Tu sei qui

MotoGP, Marc Marquez: dall'ospedale al podio

"Il dito non è una scusa, Lorenzo era più forte. Lottare da solo contro alle Yamaha non è un problema"

Ieri aveva usato parole come “accontentarsi” ma nessuno gli aveva creduto e non a torto. Marquez non ha pensato troppo al dito fratturato appena una settimana fa e non ha giocato neppure di rimessa a Jerez. Anzi, prima ha cercato di attaccarsi subito a Lorenzo e tenergli la coda, poi ha risposto a Rossi quando ha cercato di avvicinarlo. Il risultato è un secondo posto che vale oro e tutto sommato non recrimina troppo sulla vittoria mancata.

Sei partito benissimo.

Sì e mi sono messo dietro a Lorenzo e ho provato a non farlo fuggire. Mi sentivo bene, avrei voluto a provare a vincere ma dopo qualche giro alle spalle di Jorge e dopo avere visto come guidava ho capito che questa era la sua giornata. Il dito non è una scusa: oggi lui era più veloce”.

L’infortunio non ti ha limitato?

Il problema non è stato tanto il dito, anche se mi provocava un po’ di disturbo in accelerazione e frenata. Piuttosto ho dovuto forzare molto sul braccio destro, dopo 6 o 7 giri ho incominciato ad avvertire fastidio e a metà gara mi faceva male. Per assurdo soffrivo molto in rettilineo, quando dovevo fare forza per limitare la tendenza all’impennata”.

A un certo punto Rossi sembrava poterti riprendere.

Mi ero rilassato per qualche giro, per non sforzare troppo il braccio. Anch’io ho pensato che potesse finire come in Argentina ma ho ricominciato a spingere e sono riuscito a non farlo avvicinare”.

Un bilancio completamente positivo?

Sono felice, una settimana fa ero in ospedale e oggi sono sul secondo gradino del podio. Non solo, arrivando davanti a Valentino gli ho recuperato anche punti in classifica”.

Tu e Rossi vi siete anche abbracciati in parco chiuso.

Ve l’avevo detto: i nostri rapporti non sono cambiati. Quello che succede in pista rimane lì”.

Dovrai vedertela contro lui e Lorenzo da solo, Aoyama non è di aiuto per il campionato. È un problema?

Per me no, alla fine anche quando si ha un compagno di squadra ognuno lavora solo per sé. Può essere un limite per la Honda, che ha meno informazioni ma Dani tornerà presto”.

Se Pedrosa dovesse tardare, un pilota come Stoner al tuo fianco potrebbe aiutarti?

Non è decisione che mi riguardi e comunque penso che Aoyama sta facendo un buon lavoro. Sono io a dovere migliorare”.

C’è qualcosa in particolare che non ti soddisfa?

Abbiamo qualche problema nella parte posteriore della moto, nel giro secco non ci limita ma in gara sì. Abbiamo già qualche idea su come potremmo risolverlo, ma in questo settimana non abbiamo potuto provarle a causa delle mie condizioni fisiche”.

Domani proverai nei test?

No, preferisco prepararmi nel migliore dei modi per il GP di Le Mans senza prendere rischi inutili”.

Categoria: 

Articoli che potrebbero interessarti