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MotoGP, Sepang: Pedrosa vince, Marquez allunga

Lorenzo duella con Marc ma è terzo a -43. Quarto posto per Rossi, Dovi 8º

Dopo nove gare di digiuno (mancava il successo da Le Mans), Dani Pedrosa è tornato sul gradino più alto del podio della MotoGP a Sepang con la più classica delle gare in solitario dopo una partenza al fulmicotone dalla seconda fila. A dare spettacolo ci hanno pensato Marc Marquez e Jorge Lorenzo, rispettivamente secondo e terzo al traguardo, protagonisti di un duello all'ultimo centimetro (e forse oltre) nella prima parte di gara, prima che le M1 accusassero un calo.

Con questo risultato, il vantaggio di Marquez su Lorenzo in classifica sale a 43 punti (54 su Pedrosa). Ennesimo quarto posto per Rossi, a quattro secondi dal compagno di squadra, seguito da Bautista e Crutchlow. Ottavo Dovizioso. A punti anche Corti, 13º.

"È stato un fine settimana fantastico, sono sempre andato veloce – ha dichiarato PedrosaIn gara pensavo ci sarebbe stata più lotta, ma ho approfittato dell'opportunità per andare al comando. Peccato per Aragon, perché potevo vincere anche lì".

"Sono contento, è un secondo posto che vale una vittoria – le parole di MarquezHo fatto una battaglia molto divertente con Jorge, ma Dani stava andando via. Quando sono riuscito a mettermi al secondo posto, era troppo lontano per andarlo a prendere. Non ho voluto rischiare".

"Ho provato la fuga ma perdevo troppo in staccata, poi con il calo della gomma ho cominciato a perdere anche in accelerazione e c'è stato poco da fare – ha detto LorenzoHo provato a lottare con Marc, togliergli la concentrazione, ma oggi non potevo fare di più".

LA CRONACA – Lorenzo si porta in testa con una grande staccata davanti Pedrosa, Marquez, Rossi e Bautista. Rossi e Marquez cominciano immediatamente la bagarre, con l'italiano che passa in staccata salvo venire immediatamente scavalcato all'esterno a causa di una leggera incertezza in accelerazione. Anche Pedrosa si fa vedere da Lorenzo, che nei primi giri non riesce ad andare in fuga. I primi cinque sono racchiusi in un secondo, più attardate le Ducati, con Dovizioso ottavo davanti a Hayden e Iannone.

Il passo al vertice è di 2'01 alto, con i piloti che sembrano preferire studiarsi a vicenda piuttosto che ostacolarsi e favorire il rientro del gruppo. Crutchlow comanda gli inseguitori a due secondi di distacco, mentre Edwards sconta un ride-through per partenza anticipata.

Pedrosa rompe gli indugi dopo quattro giri, passando Lorenzo in scia nel rettilineo dietro ai box. Ci prova subito anche Marquez, che incrocia le traiettorie con il maiorchino nelle curve successive, ed è costretto momentaneamente a desistere. I due rivali hanno qualche conto extra da regolare, e Lorenzo non lesina un'entrata aggressiva, sfiorando le carene del rookie pur di tenere la seconda posizione. È un duello da cineteca, ma il ritmo rimane invariato: Pedrosa non scappa, ma Rossi fatica a restare incollato al trio spagnolo. Più indietro, le Ducati di Iannone ed Hayden accusano problemi tecnici in rapida successione.

A metà gara, le Yamaha accusano un calo netto. Anche Lorenzo, che ora gira in 2'02 medio, è costretto a cedere il passo a Marquez. Pedrosa ha un secondo e mezzo di vantaggio, e stampa un 2'01.4 così come Marquez. I primi quattro procedono sgranati, con circa due secondi a separare ciascuno. Solo Marquez può prendere il compagno di squadra, ma la classifica attuale lo porterebbe a + 43 su Lorenzo, quindi si può permettere di amministrare. Anche Rossi, girando su tempi fotocopia con Lorenzo (2'02.5), non si avvicina.

Posizioni invariate sul finale, con tempi sul giro progressivamente più alti. L'unica battaglia è quella tra Crutchlow e Bautista per la quinta posizione, vinta da quest'ultimo. Sul podio vanno Pedrosa, Marquez e Lorenzo. Quarto posto per Rossi, che percorre il giro d'onore sventolando una bandiera dedicata all'amico scomparso Marco Simoncelli.


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