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MotoGP, Suppo: la strategia di Marquez era giusta

LA DIFESA "Marc aveva il potenziale per vincere i primi tre GP, ne ha vinto solo uno. Lui non si arrende mai".

C'è stata una lunga riunione, dopo il Gran Premio di Argentina fra Marc Marquez, Shuhei Nakamoto e Livio Suppo. Non è difficile immaginare cosa si siano detti, anche se all'esterno nulla è trapelato.

Il pilota spagnolo ha accettato il verdetto della pista senza dimenticarsi di ricordare, per l'ennesima volta, che Rossi era il suo idolo, lo è ancora e che da lui c'è sempre da imparare. Ma quando ha parlato la sua voce è stata meno brillante del solito.

Del resto quando si devono mandare giù dei bocconi amari è sempre difficile, se questi poi vanno in diretta TV restano sullo stomaco.

C'è da dire però che Marquez non è caduto nella trappola di lamentarsi dei due contatti duri con Valentino - peraltro da entrambi in un certo senso voluti e cercati - anche se il suo "c'è poco da spiegare, si è visto tutto in televisione" può apparire ambiguo.

Livio Suppo però è chiaro sull'argomento.

"Cosa vuoi che ti dica, queste sono le corse - ha detto ieri subito dopo il Gran Premio, ancora a caldo - Vale è stato l'unico a far lavorare bene l'extra dura, dunque io non penso che noi abbiamo sbagliato la scelta della gomma. Sapevamo che Rossi sarebbe stato molto competitivo e ce la saremmo potuta giocare fino alla fine. Così è stato poi c'è stato il contatto, è andata così…".

Non una parola di critica nei confronti di Marquez che, se vogliamo, è caduto nella trappola del "tutto per tutto" tesagli da Rossi.

"I campioni sono così - è la pronta risposta del team principal dell'HRC - Marc sapeva che poteva giocarsi la vittoria fino alla fine. Non doveva farlo scappare, ci ha provato in tutti i modi e questa volta gli è andata male ma non mi sento di dire che ha fatto un errore".

La realtà però è che lo ha fatto: 20 punti sono meglio di zero. Anche in questo caso però Livio giustifica Magic Marc.

"Sono piloti che danno sempre tutto, il bello di avere piloti così è questo - spiega, ed è difficile dargli torto quando conclude - Poi ci lamentiamo dello spettacolo, certo c'è più rischio…".

Non finisce la frase. Quando gli chiediamo però cosa ne pensa del contatto, se ci può stare fra i due un concorso di colpa, Suppo come Marquez si limita ad invitare tutti a guardare le immagini televisive. Che dicono tutto, ma anche niente. Come sempre, il diavolo sta nei dettagli.

"In TV si vede bene, Vale si gira, guarda dov'è Marc e…l'altro cade. Ma questo non voglio nemmeno dirlo è lapalissiano. Come ha detto Marc da Vale c'è sempre da imparare. Non c'è polemica".

Intanto però potrebbe esserci un po' di strategia da mettere in campo. La Honda al momento schiera una squadra zoppa.

"So che dottor Villamor ha detto che le cose stanno andando molto bene per Dani Pedrosa - ci informa il manager torinese - lui dice  che per Jerez Dani potrebbe essere pronto. Noi però aspetteremo sino all'ultimo momento perché la nostra priorità è che Pedrosa rientri senza il minimo rischio. Non vogliamo creargli complicazioni, tanto due gare le ha saltate. Non vogliamo che abbia ricadute. Non abbiamo fretta".

Il contatto fra Marc Marquez e Valentino RossiDopo il Texas e la scoperta che Casey Stoner avrebbe voluto correre, nel paddock ha cominciato ad agitarsi lo spettro di Casey Stoner. In molti vorrebbero rivederlo in pista e pensano che sarebbe un ottimo alleato per Marc Marquez, più di quanto non possa esserlo Pedrosa. Fra questi il manager genovese Carlo Pernat.

"Carletto può dire quello che vuole e pensa, va bene, io sono però convito che credere che Casey possa tornare e dare fastidio a Valentino, nello stato di forma in cui Rossi è, con tutto il rispetto per Stoner, in questo momento non esiste. Rossi sta mettendo pressione a Marquez, ha suonato Jorge come un tamburo, alla prima gara il casco, al secondo l'influenza, ma in Argentina che problemi ha avuto? Non lo so. So però che non è Stoner la risposta".

Non lo è perché come mai prima il pesarese della Yamaha sta facendo il Fenomeno.

"Vale è in uno stato di forma notevole, bisogna fargli veramente i complimenti perché essere così a 36 anni…", non finisce ancora una volta la frase Suppo. Rossi del resto per la Honda è un incubo da fine 2003. Da quando cioè lasciò la casa dell'ala dorata per imboccare la sua strada. Una via che sposta l'attenzione motocentrica dell'HRC, a quella Rossicentrica della Yamaha.

"In campionato ci sono ancora 15 gare, Marc aveva il potenziale per vincerle tutte e tre e ne ha vinte una sola - prosegue la sua analisi Livio Suppo - Va bene, capita. Ci sono degli anni in cui ti gira tutto bene ed altri in cui è il contrario. Il pacchetto pilota-moto che abbiamo, Marc e la RC213V è comunque fortissimo. Quando Dani sarà in forma lo aiuterà a portare via punti agli altri. Bisogna solo lavorare a testa bassa ed essere positivi. Per il momento è inutile recriminare su ciò che è successo in Qatar o in Argentina. Nel 2014 andava tutto bene, in questo inizio di anno no, ma questa è la vita non solo le corse".

Un momento nero a tutto tondo. Nemmeno il rimpiazzo, Hiroshi Aoyama ha concluso la corsa, travolto da una staccata crudele di Danilo Petrucci.

"Petrucci si è preso anche un punto di penalità che poco importa - ricorda Suppo -  Hiro stava facendo una gara assolutamente decorosa, per questo la giornata è assolutamente da dimenticare. Non c'è però alcuna polemica da fare: sono le corse. Vale ha 20 anni di esperienza ed è stato molto bravo. Soprattutto a far funzionare le gomme perché Jorge con la stessa combinazione ha preso 10 secondi. La nostra strategia dunque era giusta perché fra i primi quattro tre avevano le gomme di Marc e se Marc non fosse caduto sarebbero stati quattro dei primi cinque. Dunque chapeau a Valentino, è stato l'unico a far funzionare le extra dure, gli altri non ne sono stati capaci".

 

 

 

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