Profile picture for user GPone

Simoncelli: "Dettwiler sarà il nostro pilota per il 2026, lo aspettiamo"

"Avremmo dovuto incontrarci a breve per le firme. Due trasferte che sembrano una torta venuta male: Nepa è inspiegabile, Lunetta ha troppa foga"

Moto3: Simoncelli: "Dettwiler sarà il nostro pilota per il 2026, lo aspettiamo"

Paolo Simoncelli ha affidato alla carta i suoi pensieri sulle trasferte in Australia e Malesia. Due Gran Premi difficili, in cui la Squadra Corse SIC58 ha raccolto poco e questo non può fare certo piacere al patron del team

Sono state trasferte sofferte, scariche di risultati… o meglio, non degni di nota. Come una torta venuta un po’ male, una ciambella con un buco troppo piccolo: non viene voglia di mangiarla. E per quanto riguarda il raccontare, vale la stessa regola- ammette Paolo - Nepa si tiene strette le ultime posizioni, e per noi resta inspiegabile. Non ho voglia di aggiungere altro. Lunetta vuole fare risultato a ogni costo: ha fretta, ha foga… e la foga non è mai una buona amica. Deve imparare a prendere le cose con uno spirito diverso, con più calma, per esempio”.

Simoncelli ha anche parlato dell’incidente in cui è stato coinvolto Dettwiler e ha rivelato un retroscena inedito.

Follow

Come sapete, Noah Dettwiller è stato vittima di un grave incidente durante il GP di Sepang. Quello che forse non sapete è che sarebbe – anzi, sarà, perché noi siamo ottimisti – il nostro futuro pilota insieme a O’Gorman. Avremmo dovuto incontrarci a breve per apporre le ultime firme, invece ora si trova ancora in Malesia dove la mano gelida del destino, a noi ha già mostrato la sua autorità, a superare con forza e coraggio due arresti cardiaci, la perdita della milza e tante altre difficoltà. Non mollare, Noah! Il team ti aspetta. Incidenti così, nel giro di allineamento, non dovrebbero mai succedere. Già il rischio è altissimo in gara: bisogna che i piloti prestino più attenzione, che si guardino intorno”.

Ora è tempo per un po’ di riposo prima di affrontare gli ultimi due Gran Premi a Portimao e Valencia.

"Avevo voglia di tornare a casa. Cinque settimane in giro sono tante… Mi mancava sentire le novità della Fondazione, tramite il ‘gazzettino Kate’ e mangiare i piatti sani e bilanciati (ci mette poca roba, è così che li bilancia) della Rossella. Non ero però pronto al clima antartico che ci ha dato il 'bentornati' a Milano. Non so, è legale un freddo così?” conclude Simoncelli con ironia.

Share this article
Matteo Aglio