Il ritiro di Stoner mette in evidenza scarsa professionalità


Roba da campionato amatoriale,ma come si fa a permettere al pilota numero uno del motomondiale di annunciare il suo ritiro dalla motogp. Dopo appena tre gran premi effettuati sui diciotto previsti? Come fa la casa motociclistica più grande del mondo a non pensare ad una conferenza stampa congiunta nel comunicare una bomba di questo genere ma, come fa soprattutto Carmelo Ezpeleta a dare questa sensazione di non controllo degli avvenimenti che riguardano il motomondiale, suo business personale? Che Stoner non amasse il paddock in cui viveva lo sapevamo tutti quanti, che la nascita della figlia lo avesse ancora più allontanato lo possiamo capire, che probabilmente la morte di Marco Simoncelli lo avesse colpito più del previsto ci sta tutto ma, che annunciasse ora la sua decisione di smettere a fine anno “ sputando “ veleno su come è oggi organizzato questo mondo, questo di professionale non esiste neppure l’odore. Sicuramente a Casey è mancato un manager che lo seguisse nel suo percorso, si fida solo del padre, facendogli guadagnare molto di più di quello ottenuto sino ad oggi. Se oggi si fosse messo sul mercato avrebbe scatenato un’asta fra la Honda e la Ducati per un contratto annuale che gli avrebbe fatto guadagnare quanto in tutta la sua carriera. Naturalmente l’uomo Stoner va rispettato per la sua decisione ma tutto quello che gli ha girato intorno , scusatemi, sa tanto di poca professionalità.

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