SBK, Superbike: un Mondiale per pochi, ma a tutti i costi!

Ecco il piano per ripartire da parte di Dorna tra limitazioni di accesso al paddock e una partenza che resta ancora un rebus da risolvere

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In questi giorni si è parlato tanto di Motomondiale con ipotesi legate alla ripartenza, che contempla la stretta sulle hospitality, media e PR, al fine di contenere il più possibile gli accessi nel paddock, e di conseguenza l’obbligo per tutti gli addetti ai lavori di sottoporsi a tamponi prima di entrare in circuito.

Sono questi alcuni degli aspetti con cui la Dorna si sta confrontando per capire in che modo provare a rialzare il sipario del Motomondiale. Di pari passo va anche la Superbike, nonostante delle derivate non sia parlato più di tanto in settimana.

In Spagna però stanno lavorando alacremente, anche perché Gregorio Lavilla è in continuo contatto con i manager delle rispettive squadre riguardo l’evolversi della situazione. Andiamo però per gradi, partendo dal calendario, che in settimana ha visto la cancellazione di Imola e il rinvio di Aragon e Misano, rispettivamente ad agosto e settembre.

Al momento la partenza è in programma a Donington, in occasione del weekend dal 3  al 5 luglio, ma con ogni probabilità non sarà così. Tutti gli indizi portano infatti a uno spostamento del via delle derivate per il mese di agosto, anche se in questo caso c’è un problema. La tappa in programma sarebbe dovuta essere quella di Oschersleben, ma a seguito della decisione della Cancelliera Merkel di sospendere tutte le attività sportive fino alla fine del mese, di conseguenza è già cosa certa che il round tedesco non si disputerà in quel mese.

E allora cosa fare? Dorna ha due possibilità: recuperare a inizio agosto la tappa di Donington oppure attendere il round di Assen del 21-23 agosto per provare a dare il via alle danze. Nell’eventualità ci potrebbe essere anche spazio nell’ipotesi remota di sostituire Oschersleben con Aragon, che al momento è in programma per l’ultimo weekend di agosto.

Ovviamente tutto dipenderà da quello che sarà l’evolversi della vicenda legata al Coronaviurs, che tiene il Circus sotto scacco. A tal proposito la linea da seguire è la stessa della MotoGP, dove la parola limitazione fa da comune denominatore.

Anche per quanto riguarda le derivate, Dorna vuole che nel paddock ci sia lo stretto personale necessario indispensabile per svolgere il round. In un weekend di gara, il numero degli addetti ai lavori ruota attorno alle 2000 unità, di conseguenza le limitazioni dovrebbero prevedere innanzitutto gare a porte chiuse e l’assenza di hospitality a cui siamo solitamente abituati.

C’è poi la questione legata ai Media e PR. Sarà anche vero che in Superbike i giornalisti che godono di un pass permanent sono un decimo rispetto a quelli della MotoGP, così come gli addetti stampa, ma qualora questi dovessero essere esclusi dall’accesso nel paddock del Motomondiale, difficile che Dorna adotti due pesi e due misure.

Insomma, qualora si dovesse ripartire e Dorna lo vorrà fare a tutti i costi, sarà una Superbike soltanto per pochi.        

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