MotoGP, Brivio: "Un rischio non avere le comunicazione col box"

Sul caos gomme parla il team manager Suzuki: "Sull'acqua ogni volta c'è una situazione diversa da affrontare"

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Gomme che problema! Un Gran Premio thriller quello della Repubblica Ceca, dove gli pneumatici hanno recitato ancora una volta la parte di protagonista. C’è chi ha visto la propria anteriore perdere pezzi, chi invece ha sofferto, ma alla lunga la scelta dura ha ripagato. Di sicuro, in questa prima parte di stagione, le Michelin rappresentano un grosso punto interrogativo. Anche in casa Suzuki la situazione non è stata semplice come ha evidenziato Davide Brivio.    

La sensazione iniziale era quella di una gara flag to flag. I nostri piloti hanno provato sia la morbida che la dura, nel giro di allineamento si pensava che la dura non avesse grip e la morbida fosse l’unica soluzione. Di conseguenza si è deciso di puntare sulla soft. Una volta asciugata la pista, ci sarebbe poi stato il cambio moto, però non è accaduto”.

Nel flag to flag è possibile equipaggiare la moto con gli stessi pneumatici?

“Fino a due o tre anni fa non si poteva, ora invece è possibile. Si possono quindi montare due gomme dure e ripartire. Purtroppo non avendo la comunicazione col box è difficile mettersi d’accordo, più o meno come quanto accaduto a Lorenzo. Non è semplice perché ci vuole del tempo per montare gli pneumatici e una volta rientrati in pista bisogna subito recuperare il divario, nonostante i pochi giri. Purtroppo la MotoGP non è la Formula 1”.

Ogni volta la pioggia è un’incognita.

Vero, capitano sempre situazioni diverse. Lo scorso anno, a Misano, Smith rimase in pista e finì secondo perché poi riprese a piovere. In Germania, Marquez, dopo essere uscito fuori pista ha azzeccato la strategia, mentre la dura di Crutchlow si è rivelata vincente a Brno. Noi cerchiamo sempre di imparare, ma le situazioni sono diverse”.

Non è rischioso lasciare i piloti in pista con la gomma che perde pezzi?

“È una scelta difficile, magari puoi esporre la bandiera nera o rossa. Alcuni piloti come Iannone era evidente fossero in difficoltà. Secondo me sono i piloti a doversi fermare. Quelli meno propensi al rischio, tipo Dovizioso o Lorenzo, sono subito rientrati. Gli altri  più “spericolati” hanno invece continuato. Di sicuro si è creata una situazione al limite”.    

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