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Altro che Sprint Race: perché non inserire la Superbike in alcuni Gran Premi?

I CALENDARI F.1 e MOTOGP Ben 23 Gran Premi per la F.1, 21 per la MotoGP, tante concomitanze, doppie partenze per la Sprint Race e Moto3 e Moto2 sempre Cenerentola della manifestazione. L'idea di far fare meno GP alle due categorie e inserire nel programma qualche appuntamento della Superbike


Altro che Sprint Race: perché non inserire la Superbike in alcuni Gran Premi?

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Oggi la F.1 ha diramato il suo calendario 2023 che raggiunge il numero record di 24 gare con ben 15 Gran Premi extraeuropei. Un numero impressionante che cozza decisamente con la politica (ma è solo politica) della riduzione delle emissione e dell’impatto ambientale, ma tant’è, ormai il motorismo è un show-business ed ogni Gran Premio che si aggiunge significa un bel gruzzoletto in più.

La MotoGP in confronto, ferma ai suoi 21 Gran Premi con 9 gare extraeuropee sembra decisamente più sostenibile, ma tenendo conto delle minori risorse economiche del mondo delle due ruote…mica tanto!

In realtà la stagione è senza respiro per entrambe le categorie: la F.1 riesce a correre di più perché parte prima, il 5 marzo in Bahrain, al contrario del nostro 26 marzo a Portimao, e chiude dopo, il 26 novembre ad Abu Dhabi.

I tre Gran Premi in più saltano fuori da queste tre settimane. Ci sono ben 13 concomitanze, ma inutile parlarne per ora perché quello che abbiamo, per quanto riguarda la MotoGP, è solo una ipotesi di calendario, assolutamente provvisorio e senza pretesa di correttezza.

Dobbiamo poi ricordare che, stando a quanto detto dalla Dorna nel 2023 la MotoGP dovrebbe raddoppiare le gare con l’introduzione della Sprint Race che la F.1 corre invece con il contagocce, mentre Carmelo Ezpeleta la ha introdotta in tutte le gare come la panacea per controbattere la riduzione degli spettatori nei circuiti, ma anche per dare un contentino alle Pay TV.

Tenendo conto di quanto detto, i piloti della MotoGP gareggeranno più dei colleghi delle quattro ruote ed è inutile dire che diminuendo le prove i chilometri percorsi saranno presso a poco gli stessi. Una gara è una gara ed a livello di stress psicofisico è imparagonabile ad un test.

Per non parlare del problema delle doppie partenze: il GP di Aragon ha confermato infatti il raddoppio del rischio. E a poco da dire Jorge Viegas, Presidente della FIM, che la partenza è il momento più interessante, che tutti vogliono vedere. In realtà siamo invece tutti con il fiato sospeso perché vogliamo al contrario vedere la gara dipanarsi, e non perdere qualche protagonista per strada.

Insomma c’è molto lavoro ancora da fare nel motociclismo ma fintantoché i problemi non saranno affrontati con professionalità sentendo tutte le forze in campo, si procederà sempre per tentativi. Il che comporta la possibilità di incappare in errori che con una maggiore condivisione dei problemi, probabilmente potrebbero essere evitati.

E l’esempio arriva dall’aggiustamento in corsa degli orari delle prove del GP del Giappone con l’eliminazione della FP1 del venerdì. Poi come sempre è stato allungata la sessione pomeridiana (che diventa di fatto FP1), ma solo per la MotoGP. Come sempre Moto2 e Moto3 sono residuali, ma allora perché costringerle a gareggiare in tutti e 21 i Gran Premi. Pensiamo che una riduzione delle prove, specie sulle trasferte extraeuropee sarebbe gradita dai team.

E cosa metterci al loro posto? Perché non una bella gara Superbike? In questo modo si ridurrebbero anche le concomitanze e finalmente si darebbe al mondiale delle derivate di serie maggiore visibilità. E’ una eresia pensarlo? Noi pensiamo di no.

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