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SBK, Razgatlioglu: “Ho pulito il verde perché domani potrebbe servirmi”

“La scenetta l’ho fatta per ricordarmi di Magny-Cours e di quanto detto da Kawasaki. Mi dispiace per la caduta Rea. Accontentarmi dopo la caduta di Johnny? Corro per vincere le gare senza pensare al Mondiale"

SBK: Razgatlioglu: “Ho pulito il verde perché domani potrebbe servirmi”

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La vittoria che Toprak Razgatlioglu ha conquistato oggi, sulla pista amica di Jonathan Rea, potrebbe essere il punto di svolta decisivo nella rincorsa del turco verso la conquista del suo primo titolo Mondiale in Superbike. Approfittando del pesantissimo zero di Rea, Razgatlioglu non si è scomposto e ha lottato per tutta la gara con Scott Redding, prima di prendere definitivamente la vetta nel finale e andare a conquistare altri 25 importantissimi punti che ora gli permettono di portare il suo vantaggio su Rea a 45 lunghezze con 5 manche ancora da disputare.

“È stata una gara difficile, un po’ come quella di Jerez, in alcune curve mi sentivo veloce, in altre più lento – ha esordito il turco di Yamaha – Mi sono detto di aspettare gli ultimi due giri e di dare lì il massimo, in alcune curve avevo qualche problema di elettronica perché sentivo tanto freno motore, il posteriore slittava tanto, andavo largo e quindi dovevo anticipare la frenata. È vero che oggi ho vinto ancora ma per domani dovremo sistemare questo problema: ieri la moto andava bene ma il feeling non era fantastico, questa mattina invece andava meglio e anche i tempi erano migliori. Sapevo che questa gara non sarebbe stata facile per me, sapevo che Johnny e Scott sarebbero stati molto competitivi qua. Nei primi tre giri la lotta è stata molto dura ma le gare sono così, anche lui (Rea, ndr) ha dato il massimo. Sono felice per questa nuova vittoria”.

Che cosa significa per te battere Rea, sapendo che è caduto e che questa è la sua pista avendoci vinto 12 volte? Tu qui hai provato la Superbike per la prima volta nel 2017 con Kawasaki in un test, che cosa significa per te?
“Nel 2017 Rea mi aveva aiutato tanto perché per me era la prima volta sulla Superbike, lo avevo seguito in pista e avevamo fatto dei bei tempi. Non mi sono mai dimenticato di quella volta. Adesso invece sono molto veloce, so che lui qui è sempre molto forte e Portimao piace anche a me, ma non è facile per noi con la SC0. Oggi ho iniziato bene ma dopo che lui è caduto l’ultima curva è diventata un problema anche per me, così come la curva 10. Spero di riuscire a migliorare domani e di essere più forte, ma vediamo. Spero che Jonathan sia ok e che non sia stata una grossa caduta, mi è dispiaciuto che sia scivolato anche se sono le corse, non aspetto la caduta di un altro pilota, è chiaro che per il Campionato gioca a mio favore ma non sono felice per lui. Io sono così: noi due lottiamo duramente, la vittoria per me è ottima, ma domani dovremo vedere, tornerà più forte. Dovremo migliorare la moto in curva”.

Da fuori sembra che tu sia imbattibile perché hai una conoscenza perfetta della moto e freni sempre molto forte.
“Da fuori sì, da dentro in alcune curve no! Ero sempre al limite, perché sentivo che davanti la moto scivolava tanto come ad esempio nelle curve 3, 10 e 14, lì la sentivo scivolare tanto. Sono consapevole di quali sono i miei limiti, oggi ho voluto aspettare gli ultimi 2 giri per spingere e dare il massimo in tutte le curve, perché sapevo in quali curve ero lento. In gara ci ho fatto caso, Jonathan mi aveva superato alla 10 e lì ero lento perché la moto scivolava tanto e non riuscivo a spingere sull’anteriore. Negli ultimi due giri ho guidato un po’ meglio in quella curva, sapevo che Scott era forte”.

Perché non sei rimasto in 2^ posizione dopo la caduta di Rea? Avresti comunque preso 20 punti.
“Perché non sto guardando al campionato, sono solo concentrato sulle singole gare. Non guido in maniera stupida ma cerco di vincere le gare”.

Ben Spies non è lontano: lui ha vinto 14 gare in un singolo anno, tu 11. Te ne mancano 3 e potresti batterlo.
“Avevo detto di volerne 10, ora ne voglio vincere altre”.

Com’era la gomma posteriore dopo 20 giri?
“La sentivo scivolare ma i tempi non erano male, all’ultimo giro ho visto un 32.0. Sentivo tanto spinning all’ultima curva, la Ducati andava forte in rettilineo, malgrado anche la moto di Scott scivolasse. La Ducati aveva anche un’ottima accelerazione. In gara ho osservato Scott per vedere in quali curve andava forte e in quali no, ho aspettato gli ultimi due giri e l’ho passato. Prima ci ho provato, ho tentato di scappare, ma ho capito che comunque non ce l’avrei fatta e quindi ho aspettato cercando di salvare la gomma. Ho tentato un piano differente, ma è andata bene”.

Se tu avessi avuto la SCX come al solito, pensi che la tua performance avrebbe potuto essere anche migliore o no?
“Questa mattina ho provato la SCX per un paio di giri, il grip era molto buono, simile alla SC0 ma un filo meglio. Penso che la SCX non sarebbe stata un problema per la gara. Pirelli, per motivi di sicurezza, ha detto di usare la SCX solo nella Superpole Race, abbiamo detto ok. So che Jonathan ne era felice visto che la SCX è stata mandata in vacanza, ma sapevo che lui sarebbe stato molto veloce su questo circuito che piace anche a me”.

Hai visto perché Jonathan è caduto? Era troppo veloce o è stata colpa del vento?
“Ho visto la sua caduta, l’ultima curva è tutta in discesa e prima ci sono delle piccole buche. Penso sia entrato con un po’ di freno, ieri nella simulazione gara in ogni giro sentivo l’anteriore scivolare, probabilmente lui ha spinto un po’ troppo”.

Quando hai pulito il verde, era per farsi una risata verso la Kawasaki?
“L’ho fatto per ricordarmi di Magny-Cours quando Kawasaki ha detto che avevo tratto un vantaggio toccando il verde. Ora l’ho pulito e poi ho controllato com’era il grip perché nella prossima gara potrebbe servirmi il verde lì”.

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