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Lorenzo: Io, Robot

AUDIO Valentino è stato il mio maestro e io mi sto avvicinando a lui

Lorenzo: Io, Robot

Lorenzo sta diventando una macchina da guerra: il susseguirsi di successi - quattro vittorie e due secondi posti in sei gare - è un risultato strabiliante, quasi meccanico. Qualcuno potrebbe commentare che quando il gatto non c'è i topi ballano ma in realtà, se per “gatto” s'intende Valentino Rossi, i topi avevano iniziato a ballare ancora prima del GP del Mugello.

Ha vinto ancora una volta con freddezza e con passione, due aggettivi agli antipodi che contrastano tra loro ai quali, però, Por Fuera ci sta abituando.

“Il momento più difficile della gara è stato l'inizio – commenta lo spagnolo -  nel primo giro avevo un gap di oltre un secondo e tre da Pedrosa, poi però siamo arrivati allo zero, cioè al contatto; è stato un momento difficile ma sono rimasto sempre concentrato, avevo le gomme dure ancora fredde e non potevo rischiare”.

Le gomme, appunto. Dopo un periodo di forti polemiche, la Bridgestone ad Assen ha portato ottime morbide e dure per tutti, creando l'imbarazzo della scelta in tutti i team, perché ogni pilota si sentiva a proprio agio sia con l'una che con l'altra. Spesso però un presentimento può dare una mano...

“Dopo aver provato per tutto il week end gomme dure e gomme morbide, ero molto indeciso su quali scegliere per la gara, avevo feeling con entrambe; ma ieri con i miei meccanici abbiamo avuto una specie di ispirazione e abbiamo montato le dure”.

Un anno dall'esordio incredibile questo 2010 giunto, con il GP d'Olanda, al suo primo terzo in calendario. Tirare le somme è presto, anzi prestissimo, ma i tifosi scalpitano.

“Quattro vittorie e due secondi posti significa che in ogni gara ci siamo. E' questa è la chiave di lettura di questa stagione: ci siamo sempre e siamo molto costanti, dobbiamo rimanere concentrati fino alla fine come abbiamo fatto in queste sei gare. Cominciamo ad avere molta pressione dal mondo esterno che si aspetta tanto da noi, specie per la gara di Barcellona che è il mio GP di casa; però i punti in campionato ci tranquillizzano sempre di più: ora ne abbiamo 47 di distacco da Pedrosa. Comunque mi piacciono le gare che si susseguono una all'altra in calendario, perché tra una e l'altra la concentrazione rimane viva”.

E il pilota che “da grande” vorrebbe fare l'attore ha prontamente risposto al tifo dei suoi fan con un'altra scenetta, spaccando ancora una volta l'opinione in due tra chi non ama questo aspetto del pilota perché – dice – scimmiotta Valentino, a chi ne subisce già la dipendenza.

“Ho voluto fare la scenetta del Robot perché diventare una sorta di robot è il mio obiettivo: dopo tre anni in MotoGp sono molto migliorato, ma voglio riuscire ad essere sempre più freddo”.

Chissà Rossi a cosa pensa da casa mentre osserva il suo compagno di squadra vincere e recitare al posto suo? Adesso non può tentare di batterlo e nemmeno insegnargli come si fa...

“Rossi per me è stato un grande maestro. Da lui ho imparato ad essere regolare e a fare sorpassi senza errori, ogni giorno mi avvicino sempre di più a lui. Mi manca, come persona, ma ad essere obiettivi da pilota devo essere egoista, perché l'assenza di Valentino per me significa pur sempre gareggiare con un pilota in meno”.

Il robot di Palma di Maiorca ha le idee molto chiare sul suo presente e se le sta chiarendo velocemente anche sul futuro. Ma anche qualora riuscisse a diventare un vero robot, che è ciò a cui ambisce, nel pilota che vive in lui sarà sempre presente una forte componente emotiva.

“Il mio obiettivo è essere veloce in gara come nelle prove. Non mi interessano i record, sono solo dati statistici che non mi emozionano e non mi danno felicità”.

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