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Dal Giappone quattro R NineT speciali

Quattro appassioanti del Sol Levante hanno svelato le proprie proposte artigianali al BMW Motorrad Days Japan

Dal Giappone quattro R NineT speciali

La R NineT è una di quelle moto che recano con se un'anima speciale. Non nascono principalmente da ragioni di marketing, non puntano a insidiarsi in una fascia di mercato, ne brilla per il grandissimo apporto tecnologico.

No, la R NineT è una moto che fa della purezza il proprio credo. E' un cavallo di razza, che vuole e deve essere accettato per quello che è. Non ha il controllo di trazione, ha un motore duro e crudo, una ciclistica equilibrata ma comunque netta, vecchio stampo.

Leggenda narra che la sua idea sia stata battezzata all'interno di un garage. Vive del suo romanticismo e, anzi, se ne alimenta. Già, perchè è proprio il romanticismo, l'amore per quel senso di libertà fatto di cavalli che ne decretano la propria unicità, ben rappresentato da elementi di spicco, come il serbatoio in alluminio con le saldature fatte a mano, o dalla sua estrema verstatilità estetica data dal concetto di customizzazione.

Nuda e cruda, come una riproposizione in chiave rock di un classico come The Ecstasy of Gold. Così l'avevamo definita durante la nostra prova sulle strade che contornavano Montecarlo. Oggi, quel concetto è stato portato al suo stato dell'arte. Il compimento della volontà embrionale del proprio ideatore è giunto a maturazione. Durante l'ultima edizione dei BMW Motorrad Days Japan, tutti gli appassionati del marchio dell'Elica hanno potuto ammirare quattro special realizzate proprio sulla base della R NineT.

Una sfida, una scommessa quella a cui sono andati incontro Go Takamine, Kaichiroh Kurosu, Shiro Nakajima ed Hideya Togashi: 200 giorni per preparare la propria versione estremamente personale della roadster tedesca.

Quattro gioielli unici nati secondo le proprie ispirazioni. L'interpretazione di Go Takamine si basa sullo stile delle moto traker, con un esemplare filante, agile, celebrato da numerose cromature ed una colorazione estremamente efficace. Assente il paragango anteriore, questa moto mostra una ciclistica estremamente elaborata, grazie anche al montaggio di una forcella Ceriani. Un ponte tra passato e futuro, che passa attraverso una moto estremamente moderna, ma dall'aspetto tipicamente vintage.

La seconda "creatura" è anch'essa figlia di un'idea, di un sogno, non dissimile: la perfetta alchimia tra moderno ed antico, tra una tecnologia dei giorni nostri ed uno stile che si rifa alla storia del marchio dell'elica. Una moto che trae ispirazione dalla BMW R7 del 1934, nonostante il design e l'impressione generale sia alquanto futuristica: " queste le parole del creatore che ha poi proseguito: "Ho cercato di immaginare come potrebbe essere una BMW tra dieci anni. La mia Highway Fighter, non sarà mai vecchia, ne anacronistica: sarebbe attuale anche se al posto del Boxer monterà un motore elettrico".

Opposta l'idea che ha fatto da filo di Arianna per quanto concerne la Clubman Racer di Shiro Nakajima che ha puntato principalmente alla ricerca della pulizia di guida, sia in strada che in pista. Una interpretazione che ha fatto della ricerca sulla funzionalità e la leggerezza il proprio credo: "Volevo creare qualcosa di più sportivo di una semplice cafè racer. Non ho pensato ad una moto da bar, ma ho puntato a qualcosa con cui potersi divertire in pista. Proprio per questo ho voluto alleggerirla il più possibile".

Ultima ma non ultima la Boxer di Hideya Togashi, che ha puntato ad un design sportivo decisamente classico, che ricorda molto da vicino le moto da corsa degli anni settanta. Infine, ecco spuntare un serbatoio in alluminio estremamente sottile.

Tra i tanti appassionati che hanno potuto mirare queste quattro custom, era presente anche Ola Stenegard, designer della R NineT: "Sono rimasto estremamente impressionato. Avevo molte aspettative riguardo le personalizzazioni di questa moto, ed avevo molte aspettative su questi quattro creatori, considerando che stiamo parlando di quattro tra i migliori customizer del mondo. Ogni moto rispetta lo spirito del proprio creatore. Quello che hanno fatto però è andato al di là di ogni mia aspettativa: è un qualcosa di stupefacente. Le idee e le soluzioni che hanno sperimentato sono incredibili, meravigliose, così come i dettagli.

Siamo stati per ore a parlare di queste opere, considerando come sia anch'io appassionato di customizzazione della propria moto. Abbiamo parlato per ore delle tecniche di saldature dell'alluminio, cosi come della rifinitura dei metalli. Il Giappone ha una grande cultura del mondo custom ed è qualcosa di affascinante. I loro lavori sono stati fonte di grande ispirazione"


GALLERY SPECIAL R NINE T

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