La presentazione del progetto Aruba Ducati in SBK è stata l'occasione per scambiare qualche battuta con Claudio Domenicali. Il CEO della Casa di Borgo Panigale spera ovviamente di poter vivere una stagione trionfale e magari festeggiare un titolo in SBK che nel 2025 è sfuggito con Bulega solo per pura sfortuna. Con lui abbiamo parlato di SBK, ma anche di MotoGP e proprio del possibile futuro di Bulega tra i prototipi.
Siamo alla presentazione della Ducati Aruba e della nuova Panigale V4. Claudio Domenicali non poteva mancare: la moto è bellissima, sembra la massima esaltazione della prestazione e dell’ingegneria Ducati. Come la vede?
"Non dico più che le moto sono belle da quando, nel 2004, dissi che una MotoGP era “bellissima” e poi la performance fu abbastanza scarsa. Le moto diventano belle quando vanno forte. Detto questo, oggettivamente devo dire che la combinazione delle forme della Panigale — quindi la sensualità di queste linee — con tutte le modifiche necessarie per trasformarla in una moto da gara al 100% la rende molto attraente. Però aspettiamo le gare".
Secondo me la cosa bella è che questa Ducati è una moto “per tutti”: con la Panigale V4 hanno vinto in tanti, non è una moto cucita su un solo pilota. È così?
"Credo sia il risultato finale di un percorso che in Ducati abbiamo fatto venendo da lontano. Anni fa avevamo un focus più marcato sul realizzare moto molto performanti di motore, ma magari più difficili da guidare. La MotoGP con cui Stoner vinse il primo mondiale è un esempio tipico di quella filosofia. Poi, nel tempo, abbiamo “smussato” quell’approccio grazie al lavoro di tanti piloti che sono passati sulle nostre moto, anche in MotoGP: da Dovizioso… e Jorge Lorenzo ha fatto tantissimo in questa direzione.
La strada è stata lunga!
"Così le moto sono diventate più equilibrate; la MotoGP e, di conseguenza, anche la Superbike. Magari hanno perso un filo di “edge” in alcune caratteristiche, ma hanno una prestazione più rotonda. Questo permette a più piloti di ottenere risultati migliori: alla fine vince sempre il pilota più forte, però aumenta il numero di piloti che riescono a sfruttare bene la moto".
Bulega lo scorso anno ha fatto una stagione super e due anni fa è stato una rivelazione. Il titolo è mancato per poco. Cosa si aspetta da Niccolò Bulega, su cui Ducati ha investito anche dandogli un ruolo legato ai test per la MotoGP del futuro?
"Niccolò credo non debba dimostrarci più niente: nelle ultime due stagioni ha dimostrato tutto il suo valore. Come team abbiamo avuto anche un po’ di sfortune e questo gli ha tolto il titolo, ma lui ha guidato in modo straordinario. Mi aspetto che continui così, che continui ad avere il sorriso — che non lo ha mai abbandonato — e la positività che ha sempre avuto verso se stesso, verso l’azienda, verso il team e verso i tifosi. Mi aspetto anche che possa dare una mano a Iker ad adattarsi al meglio, creando un buon spirito di squadra. E poi ci divertiremo".
Lui sogna la MotoGP con Ducati. Ha detto: “Ci spero in Ducati, se no dovrò guardare altrove”. Quando verrà presa una decisione?
"Gli equilibri sono complicati e non dipende solo da noi. Noi scegliamo due piloti per la squadra ufficiale; tendenzialmente, i piloti che entrano in MotoGP li gestiamo attraverso le squadre satellite, quindi dovremo ragionare anche con loro. Dipenderà dall’andamento dei test, dipenderà da tante cose. Quindi non affrettiamo i tempi: facciamo il lavoro e poi, a metà stagione, cercheremo di decidere insieme.
Per quello che ha fatto Niccolò, a me sembra un processo naturale: Ducati ha spesso rilanciato giovani, li ha fatti crescere e poi c’è stato il coronamento del percorso.
"Sicuramente è una possibilità reale. Però on denigrerei la Superbike: non è un campionato di “Serie B”. È un campionato con moto diverse e, per noi, è estremamente importante. È importante avere piloti di talento e forti anche lì, e trovare sempre un buon mix".
Ultima battuta: avete preso un pilota spagnolo in Superbike… e chissà, magari poi arriva anche in MotoGP. Sul mercato si sentono tante voci.
"Leggo anch’io tutte le speculazioni. Per adesso restano speculazioni. Sicuramente la squadra sta lavorando per “cavalcare” il mercato: quest’anno è partito molto presto. Ci sono diverse conversazioni in corso, ma è ancora presto per parlarne".