Incentivi ed interventi per il mondo delle due ruote, cosa serve?

Ieri una lettera aperta di Paolo Magri, presidente di Confindustria ANCMA, a Giuseppe Conte, ma in concreto cosa occorre per sostenere il settore?

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La realtà è questa, inutile girarci intorno. Siamo in una situazione mai vissuta prima e che, oltre alla tragedia per chi ha perso i suoi cari, rischia di lasciare alle sue spalle una scia di ulteriori disagi, questa volta di natura economica. I dati parlano chiaro, il mese di marzo, i cui primi dieci giorni sono stati ancora piuttosto “normali”, ha visto un calo delle vendite nell’ordine del 65% (qui il nostro articolo). Qualcuno si lancia in previsioni ed azzarda dei numeri (motorcyclesdata.com), affermando che a fine 2020 il bilancio farà segnare un -46%. In sostanza si potrebbero vendere poco più delle moto e scooter del 2019.

Non si tratta nemmeno di uno scenario catastrofico, perché non prevede il tracollo per l’economia del nostro Paese, che è invece una ipotesi purtroppo possibile, anche se speriamo non sia così. Si ipotizza una graduale ripresa nella seconda metà dell’anno, che dopo un primo semestre con una perdita del 60% circa, porterà a fine 2020 a quel -46%, che si tradurrebbe in poco meno di 140 mila mezzi, mentre il 2021 potrebbe attestarsi a 210 mila, ancora molto lontano dei dati del 2019.

Se consideriamo che il 2020 era iniziato con il segno positivo (+8.3% nei primi due mesi), potete ben capire che l’effetto Covid potrebbe valere nel prossimo biennio la perdita di oltre 200 mila vendite, più tutto l’indotto costituito da accessori, abbigliamento tecnico e non solo. Ecco che l’appello del presidente di Confindustria ANCMA, Paolo Magri, al premier Conte (qui la lettera aperta) è un atto per sensibilizzare la politica rispetto ad un settore che “vale” 5 miliardi di fatturato e dà lavoro a 60 mila persone.

COSA SI PUÒ FARE PER I MOTOCICLISTI?

L’appello parte da presupposto che il mercato delle due ruote è stagionale, quindi colpirlo ora, nel momento in cui si sarebbe incassato il “grosso” del 2020, significa creare un danno che non potrà essere recuperato in autunno ed inverno, le misure per il rilancio devono quindi arrivare subito, in modo da non perdere tempo.

Oltre al sostegno alle imprese in atto, che dovrebbe limitare i danni dal punto di vista finanziario per le tante attività coinvolte, come negozi e concessionarie, servono misure specifiche per spingere il settore di ciclo e motociclo. Misure che devono essere concrete, tangibili e facili da sfruttare, perché anche se non serve ricordarlo, spesso in Italia vanifica gli sforzi, rendendone gli effetti molto più limitati di quanto non si potrebbe ottenere.

INCENTIVI, PIÙ CHE SCONTI

Ne abbiamo parlato già a metà marzo (qui il nostro articolo), in questo momento, il tema del passaggio da Euro 4 ed Euro 5 potrebbe aggravare la situazione. A fine 2020 non si potranno più produrre mezzi con vecchia omologazione, ma le forti limitazioni per venderli a partire dal 2021, potrebbe creare enormi problemi per smaltire lo stock per tutti i produttori. Questa volta non basteranno gli sconti, che per essere efficaci dovrebbero essere tali da portare a vendere sottocosto, arrecando un ulteriore danno ad un settore in crisi profonda, dopo questo nefasto 2020.

Servono allora incentivi, concreti e per tutti, sia per smaltire gli Euro 4, che auspicabilmente potrebbero vedere prolungata la loro carriera con una proroga agli attuali termini, ma soprattutto per spingere gli Euro 5 , in modo da sperare in un 2021 che superi le previsioni di cui avevamo accennato ad inizio articolo, tornando prima del previsto ai volumi di vendita pre crisi. Con le mosse giuste si potrebbe anzi andare oltre, sfruttando l’occasione per migliorare la vetusta burocrazia italiana e andando finalmente a sostenere in modo concreto il mercato.

NON BASTA RINVIARE BOLLO E REVISIONE

Ad oggi, con una situazione a macchia di leopardo e legata alla Regione di residenza, l’unica misura concreta che abbiamo visto è stata quella del rinvio dei termini per il pagamento di tassa di possesso e della proroga della scadenza della revisione. NON BASTA. Questo è più che evidente. Servono tutta una serie di misure, che Confindustria ANCMA ci auguriamo abbia già in mente, che sostenere davvero quel claim lanciato con l’hashtag #USALEDUERUOTE.

Serve una burocrazia che da nemico diventi un sostegno per il rilancio di un settore che, in questo momento storico, è anche strategico per il controllo della pandemia. Quando potremo infatti tutti uscire di casa senza restrizioni, moto e scooter saranno certamente più efficaci per mantenere quelle distanze minime impossibili da raggiungere con l’utilizzo dei mezzi pubblici.

ALIQUOTA RIDOTTA PER L’IVA

Quali saranno queste misure? Soldi a fondo perduto ci sembra che sia difficile averne, ma la rinuncia ad una parte delle imposte da parte dello Stato questo è invece auspicabile. Si potrebbero applicare aliquote ridotte per l’IVA, ad esempio (anche solo per un determinato periodo), sia per incentivare le vendite che per assistenza, le riparazioni e per caschi e per l’abbigliamento tecnico omologato.

Si potrebbe incentivare l’uso delle due ruote rendendo finalmente alla portata di tutti una tariffazione ridotta in autostrada, ma siamo sicuri che le misure potrebbero anche andare oltre. Basta avere la volontà di affrontare seriamente le cose, sperando che la tragedia che stiamo vivendo serva finalmente a far ripartire il nostro Paese, dove le due ruote (a motore o meno che siano) sono sicuramente più importanti che altrove.

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