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News Prodotto, A.A. A. Avversari cercasi per Lorenzo

Pedrosa? Vince Poco. Stoner? Vince: ma che Stoner è, quello 2010?

Parla Lorenzo. E mentre lo fa, giusto sopra la sua testa un maxi-schermo mostra Italia-Slovacchia: gli azzurri le stanno buscando sode. Qualcuno gli offre una una palla facile facile da schiacciare: “Sarà così anche in MotoGP?”

Jorge glissa, e la palla finisce fuori.

D'altro canto, il ragazzo di Maiorca non ha mai cavalcato la tigre. E non lo fa neppure oggi: stuzzicato sul possibile tourbillon che innescherebbe un passaggio di Stoner alla Honda (Valentino alla Ducati? E lui, Lorenzo, dove?) risponde che a) per quanto lo riguarda, l'affetto che lo lega alla Yamaha è grande, ma non si sa mai. Più tardi preciserà: “il mio mercato è tranquillo”. Lui è lì. Poi, b) che c'è più sugo a vincere contro il più grande pilota di tutti i tempi a condividere la stessa moto. Per quanto, sottolinea, “le tre migliori moto, ormai, come prestazioni sono molto simili”. Tutte lì lì.

Invece, non sono lì lì gli avversari. La brillante vittoria di Pedrosa al Mugello aveva lasciato sperare la Hrc in un riprendere quota del pilota di Sabbadel, che in Inghilterra, invece, è ruzzolato indietro.

Non che Stoner abbia combinato molto di più, in questo inizio di stagione. Anzi. Però, le statistiche sono dalla sua.

Da quando Pedrosa ha iniziato a gareggiare nella massima categoria, ha sì vinto ogni anno, ma mai più di due GP. Ha magari collezionato una serie importante di podi (otto nel 2009, nove nel 2008, sei nel 2007 e 2006) ma solo due vittorie per stagione. Pare quasi un limite invalicabile, che ha trasformato Dani da pronosticata stella a spalla.

Diverse le cifre di Stoner: lasciamo perdere l'anno del debutto. Da quando si è però vestito rosso-Ducati, ha vinto venti GP: dieci nel 2007, l'anno del titolo, sei nel 2008, quattro nel 2009. E per quanto riguarda lo scorso anno, c'è da considerare che tre GP non li ha corsi per via delle famose magagne che lo hanno convinto a sospendere l'attività, e che nelle tre-quattro gare precedenti è sceso in pista in condizioni decisamente menomate.

Insomma, l'australiano, nonostante un inizio di 2010 inguardabile, è probabilmente l'avversario che può dare maggior filo da torcere al pilota di Maiorca. Che, dal canto proprio, è d'accordo e lo dice. Forse un po' perché davvero ne è convinto, forse un po' perché il confronto tra lui e Dani, già importante l'anno scorso, dentro i confini nazionali (loro) quest'anno sale di categoria. Ed il gioco delle parole, da Rossi, l'ha ormai imparato.

A contrastare Lorenzo, manca un Lorenzo. Un pilota che sappia fare, contro di lui, quello che lui ha combinato contro il miglior pilota di ogni tempo nei due anni passati.

“E' che il motociclismo, come il calcio italiano, non ha ricambi” sbotta Carlo Pernat, con negli occhi ancora la nazionale che affonda sotto le bordate (?) slovacche. E allora? E allora, dai Stoner. Are you here to comb the dollies? (eh ccché, stiamo a ppettinà le bbambole?)

 

 

 

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