Beggio: un errore per Aprilia lasciare la Superbike

L'ex numero uno di Noale racconta: "E' la categoria con una vera immagine motociclistica. In MotoGP si deve puntare al vertice, oppure sarà inutile. Il mio segreto è stata la passione"

Share


Gli anni passano per tutti, ma molte persone non perdono mai quel particolare fervore, quella particolare genialità che trasmettono al proprio interlocutore tramite gli occhi. Ivano Beggio ha compiuto da pochi giorni 73 anni, ma quando racconta ciò che è stato il passato e ciò che è il presente, la lucidità con cui lo fa è strabiliante. E probabilmente la lucidità in questione è la stessa, unita ad un pizzico di lungimiranza, grazie alla quale Aprilia riuscì a centrare quello storico successo in 250, con Loris Reggiani in pista e Michele Verrini nei panni di un altrettanto lungimirante team manager.

Sentire il rumore di quell’Aprilia AF1 in moto mette ancora i brividi a tutti. “Ancora oggi guardando quella moto sembra costruita ieri - commenta orgoglioso Beggio - nonostante siano passati trent’anni. La tecnologia si è evoluta ovviamente, ma nell’insieme di tecnica, colori e design sembra proprio avere tre mesi o un anno massimo”.

Qual è il segreto per portare un azienda al vertice come accaduto Aprilia sotto la sua guida?

“Il primo ingrediente è la passione che sono riuscito ad infondere a tutti i collaboratori. Ho cercato di far capire a tutti che dovevano vincere le loro sfide, ovvero quelle di vincere i titoli mondiali e di creare moto sempre più veloci ed innovative, in primis per loro. Questo è stato lo stimolo grazie al quale l’azienda, nei suoi primi trent’anni, è arrivata ad essere leader nella produzione di nuovi modelli, ed in generale nell’innovazione sotto tutti i punti di vista”.

Sotto la sua gestione Aprilia ha tentato il salto in MotoGP, come fatto nuovamente l’anno scorso dalla proprietà Piaggio. Come vede questa scelta?

“Trovo che sia una scelta corretta ed interessante, ma solo se verranno fatti gli investimenti necessari per arrivare al vertice. Se ciò non accadrà, credo sarà solo uno spreco di denaro; Aprilia è un grande gruppo con grandi tecnici, e deve avere il coraggio di investire una cifra adatta a rendere la moto potenzialmente campione del mondo MotoGP”.

Facendo questa scelta si è però abbandonata, almeno in forma ufficiale, la Superbike.

“Questo mi dispiace molto, e credo che dovrebbero fare una riflessione a riguardo. La Superbike ha piste e mercati diverse, oltre che un immagine decisamente più motociclistica. La MotoGP ha l’immagine della massima evoluzione, quindi è un bene partecipare a quel campionato, ma è altrettanto importante che si continui a rappresentare il marchio Aprilia in Superbike”.

Nel proprio passato Aprilia è stata spesso innovativa nelle moto presentate, ritagliandosi una solida fama. Oggi il mercato è probabilmente cambiato ed i giovani sembrano meno interessati alle moto, ma anche Aprilia sembra aver perso lo smalto di un tempo. Che ne pensa?

 “Sono d’accordo. Manca senza dubbio dell’amore e della passione, oltre che la voglia di rischiare. Tutto questo è parte di un percorso di management e di scelte che ogni imprenditore deve fare. Lunga vita alla grande impresa che contiene Aprilia, ma lunga vita anche alla stessa casa, che deve continuare a vincere ed a vivere come in passato”.

Restando su una casa italiana, qual è il suo parere sul cammino di Ducati?

“Diversi uomini presenti in Ducati erano precedentemente in Aprilia, e stanno portando tutta la loro esperienza maturata nei tanti anni di lavoro. In MotoGP Ducati ha sempre avuto qualche carenza di ciclistica, e con l’arrivo di Gigi  Dall’Igna e dei suoi collaboratori ha creato una squadra straordinaria”.

Questo può essere considerato l’anno del definitivo salto di qualità per Ducati in MotoGP?

“Credo proprio di sì, dato che in primis Dovizioso è un collaudatore eccellente, oltre che una persona eccezionale. Sta dimostrando di poter meritare il titolo, rischiando quando è necessario ed attaccando chiunque. Devo davvero fargli i complimenti”.   

Share

Articoli che potrebbero interessarti