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Mugello: Iannone si improvvisa Dottore

"Ho tolto da solo i punti ma spero di prendere quelli buoni in gara". Spies: "Manca il ritmo"

Il team Ducati Pramac, sfortunatamente al centro dell'attenzione mediatica più per il bollettino medico che per i risultati in questo inizio di stagione, si presenta al Mugello al gran completo ed in miglior salute. Ben Spies è finalmente pronto a tornare in sella alla Desmosedici dopo la pausa forzata di Jerez e Le Mans a causa del riacutizzarsi dei problemi alla spalla, mentre migliorano le condizioni di Andrea Iannone, si prepara a lottare ancora contro braccio e gamba infortunati in prova a Jerez con un casco speciale (nella grafica, un simpatico siparietto tra Paolo Beltramo ed il Dottor Costa sulle condizioni del pilota).

"Dopo Le Mans la situazione dovrebbe essere migliorata – ha detto il pilota di Vasto – Ho tolto definitivamente i punti al braccio ed al ginocchio, che in gara erano saltati causando più danni di quanti già ne avessi. Questa settimana insieme al Dottor Costa abbiamo deciso di non rimetterli per consentirmi di allenarmi. Sono riuscito a fare un po' di corsa, bici, e piegamenti al ginocchio".

Qual è la situazione esattamente?

"La ferita è ancora aperta. Non è guarita ma non fa male, al contrario di quanto successo in Francia. Non sono più andato dal Dottor Mir, mi sono tolto le graffette da solo con la pinza su istruzioni del Dottor Costa. I punti buoni però spero di prenderli in gara. L'anno scorso ho fatto un bel lavoro con tre giorni di test insieme a Preziosi, e posso usarlo come una buona base da aggiungere all'esperienza accumulata in queste prime gare".

In Moto2 lo scorso anno hai vinto. Quest'anno cosa ti aspetti?

"Mi aspetto qualcosa in più rispetto alle prime gare. Peccato non aver provato gli aggiornamenti nei test di Le Mans, ma la moto è sostanzialmente la stessa. Invece proverò la GP13 'lab' nei prossimi giorni. Questa, stando a Dovizioso e Hayden, non sarebbe troppo differente. Però spero che lo sia, perché anche visivamente lo è rispetto a quella che guidiamo adesso, e serve una differenza in meglio. È quello per cui tutti stiamo lavorando".

Ormai le "evoluzioni" non si contano più… Con che moto hai girato esattamente su questa pista?

"L'anno scorso ho provato la moto attuale, e poi quella con cui fecero la gara Valentino e Hayden, che era più 'vecchia'. Con quella ho fatto il mio miglior tempo su questa pista. Poi però nei test successivi mi era piaciuta di più la versione attuale, cosa confermata da Andrea e Nicky a Sepang, per cui ho continuato a correre con la seconda versione, che è la prima che ho provato. Cambia solo la distribuzione dei pesi, motore e telaio sono identici".

Nonostante i diversi prototipi portati in pista, il gap dai primi resta importante. Perché secondo te?

"Non è facile arrivare a raggiungere Honda e Yamaha. Una distribuzione dei pesi può cambiare tantissimo le sensazioni, mentre altre volte cambi più radicali non producono niente. Siamo sempre al limite, ed anche gli ingegneri fanno fatica".

Non al 100%, ma si spera vicino, nemmeno Ben Spies. Dopo la caduta di Sepang lo scorso anno e la conseguente operazione alla spalla, il rientro alle competizioni dell'americano si è rivelato più difficoltoso del previsto.

"Nelle ultime cinque settimane ho fatto riabilitazione cinque volte a settimane, dalle due alle cinque ore al giorno – ha detto "Texas Terror"Ho dovuto lasciare che i muscoli del petto guarissero dopo i problemi di Austin, e poi ho cercato di rinforzare quelli della spalla per non compensare con altri, cosa che ha creato i problemi in Texas".

Come ti senti, fisicamente e psicologicamente?

"È sempre difficile guardare le corse dal divano e fare tanta riabilitazione. Vengo da settimane difficili a casa, ma spero che paghino presto i dividendi. È dura capire il livello prima di salire in moto. Non ho dolore nei movimenti quotidiani, ma guidare una MotoGP è un'altra cosa. Ci vorranno un paio di giorni per riprendere i riferimenti, ma i dolori di inizio stagione dovrebbero essere un lontano ricordo".

Preferiresti pista asciutta o bagnata?

"La pioggia sarebbe un aiuto, perché è meno fisico guidare. Ma preferirei provare sull'asciutto per capire veramente a che punto sono. Dopo l'operazione i muscoli si sono atrofizzati ed ero molto indietro con la preparazione fisica. Ho cominciato la stagione molto più debole che in passato, creando altri infortuni".

Quali sono i tuoi obiettivi per questo fine settimana?

"Spero soprattutto di guidare bene. L'unica cosa che mi manca è il ritmo di gara. Abbiamo saltato i test, quindi siamo un po' di rincorsa, ma il mio obiettivo è riprendere le sensazioni sulla moto a queste velocità e tornare a correre".

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