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SBK, Crisi Honda: la Fireblade SP2 di Hayden e Bradl non vola

Ad Assen sbarca il nuovo motore 17.1, ma è peggio di quello precedente, serve l'intervento di HRC?

SBK: Crisi Honda: la Fireblade SP2 di Hayden e Bradl non vola

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La presentazione in grande stile di febbraio, la nuovissima livrea Red Bull, due piloti del calibro di Nicky Hayden e Stefan Bradl. Sembravano esserci tutti i presupposti in casa Honda ad inizio stagione, forse non per un 2017 da Mondiale, ma di certo per mettere in difficoltà Kawasaki e Ducati. Invece è bastata una sola gara per spegnere sul nascere quelle che erano le ambizioni del team Ten Kate.

Già, perché fin dal primo appuntamento di Phillip Island, si era capito che la strada imboccata non fosse quella giusta. La nuova Fireblade SP2, che avrebbe dovuto sancire un punto di svolta rispetto al passato, si è rivelata al di sotto delle aspettative.

Una moto imprevedibile, lenta e difficile da addomesticare, come se fosse un cavallo imbizzarrito. In Australia, i volti di Hayden e Bradl erano un misto di delusione ed amarezza, tanto che la loro mente fosse già proiettata in Europa. Il primo weekend della stagione li vide infatti fuori dalla top ten con lo statunitense addirittura vittima di una caduta.

Vietato farsi illudere dalla tappa thailandese del Chang, dove Hayden riuscì ad agganciare la top ten con un nono e settimo posto. La svolta sarebbe dovuta arrivare ad Aragon,  ma durante la pausa non c’è stato il tempo di compiere dei passi avanti, dal momento che il materiale è stato spedito direttamente in Spagna.

Chi sperava in qualcosa di diverso in terra iberica è rimasto presto deluso. L’appuntamento del Motorland non riserva nulla di nuovo per Ten Kate, le difficoltà infatti non sembrano avere fine. Da delusione, il volto di Hayden si trasforma in rassegnazione. Lo statunitense è in tunnel che non sembra avere via d’uscita. Come se non bastasse ci si mette di mezzo il ritiro di Gara 2.

Ecco allora il Mondiale Superbike sbarcare in Olanda, la gara di casa per il team Honda. Ci sono tutti gli indizi per sognare, perché al TT debutta il motore 17.1, inoltre Assen è la pista dove Nicky ha conquistato nel 2016 il primo podio in Superbike. L’inizio è incoraggiante, ma al secondo turno è black-out totale per la Fireblade SP2. Lo statunitense non compie nemmeno dieci tornate e nei suoi occhi c’è la rabbia.

“Il nuovo motore è meno competitivo rispetto al precedente – sono queste le parole dell’americano – è un disastro, non sappiamo nemmeno da dove provengano determinati problemi e non riusciamo a sviluppare nulla. La moto non accelera”. Non va certo per il sottile Nicky e ne ha ben ragione, perché un talento del genere sognava di recitare una parte da protagonista nelle derivate, invece adesso si ritrova a spettatore.

Di sicuro Dietrich Mateschitz, Mr Red Bull, non sarà entusiasta di vedere di vedere la “sua” Honda incapace di spiccare il volo. Fino ad oggi l’imprenditore austriaco ha vinto la scommessa in F1, ci ha stupito con il lancio di Baumgartner da 36.000 metri, ma in Superbike non è ancora riuscito a lasciare il segno.

Ci si chiede allora cosa manchi alla Fireblade SP2 per mettere le ali? Forse il supporto della Honda Racing Corporation, impegnata dalla Dakar fino ad arrivare alla MotoGP? Anche nel Motomondiale l’inizio non è stato certo in discesa, ma una volta arrivati in Texas, Honda ha saputo trovare subito la giusta via da seguire, archiviando la tappa a stelle e strisce con quattro moto nelle prime tre posizioni e un Marquez che ha regalato a Nakamoto il successo prima del pensionamento.

Se in MotoGP la rotta da seguire è già stata tracciata, in Superbike bisogna ancora capire come issare le vele. Il tempo però incalza e la sensazione è che questo 2017 sia già un anno da dimenticare.   

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