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MotoGP, Ezpeleta: "Avremmo potuto correre il lunedì"

Il CEO della Dorna: "Non ho capito il no dei team. Comunque meglio cancellare un GP che rimpiangere un incidente. La riunione dei piloti è stata spontanea"

MotoGP: Ezpeleta: "Avremmo potuto correre il lunedì"

Carmelo Ezpeleta è senza dubbio uscito dalla traumatica esperienza di Silverstone con tanti dubbi e pochissime certezze in più. Forse una delle cose che ha appreso e che lascerà probabilmente il segno, è che i piloti sono in grado di decidere autonomamente. E’ apparso chiaro sin dal sabato che in caso di pioggia, sarebbe stato molto complicato disputare il Gran Premio, ma è parso altrettanto chiaro quanto invece Dorna volesse far correre i piloti a tutti i costi.

Tra cambio di programma, ritardi, verifiche e riunioni, il mix costituito tra l’asfalto di Silverstone e la pioggia inglese non ha tuttavia lasciato scampo ed ha soprattutto reso realmente coesi i piloti del Paddock per la prima volta da anni.

Nel giorno successivo al disastro in salsa inglese, il CEO di Dorna ha risposto alle domande del sito spagnolo AS.com, confermando che la volontà dell’organizzatore sarebbe stata quella di correre a tutti i costi anche di lunedì.

“Questo lunedì è festivo in Inghilterra - ha ribadito - e non ho capito perché la maggior parte delle squadre non abbia voluto correre. Quando è iniziato a piovere dopo il warm up abbiamo subito proposto questa soluzione, di concerto con l’organizzatore del GP. Non ho capito il rifiuto, ma abbiamo rispettato la decisione. Da quel momento è iniziato il continuo rinvio della procedura”.

Secondo il boss della Dorna, le condizioni sarebbero state proibitive anche più tardi nella giornata e anche la riunione e la decisione dei piloti è stata in linea con quello che avrebbe deciso la Commissione Sicurezza.

“Quando abbiamo visto che continuava a piovere anche alle 16 - ha rivelato sapevamo già che non avremmo corso. La riunione dei piloti non era necessaria. Col senno di poi, avremmo potuto correre la gara nell’orario fissato per il warm up, ma a che ora avremmo dovuto deciderlo e comunicarlo? Alle sei del mattino? In ogni caso non ci sarebbe stato il tempo per fare i tre warm up e le tre gare”.

Stuzzicato sull’importanza della decisione unanime dei piloti, Ezpeleta ha rafforzato il concetto secondo cui la presa di posizione dei piloti sarebbe stata superflua.

“La cosa migliore della giornata non è stata la manifestazione della volontà dei piloti, perché noi non dovevamo essere convinti di nulla. Pensavamo già la stessa identica cosa”.

Il CEO Dorna ha anche confermato come questa riunione dei piloti sia in realtà nata in modo quasi spontaneo e non con una precisa organizzazione.

L’incontro è nato perché i piloti hanno iniziato a recarsi presso il camion dell’IRTA. Ci hanno chiamato e abbiamo partecipato. Nessuno l’ha convocata, non è stata la Commissione Sicurezza. E’ stato un incontro estemporaneo, ci hanno chiamati e siamo andati”.

RIUNIONE PRESSO IRTA - SILVERSTONE

Ezpeleta non ha poi mostrato dubbi nell’individuare il responsabile di questo autentico fallimento.

“La colpa è chiaramente della società che ha curato il nuovo asfalto. Il circuito è stato solo una vittima di questo fallimento, loro hanno ordinato il nuovo asfalto e questo è stato realizzato male”.

Il problema emerso a Silverstone potrebbe aver insegnato qualcosa a Dorna, e lo spagnolo ha anche confermato che qualcosa in futuro cambierà.

Dobbiamo valutare se nominare qualcuno che controlli quando un circuito viene riasfaltato. Per capire, ci vorrebbe un esperto di asfalto che valuti come è stato realizzato. Non c’è una regola precisa su come deve essere fatto un asfalto e neanche la FIM ne ha una. Esiste solo una regola sulla granulosità e sulla pendenza, ma non specifica quanto bitume o quanto legante deve essere utilizzato, perché sono valori che cambiano per ogni posto”.

Ezpeleta ha anche specificato che al momento Silverstone non è fuori dal calendario, ma dovrà fare dei cambiamenti.

“Non è fuori. Se riasfalta il tracciato e supera un controllo, non lo è per niente”.

Il gran capo della Dorna ha chiuso spiegando che la vera perdita non è stata solo di natura economica.

“Il vero danno è di natura morale. Credo che Silverstone ripagherà in qualche modo i tifosi che non hanno visto niente e noi dovremo senza dubbio parlare con alcuni sponsor e inserzionisti. Ma preferisco aver cancellato un GP piuttosto che dover rimpiangere un incidente”.

 

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