Con Delbianco e la sua Yamaha eccezionalmente ‘vestiti’ di bianco e rosso nelle due gare della Racing Night, ci hanno pensato Lorenzo Baldassarri e il Cecchini Racing Team a portare un tocco di blu nella lotta al vertice della classe regina del Campionato Italiano Velocità. Il 28enne marchigiano ha regalato spettacolo al debutto nella neonata classe Production Bike, in sella alla Ducati V4 della squadra romagnola, conquistando due affermazioni di categoria e il secondo posto assoluto in Gara 1. Una prestazione di assoluto livello. Perfettamente in linea con quanto si sarebbe aspettato il patron della squadra, Fabrizio Cecchini.
“Con Lorenzo ci aspettavamo di essere così vicini ai tempi delle Superbike. Avevamo fatto dei test e ci aspettavamo di essere competitivi. Quando hai un pilota del genere, i risultati vengono” ha riconosciuto Fabrizio, con il quale abbiamo condiviso questa lunga chiacchierata a Misano dopo il grande debutto con Balda: “Siamo molto contenti e ci dispiace di essere partiti soltanto dal weekend della Racing Night, ma è una gara bellissima, la più importante che c’è in Italia, e quindi ci è sembrato il posto giusto da cui partire. Imola purtroppo sarà in concomitanza con un weekend della MotoE, e quindi Baldassarri non ci sarà, ma al 99% correremo l’ultima gara al Mugello e cercheremo di fare qualcosa in più”.
A impressionare positivamente Cecchini, oltre alle performance di Lorenzo, è stata la nuova classe “low cost” che condivide da quest’anno la griglia di partenza con il CIV Superbike: “La Federazione ha fatto bene a introdurre nella Superbike le Production Bike, perché hanno riempito la griglia e c’è una bella competizione. Spero che il prossimo anno ci saranno soltanto Production Bike in griglia, perché i costi sono più bassi e la competizione c’è ugualmente. Noi l’abbiamo dimostrato: Lorenzo Baldassarri è un pilota di alto livello, che ha fatto sicuramente la differenza, ma questa è una categoria che sta diventando interessante. Spero che con queste gare la Federazione capisca che la Production Bike è la categoria giusta per far emergere i giovani, facendoli competere con moto abbastanza ‘standard’”.
Come gran parte dei suoi colleghi, anche il boss del team Cecchini è convinto della bontà del progetto, che potrebbe diventare il giusto trampolino di lancio per le nuove generazioni di piloti.
“Tanti piloti di talento magari non riescono ad arrivare in Superbike perché i costi sono incredibili: per fare una stagione nel CIV Superbike ci vogliono 200.000 euro, anche se si tratta di soli sei Round. Con una Production Bike ne servono molti di meno, perché la moto è una derivata di serie a cui non puoi cambiare quasi niente - ha sottolineato - Spero che il prossimo anno la classe regina veda solo Production Bike in griglia, perché sono sicuro che così facendo potremmo far emergere qualche giovane talento dalla categoria più prestigiosa che c’è in Italia: ci sarebbero tanti ragazzi e giovani esordienti interessati a correre in questa classe e tra loro potrebbero esserci dei talenti che, vincendo nel CIV Superbike, potrebbero poi avere la possibilità di fare risultati anche nel Mondiale”.
Sul fronte dei costi, del resto, è notevole la differenza tra la Ducati V4 della squadra romagnola e una Superbike.
“Per quanto riguarda la nostra moto, bisogna fare innanzitutto i complimenti alla Ducati perché ha fatto una moto fantastica. Il motore non si può toccare, perché deve essere quello originale. Si può cambiare la marmitta, dato che non si potrebbe competere con una omologata di serie. Poi, si possono fare delle modifiche interne alla forcella, che deve però restare quella originale, e si può sostituire l’ammortizzatore posteriore. Non si può fare nient’altro. Una volta presa la moto e fatte queste modifiche si è già pronti per correre - ha spiegato Cecchini - Una Ducati come la nostra la si compra dal concessionario a 28.000 euro, mentre una vera Superbike con cui correre in pista costa più di 100.000 euro, e poi ci sono molti altri soldi da spendere. Con una Production Bike, puoi fare una stagione completa con un solo motore, mentre in Superbike lo devi cambiare dopo 1.500 km e per una revisione ci vogliono circa 10.000 euro. L’unica cosa che la Federazione potrebbe magari pensare di fare è di permettere l’uso di cerchi alleggeriti, per rendere la moto un pochino più leggera e maneggevole”.
