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MotoGP, Valentino Rossi: correrò fino a 40 anni

Il futuro, Lorenzo, Marquez, l'elettronica, il 9 volte iridato si confessa: "oggi meno pressione"

La terza posizione nel mondiale, alle spalle delle due Honda di Marquez e Pedrosa, con quattro secondi posti e un terzo, non è certo un risultato che possa soddisfare Valentino Rossi…che non è intenzionato a fermarsi qui.

In una recente intervista al collega americano Dennis Noyes il pesarese ha infatti confessato di essere pronto ad andare avanti molto a lungo.

Eccone un breve estratto:

IN PISTA FINO A 40 ANNI - "L'anno scorso avevo detto che avrei deciso entro sei gare sul mio futuro ed infatti mi sono convinto di proseguire fin dai test invernali - ha detto Rossi - mi sentivo bene e più veloce che nel passato. La differenza oggi è che ci sono avversari molto competitivi, ma ha ragione Kenny Roberts, finché ci si diverte si può correre e per quanto riguarda l'età penso che potrei continuare fino a 40 anni".

Dal 2004, l'anno del suo primo titolo con la Yamaha ad oggi sono passati però dieci anni che non possono non aver cambiato nulla.

DA GIOVANE VOLEVO DIMOSTRARE - "Certo, dieci anni fa dovevo dimostrare di più, ero più affamato e sotto pressione - ha confessato Valentino - ora che già dimostrato tutto sono più rilassato, ma in questo sport non bisogna mai esserlo troppo: sarebbe pericoloso".

Una bella fortuna dunque avere in squadra un pilota competitivo come Lorenzo.

LORENZO, IL MIO RIVALE N°1 - "Sì, Stoner e Jorge sono stati i miei più grandi rivali, ma Lorenzo di più perché corriamo per la stessa casa, con la medesima moto".

Il numero uno, però, oggi è Marc Marquez.

MARQUEZ AVREBBE PROBLEMI CON YAMAHA - "Marc ha fatto un passo in avanti - è l'analisi di Rossi - è concentrato, determinato, fortissimo in frenata ed in entrata di curva. E' l'unico capace di usare tutta la potenza della Honda entrando in derapata. Sfortunatamente con la Yamaha ciò è impossibile, con la mia moto avrebbe problemi a mantenere lo stesso stile di guida".

Forse è per metterlo alla prova, dunque, che Valentino Rossi ha invitato Marquez sulla sua pista da dirt, a Tavullia. Un incontro che potrebbe avvenire prima del GP di Misano.

MARC AL RANCH, MA EMILIO NON VUOLE - "E' vero l'ho invitato - ha rivelato Vale - ma Emilio Alzamora non è troppo contento perché dice che poi ci metteremo a fare una gara e sarebbe pericoloso!".

La sicurezza è sempre stata fra le priorità di Rossi e per questo motivo gli piacerebbe una MotoGP leggermente diversa.

TOGLIAMO L'ELETTRONICA INUTILE - "Attualmente il 30% dell'elettronica evita gli highside e le perdite di controllo del passato, ma il restante 70% serve ad incrementare le prestazioni. Mi piacerebbe togliere questo 70 e lasciare il 30 per la sicurezza. Bisognerebbe inoltre diminuire la velocità massima: andare a 350 Km/h non serve a noi e non cambia nulla per il pubblico ma con trenta chilometri in meno in fondo al rettilineo le gare sarebbero più combattute perché i sorpassi sarebbero più semplici e frequenti".

Dal 1996, anno del suo debutto, ne è passato di tempo. E' cambiato quasi tutto e ci si domanda quali siano oggi le sue motivazioni.

"C'è stata una rivoluzione, soprattutto nella classe regina. I freni, le gomme, l'elettronica. ora l'erogazione della potenza è più morbida e si può aprire il gas con più fiducia. Ma ciò che è più importante è ciò che ho raggiunto, la popolarità. E' bello avere il supporto di così tanti tifosi in tutto il mondo. Sono loro che mi spingono a continuare".

 

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