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MotoGP, Nakamoto: Yamaha non è nello spirito Open

"Lorenzo ci interessa, è uno dei migliori piloti. Potrebbe stare in squadra con Marquez"

Shuhei Nakamoto oggi ha dimostrato di essere un ottimo slalomista, schivando con abilità tutte le domande sulla – per ora – scarsa competitività della Honda Open. Il confronto con la cugina Yamaha è impietoso, con Aleix Espargaró al quarto posto e Hayden, migliore delle RCV1000R, distante quasi un secondo e mezzo, che sfiorano i due da Marquez. “La Yamaha Open è la moto Factory dello scorso anno, almeno da quello che vedo dall’esterno”, l’opinione del vicepresidente esecutivo HRC.

Una visione comune a quella di Suppo e anche di molti nel paddock. “Noi abbiamo scelto un approccio diverso – continua il manager giapponese – Per contenere il prezzo in un milione 200mila euro abbiamo dovuto fare a meno delle distribuzione a valvole pneumatiche, del cambio seamless e usiamo sospensioni diverse. Altre parti invece sono comuni con la Factory, come il telaio. Inoltre non diamo in leasing la nostra moto, la vendiamo”. Yamaha non ha fatto niente di irregolare, semplicemente “la vera filosofia della classe Open mi sembra la nostra. Forse avremmo dovuto leggere meglio il regolamento”, scherza.

A Tokyo avrebbero potuto anche decidere di dare in leasing le moto dell’anno precedente, “e sarebbe stato più facile – aggiunge – Avremmo risparmiato sullo sviluppo. Ma ripeto, il nostro approccio è diverso. Inoltre non vogliamo dare all’esterno la tecnologia che usiamo sulle nostre moto”. Le prestazioni però non sono al livello della concorrenza. “La nostra moto non è facile da guidare, è molto corta, la Yamaha più facile grazie alla sua velocità in curva – spiega Nakamoto – Tutti i piloti, escluso Marquez, hanno dovuto fare un anno di apprendistato prima di interpretarla al meglio e fare l’ultimo step di prestazioni. I nostri tester su questa pista con la Factorry sono stati più veloci di un secondo rispetto alla Open”.

Shuhei NakamotoQuesto non significa che la RC1000R non verrà sviluppata nel corso della stagione. “Quando ci saranno aggiornamenti di motore li introdurremo nella normale rotazione – afferma – Mentre interventi più radicali, come un nuovo telaio per esempio, avranno un costo”. L’introduzione della distribuzione a valvole pneumatiche però è esclusa, “per quella serve un diverso telaio, c’è bisogno di posto per la bombola del gas”, la spiegazione.

Il programma non è però ancora deciso. “Raccoglieremo i dati dei test e tutte le opinioni dei piloti, poi lo stileremo”. Comunque Nakamoto non pensa che i punti deboli siano potenza ed accelerazione. “La differenza di percorrenza del rettilineo personale tra Factory e Open è di un decimo e mezzo, fanno tre al giro contando anche quello opposto – afferma – Inoltre anche le ufficiali hanno un limite in accelerazione, dato dai limiti delle gomme. Penso che Hayden abbia grossi margini di miglioramento anche solo migliorando il setup”.

La Open nella visione della Dorna dovrà essere il futuro della MotoGP, “appunto, è una loro idea” ribatte il manager. Honda è contraria: “parlo per l’azienda non dal punto di vista personale. Per noi lo sviluppo è essenziale, se non c’è possibilità faremo a meno delle corse. Non parlo solo dell’elettronica, ma anche dei motori contingentati e della limitazione dei consumi. Gli ingegneri non devono solo progettare un gran motore ora, ma con dei paletti importanti”.

A Nakamoto non è andata giù neanche l’introduzione della centralina Marelli per le moto Factory. “E’ come cambiare sistema operativo sul computer, i costi per tradurre tutto sono incredibili – non usa mezzi giri di parole – La nostra vecchia centralina era più piccola e più economica, questa costa il 50% in più”.

Il manager si rilassa invece parlando del prossimo anno e della possibilità di strappare Lorenzo alla Yamaha. “Certo che siamo interessati a Jorge, è normale parlando di uno dei migliori piloti e in squadra non abbiamo mai avuto una prima e una seconda guida”, poi aggiunge scherzando: “se si accontenta di un ingaggio di cento euro possiamo firmare anche adesso”. Poi usa l’ironia anche per il rinnovo di Marquez: “certo che vogliamo tenerlo. A qualunque costo? Beh, questo no”, conclude con una risata.

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