Anche la telemetria dovrebbe essere un’idea da valutare per il futuro.
“Sì, per me sarebbe giusto dare ai team la possibilità di montare la telemetria per far crescere i giovani: tutte le moto delle categorie successive a questa hanno la telemetria e questo permetterebbe ai piloti di imparare prima di un possibile futuro approdo nel Mondiale - ha affermato Fabrizio - Non siamo più negli anni ‘80: oggi i giovani hanno bisogno di guardare i dati e poi si tratta anche di una questione di sicurezza: al giorno d’oggi abbiamo i sensori sulle ruote, che permettono di controllare la pressione delle gomme e di impostarla in maniera corretta, e anche sensori sulla forcella, l’ammortizzatore e il freno anteriore e posteriore, che sono a loro volta importanti. Una squadra deve essere come una scuola e insegnare al suo pilota; perché ci sono tanti piloti che, ad esempio, non usano il freno posteriore o usano quello anteriore in maniera errata. Senza questo genere di sensori sulla moto non puoi correggere il pilota, perché non te ne accorgi. Per questo la telemetria sarebbe indispensabile e non costa nemmeno tanto. Parliamo di circa 7 o 8.000 euro per una telemetria completa, che poi ti dura nel tempo”.
Più spinoso trovare il giusto bilanciamento per la categoria.
“Avere in griglia moto con una cilindrata diversa può essere un po’ problematico. È normale che un motore 1100 possa fare più chilometri, essendo meno stressato di un 1000. Quindi si potrebbe pensare di dare un piccolo aiuto a chi ha una cilindrata inferiore, ma la verità è che se hai un pilota che dà davvero del gas vai forte con qualunque moto - ha osservato - Io però posso garantire che la Ducati ha fatto una moto davvero fantastica. Quando Baldassarri è salito per la prima volta sulla V4 era contentissimo, ha alzato la visiera e mi ha detto: ‘Una moto così facile, bella e performante non l’avevo mai guidata’. Ad oggi la Ducati è più brava e le altre Case si devono adeguare. Altrimenti vorrà dire che il prossimo anno correranno tutti con una Ducati”.
Al di là del modello scelto, avere in griglia solo moto Stock darebbe un’idea reale del valore di squadre e piloti.
“Baldassarri, con una Production Bike, è arrivato 2° assoluto e questo fa capire che queste moto sono molto performanti e che il pilota fa la differenza. Quando hai moto tutte uguali e un pilota va forte, sai che è forte per davvero: quando hai una moto standard, devi lavorare per estrarre il 100%. In Superbike, invece, se hai un budget diverso da quello di tutti gli altri, e hai la moto migliore, il motore migliore e tutto al top, vai più forte di tutti gli altri. E così, quello che poi vince il campionato magari non è il pilota più forte: vince perché ha la moto migliore, non perché è il pilota migliore” ha osservato Fabrizio, prima di raccontarci del sodalizio con Lorenzo.
“Abbiamo un rapporto speciale da quando era ragazzino - ha ricordato - La prima volta che ha debuttato nel Mondiale Moto3 ha corso con me e, anche se poi ha preso un’altra strada, siamo sempre rimasti legati. Per il prossimo anno abbiamo un sacco di progetti aperti e sarei felice di portare avanti Baldassarri con dei progetti interessanti. È un ragazzo che se lo merita e secondo me ha avuto degli anni un po’ sfortunati nella sua carriera, ma è un pilota fortissimo: se il suo percorso fosse andato in maniera diversa, adesso sarebbe stato in MotoGP perché ha il potenziale per essere in MotoGP. Ha sbagliato qualcosa e poi ha fatto un po’ fatica, ma adesso si sta riprendendo. Ha grinta, si allena come un vero pilota, ed è pronto per fare dei risultati importanti anche nelle categorie Mondiali”.


