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Scompare il Museo Morbidelli: portate via le moto

La vendita non è andata in porto e molti dei 350 pezzi (alcuni unici) che erano al suo interno verranno messi all'asta in Inghilterra

News: Scompare il Museo Morbidelli: portate via le moto

Il Museo Morbidelli sta scomparendo e non si sa nulla della fine che faranno i 350 gioielli ospitati  al suo interno. L’unica cosa certa, come riporta Il Resto del Carlino, è che ieri quattro Tir con targa inglese erano fermi alla sua entrata per caricare le moto in esse contenute.

A febbraio il Museo era stato messo in vendita, ma sembra che nessuno si sia fatto avanti, o almeno non in tempo. La famiglia Morbidelli non ha fornito nessuna comunicazione e le moto sembrano destinate ad andare all’asta in Inghilterra. Inutile dire come questo significhi una grave perdita per il patrimonio storico motociclistico italiano.

Si parla di 350 moto, alcuni pezzi unici, fra cui le Morbidelli iridate nella 125 con Paolo Pileri e Pierpaolo Bianchi e nella 250 con Mario Lega. Non è tutto, perché c’è anche un prototipo di un auto mai andata in produzione e pezzi pregiatissimi di altre marche, come l’esemplare unico della Ducati 125 4 cilindri del 1965, o la Benelli 250 4 cilindri con compressore del 1942. Si calcola che il valore complessivo della collezione sia di qualche milione di euro, ma non ci sono stime precise al proposito.

Nei mesi scorsi si era parlato di un interessamento del Comune di Pesaro, ma i rapporti con la famiglia Morbidelli si erano deteriorati nel tempo e alla fine non se ne è fatto nulla. Si era anche sperato in un intervento dell’Asi (l’Automotoclub Storico Italiano) che in passato aveva acquistato il Museo Bertone, ma un cambio di presidenza ha allungati i tempi e “quando di sono aperte le finestre ci è stato spiegato che era troppo tardi” ha dichiarato Paolo Marchinelli, vice presidente del registro storico Benelli, al Resto del Carlino.

Senza altre informazioni, è difficile sperare in un lieto fine per il Museo fondato da Giancarlo nel 1999: 3.000 metri quadrati in cui aveva raccolto tutte le sue figlie e tante altre moto che raccontavano la storia del motociclismo del Novecento.

Giancarlo versa in cattive condizioni di salute da tempo e il figlio Gianni, ex pilota di Formula 1, ha deciso di vendere tutto e l’unica speranza è che voglia tenere le moto da corsa di famiglia, come sembrava intenzionato a fare.

Intanto i TIR sono in viaggio verso la Manica e quello che portano con sé non sono semplici motociclette, ma un pezzo di storia che scomparirà, forse, per sempre.

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