Del Torchio: “nel futuro ancora Rossi”

L'AD parla di mercato e strategie. In MotoGP, pensa a Rossi successore di Rossi

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Punti di vista. Annata pessima, se si considerano i risultati ottenuti da Rossi e Ducati in MotoGP. Grande stagione, se si pensa a quelli iscritti a tabellone in Superbike, con la conquista del titolo. Sul  mercato, Ducati ha assorbito i due riflessi estraendone comunque il meglio: oltre il venti per cento di crescita, ottanta per cento delle moto destinate all'esportazione, con gli Stati Uniti come primo mercato. Partecipazione alle competizioni come elemento cardine, spina dorsale della strategia aziendale. E Valentino Rossi nel mirino anche per il futuro. Tutti argomenti affrontati da Gabriele Del Torchio, amministratore delegato della Casa di Borgo Panigale, nella prima giornata di incontri con la stampa organizzati a Madonna di Capiglio per Ducati (oggi e domani) e Ferrari (nei due giorni seguenti).

2011, anno straordinario.Anno straordinario. Siamo cresciuti del 21,5% . Dati consolidati. Abbiamo immatricolato 42.200 moto. L'80 per cento della produzione destinata alla esportazione. Stati Uniti primo mercato, secondo l'Italia, terzo la Germania. In Francia per la prima volta abbiamo venduto più di 4.000 moto. Una politica di sviluppo della rete distributiva e dello stabilimento in estremo oriente ci ha consentito una crescita  del'84 per cento in quella parte del mondo. Non abbiamo fatto neanche un'ora di cassa integrazione, abbiamo aumentato  il personale e guardiamo con grande serenità al futuro”.

Le ragioni.  “Primo: abbiamo avuto il coraggio, negli anni difficili (2008 e 2009) di aumentare gli investimenti per la ricerca e sviluppo invece di tagliarli. Secondo: abbiamo lavorato molto sulle alleanze strategiche (Mercedes, ed altre) che ci aiutano a promuovere il nostro marchio nel mondo. Terzo: visto come andavano le cose in Italia – ed io sono molto dispiaciuto, perché da italiano vorrei che il mio paese uscisse al più presto dalla crisi – abbiamo capito che era meglio prendere la nostra valigetta, girare per il mondo, sviluppare nuovi mercati. Ed è quello che ci ha consentito di chiudere il 2011 in modo molto buono, con grandi prospettive: il 2012, al netto della crisi e delle difficoltà che ci sono in particolare in Europa, sembra aprirsi molto bene”.

Il prodotto. “La Panigale sembra diventata già, nell'immaginario di tutti i nostri clienti, la moto da avere. I clienti delle Supersportive non erano scomparsi, erano là nel bosco, in attesa di qualcosa di nuovo per uscire ed essere di nuovo interessati. E la Panigale li sta interessando. Ma molto bene anche tutti gli altri modelli”

Tailandia.Lo stabilimento in Tailandia è partito a tempo di record; io ho firmato il contratto nell'ottobre del 2010 e nell'ottobre 2011 sono uscite le prime moto. Ne abbiamo prodotte già 500 – i motori vengono dall'Italia, i componenti vengono dall'Italia, sono assemblate – ma essenzialmente siamo più competitivi non pagando dazi doganali”.

MotoGP: gli obiettivi. “L'obiettivo sarà essere competitivi. Valentino continua ad essere la nostra prima scelta, ci incontreremo e discuteremo, è ancora troppo presto per fare considerazioni, ma direi che l'obiettivo di formare questo binomio con Valentino e Nicky Hayden è confermato in maniera assoluta”.

MotoGP: il 2012. “Sono assolutamente certo che il 2012, nonostante tutte le difficoltà, possa essere un buon anno. Filippo ed i suoi hanno lavorato molto, facendo miracoli: non abbiamo le disponibilità economiche che hanno i nostri grandi concorrenti giapponesi, però l'intelligenza c'è, la voglia di fare c'è, la moto è promettente e vi invito ad ascoltare con grande attenzione Filippo domani”

Competizioni irrinunciabili. “Sono convinto il nostro ruolo di ambasciatori del made in Italy possa essere amplificato da un Valentino Rossi di successo. Sono convinto che le competizioni sportive siano per noi un elemento irrinunciabile. Sappiamo che il mondo è in crisi, che andranno fatte delle economie e razionalizzazioni  ma competere è troppo importante per quello che ci porta come tecnologia, visibilità e per alimentare la passione dei ducatisti. Noi, alla fine, non facciamo milioni di moto, ma 42.000 l'anno.  Importante che questa passione ai motociclisti continui ad essere alimentata”.

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