perché Carmelo Ezpeleta non manderà già il rospo tanto facilmente.

 

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