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SBK, Sorpresa Canepa, terzo: pagherò da bere a Rea

Il pilota di Althea scherza: “di solito non riesco a seguire Johnny, ma qui la Panigale 'privata' va forte”

Il 2015 di Niccolò Canepa ha rappresentato un’odissea ma,  buon genovese, il 59 ha saputo navigare i mari più procellosi. Dopo aver iniziato la stagione in salita con EBR prima che la squadra si ritirasse per bancarotta del Costruttore, ha trascorso una breve parentesi sulla Kawasaki del team Grillini, per poi fare ritorno alla sua “Itaca”, ovvero il team Althea con il quale aveva corso lo scorso anno nella categoria EVO. E, dopo un periodo di riadattamento alla Panigale, Canepa sta progressivamento ritrovando la giusta confidenza, tanto da chiudere le qualifiche di Jerez al terzo posto, dietro soltanto alle Kawasaki ufficiali di Sykes e Rea.

“Non sono troppo sorpreso di essermi qualificato primo su Ducati su questa pista – ha commentato Canepa a caldo – Le differenze con la moto ufficiale sono abbastanza marcate, dalle geometrie (forcellone più lungo) volte ad aumentare il grip e la durata delle gomme allo scarico che a bassi regimi da più potenza, ma su questa pista non si avvertono come in altre”.

Sulla sua strada verso la prima fila, Canepa ha anche trovato un alleato di prim’ordine.

“Ho tenuto Rea come riferimento, non era la prima volta ma di solito mi scappa sempre (ride) – ha ironizzato – Oggi invece sono riuscito a stare con lui. Gli ho già promesso una birra dopo le gare”.

Pensare che, solo un paio d’ore prima, Canepa era stato protagonista di una rovinosa caduta, che teoricamente avrebbe dovuto minarne la fiducia in sella, alla curva 7 nella FP4.

“Avevo parecchio male dappertutto, e devo innanzitutto ringraziare la squadra per il grande lavoro che hanno fatto per rimettere tutto a posto. Mi ha aiutato l’adrenalina. Gara dopo gara, sto ritrovando la velocità. Sepang a parte, che è una pista difficile sia per me che per la ducati. A Laguna Seca abbiamo avuto un problema con la frizione, altrimenti avrei potuto chiudere nei primi cinque. Il mio passo qui non è male, ma siamo tutti vicini e qui basta un errore perché ti passino in cinque”.

 




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