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Rinaldi: “Non pensavo di tornare nel CIV, la Ducati V4 ha un livello incredibile”

“Puntavo a un anno sabbatico, poi ho capito che era presto per staccare del tutto. La realtà del CIV mi ha impressionato. Iannone? Renderebbe ancor più competitivo un campionato già di alto livello”

CIV: Rinaldi: “Non pensavo di tornare nel CIV, la Ducati V4 ha un livello incredibile”

Con la due giorni di test a Misano, si è ufficialmente aperta la stagione 2026 del Campionato italiano Velocità. Un nuovo inizio non soltanto per la Superbike tricolore, ma anche per Michael Ruben Rinaldi, pronto a rimettersi in gioco nel campionato dopo l’addio al Mondiale di categoria. Al comando della classifica in entrambe le giornate con la Ducati Panigale V4 del B-Max Racing Team, il romagnolo ha mandato un messaggio forte e chiaro agli avversari, ma non vuole iniziare la stagione cucendosi addosso l’etichetta del favorito.

Onestamente, non sono partito con degli obiettivi. Vorrei godermi questa esperienza dando il massimo e cercando solo di scendere in pista e di divertirmi facendo quello che mi piace - ci ha detto Rinaldi a un paio di giorni di distanza dal test - Il mio approccio sarà gara per gara, pista per pista, turno dopo turno: affronterò questa avventura nel CIV con la massima professionalità e impegno come ho sempre fatto, ma cercando anche di non mettermi pressione”.

Com’è il bilancio dei due giorni a Misano?
“Trattandosi della prima uscita per me e per il team con la moto del CIV, si è trattato di un test per conoscere le regolamentazioni e la V4, che è molto diversa dalla Superbike. Onestamente il feeling non è ancora al 100%, ma è normale avendo svolto solo sei turni in due giorni. Serviranno ancora un po’ di chilometri perché trovi un po’ più di feeling e mi senta più agio sulla moto ma, nonostante questo, mi ritengo soddisfatto del lavoro che abbiamo svolto”.  

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Come ti stai trovando con questa Panigale V4?
“È una bella moto. Quando Ducati presenta una nuova moto è sempre un passo avanti. Per essere praticamente di serie ha un livello incredibile per girare in 1’34” a Misano. Avevamo già visto al WDW che era un’ottima moto e quando l’ho riprovata ho confermato quelli che erano i miei ricordi del 2024”. 

Che idea ti sei fatto fin qui del CIV Superbike e del livello del campionato?
“È molto bello, perché siamo in tantissimi: con il nuovo regolamento hanno abbassato un po’ i costi e più squadre e più piloti riescono a affrontare il campionato, in termini di spesa economica. La Federazione e il CIV hanno fatto un bel lavoro: ci sono tanti piloti e nomi importanti, il livello è molto alto. Questo è sicuramente uno dei campionati nazionali con il più alto livello in Europa”. 

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C’è qualcuno, o qualcosa, che ti ha colpito in particolare?
“Mi sono concentrato principalmente su me stesso, ma quello che mi ha colpito è il numero dei piloti presenti. Mi ha fatto tornare in mente la passione che avevo tantissimi anni fa, quando andavo alle gare con mio papà, il camper e la moto. Grazie a questo regolamento, ci sono piloti che affrontano il campionato proprio in questo modo e quello che mi ha impressionato è proprio la realtà che c’è nel campionato. Perché ci sono squadre come la mia, Barni, Broncos, e DMR, che hanno un’impronta da Mondiale, ma anche piloti che vengono ‘alla vecchia maniera’. È bello vedere che questa categoria racchiude un po’ tutto ed è unita dalla passione per le due ruote che ci accomuna”. 

A Misano, c’era anche Iannone. Pensi correrà anche lui nel campionato?
“Ho parlato con lui ma non mi ha rivelato i suoi piani, mi ha detto solamente che era in pista perché non girava da Jerez 2025. Non so quali siano i suoi programmi, ma Andrea è un grande talento, ha anche vinto delle gare in MotoGP, e sono sicuro che se dovesse correre nel CIV sarà uno dei protagonisti. Il CIV era già un campionato di alto livello e, con l’arrivo di piloti come me e Iannone, diventerebbe ancora più competitivo”.

Che effetto fa tornare a gareggiare con una Ducati dopo una stagione su Yamaha?
“È bellissimo, perché ho affrontato tutta la mia carriera con Ducati e mi ha fatto davvero piacere tornare a lavorare con degli ingegneri che avevo conosciuto quando ero nel team ufficiale Ducati. Sarebbe bello chiudere la mia carriera con Ducati”.

Questo è un vero e proprio ritorno a casa per te, visto che non rientri soltanto in Ducati ma anche nel campionato che hai lasciato nel 2013, per cominciare la tua carriera mondo delle derivate di serie.
“Esatto! Per me è un po’ come tornare da dove sono partito: si comincia sempre dalle minimoto, si passa ai campionati nazionali, e poi io mi sono buttato nelle derivate di serie. Torno nel CIV con piacere, vedendo anche quanto è cresciuto il campionato nel tempo”.

Pensando a ciò che hai realizzato in questi ultimi 13 anni, di cosa sei più orgoglioso?
“Ci sono stati diversi bei momenti nella mia carriera, quindi faccio fatica a sceglierne uno solo. Tra i momenti speciali c’è sicuramente quando ho fatto qualche giro in testa, a Imola, nel mio primo anno in Superbike. Poi ci sono stati altri momenti, come la vittoria ad Aragon, quella a Misano davanti al pubblico di casa. Ci sono tanti ricordi che porterò sempre con me”.

Avresti mai immaginato di tornare a correre nel CIV?
“No, non l’avevo previsto. Avevo pensato a un anno sabbatico per concentrarmi sulla mia nuova attività. Volevo staccare per seguire il mio nuovo progetto e l’ho fatto per qualche mese. Poi però, tramite Ducati, con cui farò degli eventi con Dario Marchetti nel DRE, e con questa opportunità di correre nel CIV, facendo magari anche qualche gara nel Mondiale, mi è tornata la voglia di non staccare del tutto. Alla fine, si è incastrato tutto in modo naturale, ma non preventivato. È stata una piacevole sorpresa anche per me”.

È stata la prospettiva di fare qualche wild card nel Mondiale Superbike a convincerti a puntare sul progetto del team B-Max?
“Questo ha sicuramente influito, ma è ancora presto per dire con certezza che faremo delle wild card, perché dovranno esserci le condizioni giuste: vogliamo fare le cose fatte bene e non andare lì soltanto per partecipare. Se non dovessero esserci le condizioni, potremmo anche rimandare le wild card al prossimo anno. Questo però è stato sicuramente un valore aggiunto. Oltre al fatto che il team ambisce a fare tutto il Mondiale in futuro e sono contento di mettere la mia esperienza al servizio di una squadra del CIV per farla crescere. In più, gareggiare in un campionato di tutto rispetto come questo, ma con soli sei Round, mi permetterà di restare nel mondo delle corse con meno pressione e con più tempo per seguire la mia attività imprenditoriale. Sono stati tutti questi piccoli dettagli a portarmi a prendere questa decisione”.

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Daniela Piazza