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MotoGP, Bradl e Bautista sotto esame Honda

Le prestazioni di entrambi sono sotto le aspettative e altri giovani premono alle porte

Mentre Dani Pedrosa sfoglia la margherita e (apparentemente) la Honda parrebbe decisa a tenerlo nonostante in nove anni di militanza in HRC non abbia fatto meglio di tre secondi posti nel mondiale, sono in dubbio anche Stefan Bradl e Alvaro Bautista.

I due piloti di Lucio Cecchinello e Fausto Gresini, infatti, sono lontani dagli standard di prestazioni che il colosso giapponese si sarebbe aspettato.

Con Marquez, Lorenzo, Pedrosa e Rossi una spanna sopra tutti gli altri la casa di Tokyo si attendeva sì quarti e quinti posti, ma con distacchi contenuti dai primi. Ed invece il solo Alvaro può vantare un podio, un 3° posto, a Le Mans con un distacco contenuto in poco più di tre secondi.

Bradl ha fatto 4° ad Austin, in Texas, ma staccato di oltre 22 secondi dal vincitore.

La tabella (sotto a destra) è esplicativa, ed anche impietosa, alla guida di una moto competitiva come la RC213V il tedesco e lo spagnolo hanno, per il momento, deluso. Ed anche se non crediamo che le moto satelliti siano uguali a quelle dell'HRC, perlomeno nelle infinite possibilità date dai controlli elettronici, pure i risultati di Bradl e Bautista rimangono al di sotto delle aspettative.

In prospettiva hanno fatto meglio, fra i giovani, sia Pol Espargarò con la Yamaha M1 del team Tech 3 che il fratello Aleix, che infatti ha chiesto alla casa di Iwata una moto completamente ufficiale per il 2015.

L'impressione, a questo punto, è che l'HRC voglia fare un po' di pulizia e favorire la crescita di altri giovani, anche perché è impaurita che un fenomeno come Marquez, che ha firmato per due stagioni, possa decidere alla fine del prossimo biennio di accettare altre sfide.

Nel mirino di Shuhei Nakamoto ci sono il giovane Jack Miller, Tito Rabat e Maverick Vinales.

Recentemente si era sparsa la voce che a Miller fosse stato offerto direttamente di passare alla MotoGP, ma Livio Suppo ha smentito.

"E' un pilota che ci interessa, ma farlo passare direttamente dalla Moto3 alla MotoGP mi sembra eccessivo", ha detto il manager torinese.

La voce, però, era forte e circostanziata.

Inutile domandarsi cosa vorrebbero fare i due team manager che hanno in mano la patata bollente.

Cecchinello ha detto più volte di voler tenere Stefan Bradl (che peraltro gode di un forte appoggio dalla Red Bull), mentre per Fausto Gresini, impegnato con le sue squadre in tutte e tre le cilindrate, è un po' presto per prendere decisioni che, in ogni caso, saranno fortemente influenzate da quelle della Honda.

L'HRC, così come la Yamaha, più che una influenza sulle sue squadre satellite, ha un vero e proprio imperio.

Resta comunque sul piatto il problema: due piloti su ottime moto al momento un po' al di sotto delle aspettative. E non parliamo di risultati, bensì di distacchi. I tecnici ragionano con le cifre, non con le posizioni. Ma anche queste ultime non sono esaltanti: Stefan è 8° in campionato con 50 punti, Alvaro 11° con 34.

 

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