ENISA: è allarme hacker per la guida autonoma

L’Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersecurity lancia un "alert". I sistemi potrebbero non essere così sicuri 

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ENISA ha lanciato un allarme. Siete sicuri che la guida autonoma funzioni correttamente e che non possa essere sottoposta ad "hackeraggi" del sistema? Andiamo con calma, partendo da chi è ENISA. ENISA è l’Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersecurity. Questa ha giustamente evidenziato una cosa a cui forse non abbiamo pensato: i mezzi dotati di sistemi di guida autonoma potrebbero essere compromessi dagli hacker. Questo comporterebbe un pericolo non solo per chi guida ed è in auto o sulla moto, ma anche per gli altri utenti della strada.

Tutto è troppo vulnerabile

L'ENISA ha evidenziato come possano verificarsi degli attacchi da parte degli hacker sui sistema di gestione della guida autonoma. Pensiamo ad un "semplice sensore" che legge più metri rispetto al veicolo che ci precede rispetto alla realtà. Un boicottaggio dei dati che potrebbe avere conseguenze mortali. La moto o l'auto, potrebbe reagire in modo errato, con conseguenze immaginabili. Ecco perché l'ENISA ha richiesto e continuerà a chiedere delle verifiche sui sistemi. I software dovranno infatti risultare a prova di hacker. Una manomissione dei sistemi, potrebbe essere il prossimo step di un gruppo terroristico.

Così l'Ente ha chiesto e continuerà a chiedere dei software più protetti, costantemente aggiornati e sicuri. E' cosa nota, infatti, che questi sistemi possano essere manomessi, ingannando così i sensori ed i radar. Basta poi applicare un banale nastro adesivo sulla segnaletica orizzontale e verticale, per far andare in tilt i sistemi (ricordate l’Autopilot di Tesla sottoposto a questo test?). Sia chiaro, per ora la guida autonoma al 100%, è solo su prototipi. Si parla del 2030 per avere il livello 5, ovvero con l'auto completamente autonoma. Siamo sicuri che serve veramente un sistema del genere?

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