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Marquez & Gresini: non bastano 10 titoli iridati per avere un main sponsor

Chi si aspettava una grafica diversa da quella del 2023 sulla Ducati del team Gresini con l’arrivo di Marc Marquez è rimasto deluso. manca un main sponsor all’altezza di una squadra che quest’anno schiererà due piloti che assieme assommano 10 titoli iridati

Marquez & Gresini: non bastano 10 titoli iridati per avere un main sponsor

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Chi si aspettava una grafica diversa da quella del 2023 sulla Ducati del team Gresini con l’arrivo di Marc Marquez è rimasto deluso. Visualizzata con lo spannometro risulta identica alla precedente e ciò che salta agli occhi è solo che manca un main sponsor all’altezza di una squadra che quest’anno schiererà due piloti che assieme assommano 10 titoli iridati.

Già, niente Red Bull, come più volte è stato vaticinato, né tantomeno Repsol. E c’è da domandarsi il perché visto che se nemmeno l’arrivo del più titolato pilota in attività porta sponsor di peso alla MotoGP, allora domandiamoci non solo perché, ma cosa potrebbe portarli.

Ancora una volta, dunque - bibitari a parte - l’unica squadra che riesce a far muovere grandi normi risulta essere la Ducati, quella ufficiale. Ed il motivo è ovvio: al di là dei risultati si vende un marchio mondiale. Quello della moto presente nei blockbuster di Hollywood o nel garage di Tom Cruise e Keanu Reeves.

C’è poco da fare: la MotoGP non buca il video, e la Dorna avrà il suo bel daffare per sbarcare, come vorrebbero, negli USA.

Del resto non è che lì il mezzo a due ruote sia molto popolare e rimane una passione di nicchia, ma forse un po’ della responsabilità della situazione ce l’hanno, oltreché la Dorna, che fino a poco fa è rimasta chiusa a riccio con le nuove generazioni, anche le Case che sono capaci di spendere decide e decine di milioni di euro per lo sviluppo delle attuali astronavi alate, ma che non investono una lira né sulla comunicazione tradizionale, né sui nuovi media con il risultato di essere completamente fuori dai radar delle nuove generazioni.

E’ difficile, comunque, invertire queste tendenze: peraltro la new wave dei direttori marketing attuali sta attualmente puntando principalmente sui numeri, quindi su chi gestisce i social, cioè i grandi di Internet come Google, Youtube, Meta, senza pensare (specie ora con l’arrivo dell’intelligenza artificiale) che i numeri non sono tutto e non sono certo migliaia di click un tanto al chilo a far nascere i personaggi.

Questi invece, e da sempre, non solo da oggi, vengono non dico creati, ma fatti crescere e supportati dalla stampa. Quella che segue i grandi avvenimenti e fa conoscere pregi, difetti e personalità degli atleti. E per parlare di una realtà vicinissima a noi in questo momento basti citare il fenomeno di Jannik Sinner, campione di uno sport, il tennis, che ha buoni numeri ma sicuramente non da primato assoluto. Ma lì i personaggi ci sono: Novak Djokovic, Carlos Alcaraz, Daniil Medvedev. Solo per citarne alcuni.

Se prendiamo in osservazione il dato aggregato nel tennis abbiamo 5,7 milioni di telespettatori che hanno seguito con trasporto le impresa degli azzurri, con il 28,5% complessivo di share. Ma appunto erano gli azzurri e sappiamo che che noi latini ci innamoriamo facilmente dei nostri atleti.

E’ indubbio, comunque, che c’è ancora molto da fare sotto questo punto di vista e che un binomio come Ducati e Marquez non colpisca subito l’occhio con un brand immediatamente riconoscibile, non è una buona notizia. Poi ci diranno, non è vero e tante altre belle elucubrazioni, ma l'occhio vuole la sua parte e, come dicono in toscana: senza lilleri non si lallera.

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