MotoGP, Brivio: "Rins e Mir due numeri 1, la pista dirà chi è il migliore"

"Voglio che ci sia competizione in squadra, è quella che farà crescere Alex e Joan. Se fossi in Ducati terrei Dovizioso, è una garanzia"

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La partenza del campionato MotoGP, il rinnovo dei contratti con Rins e Mir, la nascita di una squadra satellite: sono tanti i temi di cui Davide Brivio, team manager di Suzuki, ha parlato in una conferenza stampa virtuale.

Il primo argomento ha riguardato la conferma della coppia di piloti.

"Facile il rinnovo con Rins e Mir, non avevo neanche un piano B"

Devo ammettere che la negoziazione è stata abbastanza facile - ha ammesso Brivio - Vi racconto un retroscena: ad aprile dello scorso anno ero andato in Giappone per una riunione con i vertici dell’azienda e avevamo espresso la volontà di continuare con Rins e Mir anche nel biennio 2021/2022. Poco dopo, Alex mi ha detto che sarebbe stato disposto a firmare anche subito, abbiamo dovuto aspettare il momento farlo ma era già tutto deciso. Con Mir, un certo senso, è stato ancora più semplice, perché avevamo un’opzione a nostro favore, ma anche con lui ci siamo trovati d’accordo già da metà dello scorso anno”.

Suzuki era talmente sicura che non ha sondato nemmeno il terreno.

Non avevamo un vero piano B - ha confessato il team manager - Ho parlato con manager di altri piloti, ma è una cosa normale, non si è mai arrivati a una negoziazione. Con Rins e Mir abbiamo una coppia di pilota che può aprire un ciclo in cui potremo lottare per traguardi importanti. Non sottovaluto i nostri avversari, ma so che potremo affrontarli a viso aperto”.

La speranza di Brivio è quella che i due possano spingersi a vicenda.

Penso che nei test abbiano iniziato a respirare questo clima di competitività, in maniera positiva - ha detto - Io spero che continuino così in modo da spingersi l’un l’altro ad alzare il livello, come era successo nel 2018 con Alex e Iannone”.

L’obiettivo è quello di puntare in alto.

Logicamente spero che questo sia il miglior team degli ultimi anni, perché si vuole sempre migliorare - ha continuato il manager - Vorrei che lottassero entrambi e costantemente per le prime 5 o 6 posizioni. In Suzuki non c’è un numero 1, anzi ce ne sono due e sarà la pista a dire chi sia il migliore”.

"Ducati deve tenere Dovizioso, è la loro garanzia"

Brivio ha anche parlato brevemente della situazione del mercato piloti e di Ducati ancora alla sbarra.

Non credo che abbiano bisogno dei miei consigli, ma penso anche che Dovizioso abbia ampiamente dimostrato di essere negli ultimi anni il pilota più vicino a Marquez - la sua opinione - Cosa farei? Da un punto di vista sportivo non rinuncerei a Dovizioso, è una garanzia per Ducati. Poi individuerei il pilota che potrebbe sostituirlo in futuro e glielo metterei al fianco per farlo crescere”.

"Dobbiamo contenere i costi: il 2020 sarà una prova generale per il 2021"

Chiuso il discorso mercato, il manager ha affrontato quello del congelamento dello sviluppo.

Penso sia stata un’idea giusta - ha messo in chiaro - Innanzitutto per una questione di equità, perché in Giappone si poteva continuare a lavorare mentre in Europa no, e poi per una questione di contenimento dei costi. I budget di tutti saranno inferiori per tutti e stiamo valutando diverse opzioni, tra cui anche dei fine settimana di gara più corti. Abbiamo avuto diverse riunioni tra i costruttori e sono state produttive, c’è un grande clima di cooperazione. Ci sono un paio di idee che verranno discusse presto da Grand Prix Commission”.

Correre quest’anno sarà utile anche per prepararsi al futuro.

Il 2020 sarà una stagione speciale, ma neanche il 2021 sarà normale. Quest’anno sarà una prova generale per il prossimo - ha spiegato - Penso che questa situazione influirà anche sugli ingaggi dei piloti, anche se forse a fare i maggiori sacrifici saranno quelli che prendono meno”.

"Il campionato sarà più corto ma i protagonisti rimarranno gli stessi"

Per quanto riguarda il campionato che dovrebbe partire a luglio a Jerez, Brivio non pensa che i valori in campo cambieranno.

“Credo che i piloti nelle prime 3 posizioni saranno gli stessi - ha affermato - e logicamente che la Suzuki sia la sorpresa del campionato. Forse influirà questo stop, bisognerà capire chi ne sarà più svantaggiato ma, ripeto, non penso che cambierà molto. Sicuramente bisognerà farsi trovare in forma e concentrarsi al massimo per 3 o 4 mesi, sarà un buon allenamento, partire bene sarà fondamentale perché recuperare potrebbe essere più complicato”.

Anche le pista su cui si andrà a correre potrà influire molto.

“Logicamente preferiremmo non correre due gare al Red Bull Ring e invece farlo ad Assen e Silverstone, ma sembra che accadrà l’opposto - ha sorriso il team manager - Piaccia o meno, le cose stanno così e si devono accettare. Non partiremo comunque sconfitti, se Yamaha è salita sul podio in Austria perché non dovremmo farlo anche noi? Comunque nessun costruttore ha pensato ai suoi interessi su questo tema, ma solo a quelli del campionato”.

Il prossimo passo sarà quello di capire il protocollo medico in caso di emergenza.

Siamo in attesa - ha spiegato Brivio - Io penso che si considererà una squadra  come fosse una famiglia, per quanto riguarda il distanziamento. Logicamente non si potranno azzerare i rischi, servirebbe un vaccino, la vita nel paddock cambierà molto ma abbiamo due mesi per prepararci.

 

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