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MotoGP, Circuito del Galles: ancora ritardi

I lavori non potranno cominciare prima dell'autunno, è corsa contro il tempo

La travagliata storia del Circuito del Galles, che originariamente avrebbe dovuto ospitare il GP di Gran Bretagna a partire dal 2016, ha ora un nuovo capitolo che sembra spingere ulteriormente la trama lontano da un lieto fine.

Al termine dell’inchiesta pubblica (della durata di otto giorni, chiusa il 20 marzo) alla quale hanno partecipato le associazioni di agricoltori, che citano l’impatto ambientale del progetto sull’habitat della zona come motivo per fermare i lavori (che peraltro devono ancora iniziare), fondamentale per sbloccare i fondi destinati ai lavori, il Ministero ha deciso di prendere tempo e ritardare qualsiasi decisione fino all’autunno.

I lavori, già in netto ritardo, avrebbero dovuto iniziare proprio questa estate. “Abbiamo presentato il nostro caso all’Ispettorato Ambientale per liberare 250 ettari di suolo pubblico, proponendo soluzioni per mitigare l’impatto ambientale ed aumentare la percentuale del terreno che resterebbe di uso comune, trovando il consenso degli agricoltori”, ha detto Michel Carrick, CEO della Heads of The Valleys Development Company, la società incaricata dei lavori.

Non resta che aspettare il nullaosta del governo Gallese. La corsa contro il tempo era già difficile di per sé, ma partire in netto ritardo la rende quasi impossibile.

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