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Fra Marquez e Martin la Ducati ha scelto...entrambi: Yamaha è nei guai

Pramac pronta a rigettare l'offerta di Lin Jarvis qualora Marquez accettasse l'offerta del team satellite con trattamento ufficiale. Ma Ducati non pagherà per tre piloti come quest'anno

Fra Marquez e Martin la Ducati ha scelto...entrambi: Yamaha è nei guai

La Yamaha a questo punto rischia di rimanere con il cerino il mano. Un solo team anche nel 2025. Due piloti. Punto. Perché l’assalto alla Pramac, l’ultima diligenza su cui salire per non far incazzare Quartararo di brutto è fallito. Ma andiamo con ordine.

Problema=opportunità. Se n’era accorto Lin Jarvis, quando si è reso conto che l’eccesso di offerta di piloti stava causando un bel po’ di mal di testa alla Ducati. E hai voglia a dire che è bello dover scegliere fra Martin, Marquez e Bastianini, ma in realtà gestita male questa situazione poteva voler dire dover rinunciare a due piloti di alto livello. Per ritrovarseli, magari, uno in KTM e l’altro in Aprilia. Inaccettabile. E come aveva dichiarato Mauro Grassilli, l’obiettivo era di mantenere per il 2025 tutte e quattro le squadre.

L’opportunità per Lin Jarvis era ghiotta: offrire a Paolo Campinoti un contratto a lungo termine con Yamaha, migliore della possibilità/rischio per Pramac di ritrovarsi nel 2025 con la coppia Morbidelli-Aldeguer.

Questo perché - ed è qui il punto - va bene la politica dei giovani, ma Ducati nel 2025 può e vuole pagare solo per i piloti nel team ufficiale, riservandosi di ingaggiare giovani come Aldeguer, ma al costo di 300/500.000 € l’anno.

Al contrario quest’anno Ducati ne sta pagando tre, oltre a Bagnaia, Martin e Bastianini hanno infatti lo stesso identico contratto, economicamente parlando.

Diciamo, anzi, che Jorge quest’anno gli costa di più, perché oltre ai premi di arrivo, ogni sua vittoria mette in ombra la squadra ufficiale ed il suo main sponsor cinese Lenovo. Brutta situazione.

Peggiorata dall’arrivo di Marc Marquez che, ritrovato dopo un’ordalia durata tre stagioni, si è confermato quello di sempre, cioè un fenomeno. Lo vogliamo far andare alla concorrenza? Non sia mai.

Qualcosa però nelle ultime settimane, è cambiato. Se infatti dopo il successo di Jerez Marc aveva detto di volere un team ufficiale, la scorsa settimana ha corretto il tiro affermando di puntare ad un trattamento da ufficiale. Qualunque sia il colore della squadra. Ciò può significare a che un team satellite come Pramac.

A questo punto è scattata l’offerta di Gigi Dall’Igna a Marc Marquez che se avesse voluto accettare unicamente la possibilità del team rosso avrebbe probabilmente dovuto rinunciare al suo storico sponsor Red Bull, visto che Ducati è Monster. A Jerez si era dichiarato pronto a farlo, ma sarebbe stato un sacrificio economico e di immagine, considerevole.

Con Pramac questo non è un problema e a questo punto Marc ci sta pensando e tanto basta per stoppare le trattative fra il team Pramac e la Yamaha.

Peraltro questo teatrino Ducati non può durare ancora a lungo: le altre squadre stanno attendendo proprio questa decisione per muoversi sul mercato, come ha ammesso recentemente Davide Brivio, facendosi portavoce della situazione.

Se la trattativa andasse a buon fine, a questo punto Ducati manterrebbe tutte e quattro i team, perdendo un solo pilota, ahimè, Bastianini. Non per penuria di moto: probabilmente Enea potrebbe riparare anch’egli in Pramac perché Aldeguer potrebbe essere anche spostato in Gresini o in VR 46, ma questo non è sicuro. Comunque sia a quel punto Enea non avrebbe lo stipendio Ducati. La situazione ad oggi di Franco Morbidelli. Una situazione inaccettabile per la Bestia che, a questo punto sta valutando seriamente di rinunciare alla Desmosedici per un trattamento economicamente migliore in KTM o in Aprilia.

Questo, a quanto ne sappiamo è la situazione attuale. La migliore via d’uscita possibile per Ducati. Come sempre, nella ricerca della soluzione, vale la regola: seguire la scia dei soldi.

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