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MotoGP, Pedrosa: solo la moto mi darà certezze

"Essermi operato non significa avere risolto il problema". Marquez: "il dito è al 100%"

La fasciatura spunta appena da sotto la manica destra mentre Dani Pedrosa alza la mano per salutare. Sul suo visto è stampato un sorriso e, anche se è presto per dire che tutti i problemi fisici sono risolti, essere nel paddock di Le Mans è il primo successo. “Non ho visto nessuna gara, non mi piace farlo quando non ci sono anche io”, sorride lo spagnolo. Si è messo a testa bassa con l’obiettivo di risalire presto in sella e presto scoprirà se gli sforzi sono stati ripagati.

Com’è andata la riabilitazione?

Sono stato molto occupato, passando molte ore ogni giorno a lavorare. Purtroppo il recupero non è stato così veloce quanto avrei sperato, ma ora sono contento di essere qui. Avevo molte aspettative, cercavo di capire ogni minimo progresso. Quello che mi ha sorpreso e aiutato è stato il sostegno dei miei tifosi, anche per la strada mi facevano i loro auguri”.

Dopo il Qatar non sembravi convinto di operarti.

Sapevo che la soluzione al mio problema non sarebbe stata facile e che non avrei avuto sicurezze sul buon esito. Però non era più possibile continuare a correre al livello che avrei voluto. Avevo solo due scelte: o trovare una soluzione o accettare il problema. In Qatar ho capito che il fisico non mi permetteva di esprimere tutto il potenziale tecnico che avevo a disposizione”.

Hai provato ad andare in moto?

La scorsa settimana ho guidato un supermotard. Non per molto tempo e non su una pista particolarmente faticosa, ma è stato utile per capire come mi sentissi il giorno successivo”.

Qual è l’opinione dei dottori?

I medici dopo l’operazione mi hanno detto di essere felici per come ero andata, ma solo la moto potrà darmi le conferme definitive. Non mi aspetto di essere al 100% domani o domenica, penso servirà qualche Gran Premio per togliersi tutti i dubbi”.

Ti è dispiaciuto non tornare a Jerez?

Non era il momento, quella è una delle piste più dure per gli avambracci. Era più importante non prendere rischi, per fare una gara avrei potuto compromettere l’intera stagione. Le Mans è meno impegnativa dal punto di vista fisico e in quest’ultima settimana sono progredito molto”.

Sei fiducioso?

Essermi operato non significa che sia tutto a posto, bisogna prima di tutto tornare in sella e scoprire le sensazioni. Anche i medici me lo hanno detto: sono io a dovere dire loro come mi sento, per questo domani proverò senza antidolorifici”.

Pensi di potere rientrare nella corsa per il titolo?

E’ tanto tempo che non salgo in moto, dovrò capire il mio livello. Anche aiutare Marquez non sarà facile, perché significa stare davanti a tutti gli altri”.

Intanto i suoi rivali hanno tutto fatto i migliori in bocca al lupo e Dani, a iniziare da Marc, “sono felice sia per lui che per la squadra, avevamo bisogno di lui. E’ bello rivederlo in pista e penso sarà subito a un buon livello”. Il campione del mondo si è anche rimesso dall’infortunio al mignolo.

E’ solo un po’ più gonfio del solito, ma è al 100%. Soprattutto ha forza, quella che mi è mancata a Jerez”.

Le Mans è una pista speciale per te.

Sei anni fa qui feci la mia prima pole position ed è dove conquistai anche la prima vittoria in Moto2. Se devo essere sincero, non è un circuito che mi piaccia troppo ma di solito vado bene. Cercherò di fare lo stesso anche quest’anno, sono pronto.

Sei costretto a rincorrere in campionato.

“Lo scorso anno ero arrivato in una posizione completamente diversa, ma rimangono ancora 14 gare da disputare. Devo solo continuare come ho fatto fino ad ora”.

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