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Moto2, Morbidelli: "Voglio essere un top rider"

Il nuovo pilota del team Marc VDS parla del 2016, svelando il suo rapporto speciale con Rabat

Morbidelli: "Voglio essere un top rider"

Avrà il compito di raccogliere il testimone lasciato da un certo Tito Rabat. Un’eredità non da poco quella che attende Franco Morbidelli, nuovo alfiere del team Marc VDS. Sarà proprio il laziale il compagno di squadra di Alex Marquez, in un 2016 dove lo squadrone spagnolo vuole tornare sul gradino più alto del podio. L’infortunio a tibia e perone è ormai un lontano ricordo, tanto che il nuovo anno si preannuncia come quello del riscatto.

È stato un 2015 che ti ha messo a dura prova, però ci stati segnali importanti da cui ripartire, tra cui Indianapolis.

Quel podio è impossibile da dimenticare. Abbiamo iniziato l’anno con il piede giusto, ottenendo la continuità a cui puntavamo. La gara di Indianapolis rappresenta un traguardo che vogliamo nuovamente rincorrere. Poi purtroppo l’infortunio ci ha messo fuori dai giochi. È stato senza dubbio un grande dispiacere”.

Tra l’altro sei stato costretto ad appendere le scarpe da calcio al chiodo. Un duro colpo, dato che dicono tu abbia grandi doti col pallone.

Ho lo stile da calciatore brasiliano (scherza), il calcio è una delle mie grandi passioni e doverci rinunciare non è il massimo. Però ci concentreremo meglio sulla moto”.

Anche perché tra poco si riparte.

“Non vedo l’ora di salire in sella. Dopo il lungo inverno, i primi test saranno fondamentali per l’approccio alla Kalex. Sono in una squadra che ha grandi mezzi e ambizioni, ma soprattutto che ha saputo darmi fiducia e questo non è poco”.

In questi anni hai bruciato le tappe. Quale pensi sia il segreto di tutto ciò?

La vittoria dell’Europeo è stata senza dubbio fondamentale. Ho sempre avuto al mio fianco gente seria, che mai mi ha illuso, senza scordare l’impegno nell’allenamento. Il fatto che in queste stagioni sia riuscito ad ottenere buoni risultati è significativo, però c’è ancora tanta strada. Penso che la mia guida aggressiva sia stata d’aiuto, per questo devo essere riconoscente a Deganello”.

Sulla tua strada ci sarà un’eredità importante da raccogliere.

E’ un grande stimolo. Reputo Rabat una persona matura, la quale mi ha saputo dare diversi consigli, proprio come se fosse un fratello maggiore. Mi dispiace se qualcuno dovesse pensare ad un rapporto diverso tra di noi, quando invece c’è un bellissimo feeling”.

Con Marquez nel team si rinnova la sfida Italia-Spagna.

E’ un compagno di squadra verso cui nutro ammirazione, i suoi risultati ottenuti si commentano da soli.  Lo considero comunque un rivale come gli altri, anche se batterlo rappresenterebbe uno stimolo”.

Che obiettivo ti sei dato per questa avventura con Marc VDS?

Voglio diventare un top rider. Il passo iniziale è quello di rimanere nei primi sette, cercando di arrivare a lottare per la zona podio. Una volta che siamo lì, possiamo pensare a qualche gradino più in alto”.

La Moto2 è la categoria dove gli italiani faticano ad imporsi. Dici che cambierà qualcosa nel 2016?

Secondo me le carte di possono mischiare. Baldassarri lo scorso anno ha dimostrato un gran finale di stagione, conquistando il podio in Australia, mentre Corsi può fare affidamento su un progetto nuovo. Ci sarà inoltre il ritorno di Pasini, carico di motivazioni. Ovviamente Zarco partirà da favorito per il titolo però potrebbero esserci delle novità. Nella nostra categoria non c’è mai nulla di scontato”.

In passato sei stato indicato come il futuro delle due ruote per quanto riguarda i colori azzurri. Cosa ne pensi?

Addirittura (ride)? Sono parole che fanno piacere, però io penso solo ad andare in moto, cercando di imparare e crescere in fretta. Davanti a me c’è una strada lunga e preferisco evitare distrazioni”.

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