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Bautista: ho vinto insieme a Maria

Alvaro 'maestro' e talent scout di Herrera, prima donna a vincere una gara del CEV

Alvaro Bautista ha iniziato la sua trasferta in Italia con qualche giorno di anticipo e prima di arrivare al Mugello ha fatto tappa a Verona. L’occasione è stata il festeggiamento del decennale della collaborazione tra Berner, multinazionale che si occupa di prodotti per edilizia, industria e autotrasporti, e il team Gresini. Lo spagnolo è parso rilassato e carico al punto giusto per il GP italiano. Anche perché una ‘vittoria’ Alvaro l’ha conquistata, seppur indirettamente, la scorsa domenica.

Oltre a fare il pilota sei anche un ottimo talent scout. Maria Herrera, che ha vinto la gara di Moto3 del CEV, è una tua ‘allieva’.

Ci alleniamo insieme, lei è la figlia del proprietario della pista di minimoto dove ho incominciato a correre da piccolo. Siamo amici e giriamo spesso insieme, con anche altri due giovani piloti, sulla moto da cross o supermotard. Lei è bravissima, in gara ha girato in tempi più bassi di quanto fatto nel mondiale”.

Come l’hai aiutata?

L’avevo segnalata ad Alzamora, perché sapevo che andava forte. È un po’ come me, è un pilota che vuole capire ogni cosa, non va forte ‘per caso’, perché fa un giro a vita persa. Emilio gli ha offerto un’occasione e il suo talento ha fatto il resto”.

Dov’eri quando ha vinto?

Stavo commentando la gara per la tv spagnola e per tutto il tempo ho cercato di essere il più imparziale possibile, anche se non è stato facile (ride). Poi all’ultimo giro non c’è l’ho più fatta, è stato un arrivo in volata e lì ho fatto il tifo per lei. Forse la vedrete come wild card nel mondiale già quest’anno, non penso a Barcellona, più facilmente ad Aragon”.

Alvaro Bautista, Fausto Gresini e Massimo Rossi, AD di BernerGresini ha detto che il GP del Mugello era stato il peggiore di tutta la scorsa stagione. Quali erano stati i problemi?

Sia a freni che sospensioni, non eravamo andati per nulla bene”.

Tu sei l’unico a usare Showa, com’è la situazione adesso?

Nettamente migliore, a fine dello scorso anno volevo passare a Ohlins ma Honda mi ha convinto a continuare con Showa e la situazione ora è completamente diversa. Nella passata stagione il loro comportamento cambiava troppo da una pista all’altra, adesso invece siamo più costanti. Merito anche del lavoro che abbiamo fatto”.

Come procede lo sviluppo?

Nel 2012 ho usato la stessa forcella per tutta la stagione, invece in questa da novembre ho già provato cinque forcelle diverse e tutte erano migliori della precedente. Solo l’ultima non l’ho ancora promossa, ma a Le Mans non sono riuscito a collaudarla al meglio, lo rifarò al Mugello. Showa e HRC stanno lavorando fianco a fianco”.

Forse anche in previsione del prossimo anno. La Production Racer monterà Showa.

Può darsi. Quello che so è che siamo più vicini che mai a fare quel passo avanti decisivo, non sarà facile ma se ce la faremo avremo un vantaggio sulla concorrenza. Usando solo noi queste sospensioni potremo sfruttare questa nostra esclusiva”.

L’obiettivo è vincere la sfida tra i ‘privati’. L’anno scorso eri salito sul podio, quest’anno non ce l’hai ancora fatta.

Io sono sempre stato più veloce rispetto alla passata stagione, anche a Le Mans sul bagnato, una condizione che abbiamo sempre sofferto molto. Ma il livello si è alzato tantissimo, Rossi è sulla Yamaha adesso e Marquez è incredibile, non so come riesca a guidare in quel modo, però lo fa. Penso che Crutchlow sia adesso il pilota più forte, a parte i primi quattro, ha fatto un grande balzo in avanti. Ma solo per il momento e il campionato è ancora lungo”.

Qual è la tua strategia per batterlo?

Bisogna essere costanti e non sbagliare, superare il limite è facile e sei a terra, come è capitato a Bradl. Dobbiamo stare sempre attaccati ai primi ed essere pronti a cogliere ogni occasione. Il divario fra i più veloci è minimo e lottare per il podio significa potere anche vincere”.

Rossi ha detto che le differenze fra le Yamaha ufficiali e satellite non sono grandi, è così anche per le Honda?

Dall’esterno mi sembra che effettivamente le M1 siano molto simili. Anche per le RCV non ci sono enormi differenze, parliamo di qualche decimo non di un secondo. Però dopo in rettilineo, dalla quarta marcia in poi, le moto di Pedrosa e Marquez hanno qualcosa in più della mia e di quella di Bradl”.

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