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MotoGP, Valentino Rossi: Marquez, io non dimentico

"Con Lorenzo manterrò un rapporto professionale, ma con Marc saremo solo avversari"

Valentino Rossi: Marquez, io non dimentico

Il 'teaser' mandato in giro da Sky per celebrare, oggi, i 37 anni compiuti da Valentino Rossi non dice molto, oltre al fatto che il nostro vorrebbe correre ancora due stagioni, alla fine di questa.

E' normale. Sandro Donato Grosso, l'autore dell'intervista che andrà in onda oggi su Sky Sport HD (primo passaggio alle 8.30 e poi a rotazione sul canale nel corso della giornata) non ha voluto svelare quanto Rossi in realtà avesse da dire. Ed è molto.

"Per il 2016 voglio mantenere la competitività che ho avuto nelle ultime due stagione – ha confessato Vale al suo intervistatore, aggiungendo – perché è vero che l'anno passato nel finale della stagione ho perso qualche punto, ma ci sono state gare strane".

Il suo modo per ricordare quanto è accaduto, a suo avviso, da Phillip Island in poi. Ed infatti sono le parole successive a dirci cosa ha in mente.

"Io non voglio dimenticare – è la sua affermazione, dura, che non lascia aperto alcuno spiraglio ad interpretazioni – non è che perché sono passati due mesi mi è passata...ma ora inizia una nuova stagione, ci si sfida da capo, e questo è anche più bello".

Sono, questi, i due passi rivelatori di un faccia a faccia lunghissimo in cui Sky ha cucito e ricucito (fin troppo!) le scene clou del mondiale 2015. Dai funambolici sorpassi del Gran Premio di Australia, al duello ai ferri corti a Sepang, fino alla caduta di Marquez. Il momento probabilmente che Rossi non ha dimenticato.

A trentasette anni compiuti, venti di carriera, con 9 titoli mondiali contraddistinti dai duelli più avvincenti della storia contemporanea Valentino Rossi non ne dimentica solo uno: quello di Sepang. Perché pur vincendolo ha perso la sfida finale con il compagno di squadra Jorge Lorenzo.

Con lui Vale dice "manterrò un rapporto di vicinato, professionale", con Marc Marquez invece sarà molto diverso "difficile, quasi impossibile. Saremo solo avversari in pista".

Il resto, come si direbbe in una riunione di pugilato, è sottoclou.

La voglia di correre, di reinventarsi - "Non so se dall'esterno si vedrà, ma con le Michelin dovremo cambiare un po' stile di guida, ed anche il modo di affrontare l'entrata e l'uscita dalle curve, forse anche qualche traiettoria" - è scontata.

Forse un po' meno il suo confessare di avere bisogno del suo gruppo e perché.

"Sì, mi piace stare a sentire il mio gruppo. Uccio, Albi quando viene e la mia fidanzata, la Linda. Ne ho bisogno perché io sono un indeciso…".

Veramente, non si direbbe.

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